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09/07/2020

Conte promette grandi opere Ma non ha soldi per realizzarle

Libero - ANTONIO CASTRO

L'ULTIMO BLUFF
Via libera al decreto Semplificazioni: servono 200 miliardi per 130 infrastrutture Il premier ne chiederà una buona parte all'Europa. La trattiva è difficilissima
■ All'alba (e come ormai di tradizione "salvo intese"), il governo infiocchetta il decreto Semplificazione che in teoria dovrebbe dare l'avvio definitivo a 130 opere infrastrutturali ciclopiche e prioritarie. In pratica fornirà al presidente del Consiglio Giuseppe Conte un papiello di progetti da portare a Bruxelles (il 17 luglio). Un canovaccio di idee (suscettibili ancora di limature e cambiamenti), che costituiscono il decreto Semplificazione. Nella speranza così di convincere i partner europei a sganciare quattrini e allargare il più possibile i cordoni del borsello miliardario del Recovery Found. Le 32 slide - tanto amate da Palazzo Chigi e dintorni sintetizzano un po' il "libro dei sogni" di quanto si vorrebbe fare. E hanno gioco facile dall'opposizione a polemizzare sulla riproposizione di questo polpettone variegato di proposte. E infatti certi progetti si sono già visti (con tanto di presentazione, approvazione e conferenza stampa). Resta il fatto che questa volta i 44 articoli del dl Semplificazione rappresentano un agglomerato denso di tutto quello che ci sarebbe da fare: dall'alta velocità al potenziamento degli invasi idrici da portare a termine, dalle ciclabili ai porti, dalle strade agli aeroporti da riadattare. LA TRATTATIVA Tirando le somme il piano di investimento per il rilancio del settore e dell'economia ha una cubatura di 196,7 miliardi. Di cui 131,3 miliardi di risorse già assegnate e 65,4 miliardi di fabbisogno residuo. Che detto così non sembra neppure tanto. Il problema è che i quattrini ora vanno chiesti a Bruxelles, e i cosiddetti "Frugali" non si accontentano di belle slide colorate. Pretenderanno (conoscendoci), di avere in mano un cronoprogramma, delle scadenze, delle certezze sui tempi. In Italia il tempo medio di realizzazione di un'opera supera i 10 anni (ma ce ne sono alcune che sono eredità della Prima Repubblica). I progetti che potrebbero decollare nel breve periodo sono una trentina (certo non i 130 elencati con ottimismo ieri). Opere pubbliche che si spera di "sbloccare" utilizzando poteri superspeciali che verranno attribuiti ad altrettanti commissari. Infrastrutture paralizzate da veti incrociati, mancate assunzioni di responsabilità e carenza di fondi - che lo stesso esecutivo ritiene inadeguati, persino gli eventuali poteri eccezionali attribuiti alle stazioni appaltanti sulla base dell'articolo 63 del codice appalti. NO AL MODELLO GENOVA Il modello Genova - è stato così reputato «inattuabile sul larga scala», e archiviato. La prima fase prevede sostanzialmente investimenti già deliberati per 15 miliardi di euro. Di cui 5 miliardi di strade da sbloccare (già anticipate nelle settimane scorse dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli): dall'autostrada Roma - Latina (1,5 miliardi) per tamponare la drammatica situazione della statale Pontina, al completamento del collegamento dell'Autostrada A12 tra Tarquinia e San Pietro in Palazzi (1 miliardo) a un nuovo lotto della statale 106 Jonica in Calabria (1,3 miliardi). C'è poi il lavoro di ampliamento della Statale Salaria che attraversa i Comuni colpiti dal terremoto dell'Italia centrale (150 milioni), lo svincolo SS514 di Chiaramonte con la SS115 in provincia di Ragusa, in Sicilia, (670 milioni), la SS 675 Umbro-Laziale tra il porto Civitavecchia e il nodo di Orte, con la tratta Monte Romano est-Civitavecchia (472,23 milioni). Il governo vuole scavallare i "problemi autorizzativi" sui piccoli interventi (fino a 150mila euro). Sul contrasto alla criminalità Conte garantisce che il Dl rappresenta «il trampolino di lancio» per «iniziare a correre», senza però «lasciare spazio al crimine». E per evitare che le opere si impantanino il governo prevede che scatterà «il danno erariale solo per dolo» precisando che verrà punito «chi non opera» non chi mette una firma. Inizia ora il percorso diplomatico di Conte (che le malelingue derubricato a questua errante di consensi europei), che ha annunciato una serie di incontri con l'omologo portoghese Antonio Costa e lo spagnolo Pedro Sanchez. In vista del meeting europeo del 17 luglio per ripartire le risorse del Recovery Found. Salvo intese, appunto

Le risorse per gli investimenti prioritari

54,3

45,1

9,2

113,4

60,0

53,4

20,8

19,0

1,8

5,1

4,1

1,0

3,1

3,1

0,0

196,7

131,3

65,4

TOTALE

MODALITÀ Strade e autostrade Ferrovie con nodi urbani Trasporto rapido di massa città metropolitane Porti Aeroporti
FONTE: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti COSTO (MLD €) RISORSE ASSEGNATE (MLD €) FABBISOGNO RESIDUO (MLD €)

Foto: A sinistra il ministro dei Trasporti del Partito Democratico Paola De Micheli. Sopra il premier Giuseppe Conte mentre illustra il decreto Semplificazioni in conferenza stampa (La Presse)