scarica l'app
MENU
Chiudi
07/07/2020

Conte: «Non siamo fermi ora appalti e tavolo fisco» Bonomi: «Negata la realtà»

Il Messaggero - R. Amo.

L'agenda del governo LA GIORNATA
Il premier sul dl Semplificazioni: via libera in settimana. Nuove tensioni con Confindustria «Questo esecutivo ha assunto decisioni mai prese prima nella storia repubblicana»
ROMA Altro «che attendisti». Non ci sta proprio il premier ad incassare certe accuse da «esecutivo degli annunci». Con il decreto Semplificazioni «che approveremo all'inizio della settimana, diamo impulso agli investimenti e alla ripresa», ha detto Giuseppe Conte, parlando al Consiglio Federale della Uil. E del resto è «il più coraggioso» della storia il progetto di riscrivere le regole della burocrazia di questo Paese. «Questo governo ha assunto decisioni mai prese nella storia repubblicana - ha puntualizzato il premier - si è assunto la responsabilità di essere definito, ingiustamente, illiberale». Insomma, «noi siamo quelli dei protocolli di sicurezza, del patto di rilancio più ambizioso, della semplificazione più coraggiosa», ha sottolineato. Conte si avvia ad affrontare una settimana cruciale per il futuro suo e del sul governo e vuole essere sicuro di chiudere subito il cerchio, lo assicura, sugli appalti per poter presentare in Europa questa settimana una svolta concreta come il Decreto Semplificazioni. La realtà dei fatti, dice Conte rivolgendosi anche alla maggioranza, è «il contrario» di quello che emerge dal «chiacchericcio quotidiano di questi giorni», che affiora anche sulle pagine dei giornali, e che «ci descrive incapace di assumere decisioni risolute». E ancora: «Fa ridere essere descritti in questi termini. Noi abbiamo preso decisioni ferme e risolute e siamo pronti a prenderne anche in futuro», sottolinea il premier di fronte ai tre principali sindacati del Paese, che questa settimana potrebbero essere convocati a Palazzo Chigi per la definizione di due misure con cui il premier vuole spazzar via il vento della crisi: la riforma del fisco e il decreto luglio. Nell'Auditorium della Nuvola di Fuksas è il giorno del neosegretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri. In prima fila ci sono Conte e i ministri Nunzia Catalfo e Roberto Gualtieri. E un lungo colloquio a porte chiuse tra il premier e i tre leader di Cgil, Cisl e Uil fa da ` contorno all'evento. Sulla potenziale alleanza con i sindacati il governo conta non poco. Anche perché, dall'altra parte, la Confindustria targata Carlo Bonomi continua a bombardare l'esecutivo. Perché questo è un Paese «dove la realtà non viene raccontata», per Bonomi, «nessuno ha l'interesse, il coraggio, la volontà, di dire quale è la realtà, cosa ci aspetta in autunno» per l'economia. E «dove è tornato pericoloso affermare le nostre idee e i nostri valori», ha aggiunto il presidente di Confindustria, sottolineando i «tempi in cui conta di più il dividendo elettorale che la civiltà di una società» e la mancanza di «prese di posizioni forti, corali, unanimi, da tutta la politica, dal mondo sindacale, ma soprattutto dal governo» dopo le minacce ai presidenti di Confindustria Lombardia e Confindustria Bergamo. È ai sindacati che il premier sottolinea la necessità «di un dialogo franco, senza prendersi in giro». Sulla scuola - ricorda - «ci avete fatto penare, ma abbiamo risposto stanziando un ulteriore miliardo». Sul fisco come sul decreto luglio i sindacati saranno coinvolti. La settimana prossima, annuncia il premier, si aprirà con Gualtieri il tavolo per la riforma fiscale. «Sarà una riforma organica. Progressività, semplificazione, riduzione del carico fiscale per le famiglie» saranno le tre direttive, spiega il titolare del Mef unendosi al messaggio del premier: «questo è il governo dei fatti». Non lontano, il centrodestra unito dal coro unanime contro Conte tenta di superare le divisioni sul Mes e sul dialogo offerto da Silvio Berlusconi con una nuova manifestazione di piazza. Conte glissa poi sul rinvio del Semplificazioni: assicura che «i presidi di legalità saranno rafforzati» di fronte alla deroga sulle gare, ma «non possiamo pensare che per episodi di illegalità questo Paese non debba correre. È il momento del coraggio» per il premier. Eppure le ombre sono tutt'altro che diradate con lo scontro sulla legge elettorale .

Foto: Il premier Giuseppe Conte