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27/06/2020

Conte prova a forzare sul decreto Semplificazione

Il Manifesto - ANDREA COLOMBO

GOVERNO
Il premier. «Sarà un dl molto dibattuto ma la maggioranza capirà che è essenziale »
II In teoria al centro del "vertice di maggioranza", cioè dell'incontro tra premier e capi delegazione, ci sarebbero tanti e tali temi da richiedere una non stop di diversi giorni. I temi essenziali sono in realtà solo due, e anche quelli non vicinissimi alla quadra: il dl Semplificazioni e Aspi. Non è una questione di importanza gerarchica. Con Federmeccanica che profetizza licenziamenti in un terzo delle aziende il dl Luglio, quello che dovrebbe prolungare di parecchie settimane la salvezza dai licenziamenti e le casse integrazione, è altrettanto importante. La differenza è che c'è più tempo, essendo il varo previsto per metà luglio ma ,come il dl Aprile, poi diventato Maggio e infine ribattezzato Rilancio per non chiamarlo Giugno insegna, c'è sempre la possibilità di sforare. Inoltre su quel fronte i conti sono ancora in alto mare. Il ministero dell'Economia non è in grado di quantificare lo scostamento che dovrà essere approvato dal parlamento. La proposta avanzata da Gualtieri, casse integrazione a carico delle aziende invece che dello Stato in cambio di cospicui tagli fiscali sul lavoro, abbasserebbe sensibilmente il totale ma Federmeccanica la ha accolta con una sospettosità che sconfina nella freddezza: portateci i conti precisi poi ne riparliamo, ché di annunci a vuoto ce ne sono stati sin troppi. Pagare moneta, vedere cammello. Il dl Semplificazioni invece incalza. E' propedeutico a qualsiasi passo successivo. Il Recovery Plan italiano, come ha confermato ieri Gualtieri, non vedrà la luce prima di settembre, a braccetto con la Nadef. Ma a quel punto il capitolo semplificazioni deve essere già stato risolto e chiuso. Conte prova a gettare il cuore oltre l'ostacolo, in parte alla ricerca di un effetto titolo capace di oscurare il rinvio e le proteste sulla scuola, ma in parte anche nella speranza di accelerare i tempi al massimo. Tanto da portare il testo del dl in cdm a metà della settimana prossima: «E' un decreto che verrà molto dibattuto ma io sono assolutamente deciso e convinto che tutte le forze di maggioranza comprenderanno che è essenziale per la ripartenza». Per comprendere, le forze di maggioranza comprendono. Il problema è che hanno in mente punti di caduta diversi e Conte, secondo quella che è ormai diventata un'abitudine, non ha fatto vedere a nessuno la bozza buttata giù a quattro mani col sottosegretario alla presidenza Mario Turco, 5S. I nodi sono molti, dai vincoli ambientali al codice degli appalti sino alla questione del danno erariale e dell'abuso d'ufficio. Senza modificare le regole in materia tutti sanno che non verrà semplificato niente. I funzionari continueranno a non firmare, bloccando tutto, per non correre il rischio di trovarsi sotto accusa per l'abuso o soggetti a rimborsi stratosferici per il danno. L'abuso non verrà cancellato,come richiesto da molti soggetti anche nel corso degli Stati generali. L'obiettivo del premier è precisarne i contorni per limitare la possibilità di procedimenti che nella maggior parte dei casi finiscono con l'archiviazione. Già ma come? Fino alla vigilia l'ipotesi principale era quello di rendere «gravi e manifeste» le violazioni contro le quali chiedere l'incriminazione. Ma è una formula vaga e discrezionale ed è probabile che negli appunti segreti portati dal premier al vertice ci sia qualcosa di più preciso. Altrettanto nebbioso, sino all'ultimo momento, l'espediente per evitare il rischio esoso di vedersi rinfacciare il danno erariale in nome di un non perseguibile «iter standardizzato«. Le spine principali però sono le deroghe al Codice degli Appalti, che vede divisioni interne sia alla maggioranza che nel M5S, diviso tra chi come il viceministro Cancelleri vorrebbe abbattere i vincoli con il Caterpillar, chi, come Di Maio, è appena più prudente e sventola il «Modello Genova» e chi, come il presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato Coltorti, invoca, come ha fatto qualche giorno fa, il rispetto del codice Anac. Sui vincoli ambientali è il ministro dell'Ambiente Costa ad alzare paletti ma sul tema la sensibilità di LeU e di una parte dei 5S è altrettanto alta. Sarà davvero possibile superare ogni ostacolo in tempo per varare il dl entro pochi giorni?

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I punti critici: abuso d'ufficio, danno erariale, codice degli appalti e vincoli ambientali


Foto: Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri foto LaPresse