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09/07/2020

Conte: l’Italia ora deve correre Carta semplificazioni per la Ue

Il Sole 24 Ore - Manuela Perrone

la ripresa
Governo. Il premier soddisfatto dell'ok al decreto: salvo intese per ragioni tecniche non politiche «La valutazione d'impatto su investimenti e crescita? La faremo a saldo». Opposizioni all'attacco Tra il 2009 e il 2018 i ricavi annui da pedaggi sulla rete autostradale italiana sono aumentati da 4,8 a 6,1 miliardi.
ROMA

«Offriamo una strada a scorrimento veloce, un rapporto leggero a portata di clic fra le persone e lo Stato. Alziamo il limite di velocità: l'Italia deve correre. Ma alziamo anche gli autovelox: non vogliamo offrire spazio a appetiti criminali che alterano la concorrenza e fanno guadagni indebiti». Giuseppe Conte ha salutato così il varo salvo intese del decreto semplificazioni al Consiglio dei ministri di lunedì notte. La formula «non è dovuta a distanze politiche ma a ragioni tecniche» e il provvedimento sarà «in capo a qualche giorno in Gazzetta Ufficiale», ha voluto precisare per fugare l'immagine dell'ennesimo rinvio o della «farsa», come sostengono le opposizioni di centrodestra.

In conferenza stampa con la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, la titolare dell'Innovazione Paola Pisano e, in collegamento, la ministra della Pa Fabiana Dadone, il premier ha usato le slide per illustrare il provvedimento che a suo dire «semplifica, velocizza, digitalizza, sblocca una volta per tutte appalti e cantieri» come mai avvenuto prima. E ha ripercorso le principali novità, dai poteri derogatori riconosciuti alle stazioni appaltanti che potranno procedere «anche in presenza di contenzioso» all'«abuso d'ufficio circoscritto, non abolito» - stop alla paura della firma, i rischi saranno «più del funzionario che tiene fermi i cantieri che non di quello che li sblocca» - fino alla spinta alla rigenerazione urbana. Ma nessun condono, ha promesso: «Vogliamo solo una Via sulle opere pubbliche più rapida, più semplice». È stato lui ad annunciare l'approvazione in Cdm della lista delle 130 opere strategiche del piano Italia Veloce del Mit («Complessivamente sono 200 miliardi», ha ricordato De Micheli: «Approfitteremo il più possibile dell'opportunità» del Recovery Fund) ma anche delle ulteriori 50 opere che saranno commissariate in base all'articolo 9 del decreto. Una lista fortemente voluta da Italia Viva e infatti salutata dai renziani come «un buon passo avanti».

Accantonate per un giorno le polemiche tra i partiti di maggioranza, che dal Pd di Nicola Zingaretti al M5S di Vito Crimi rivendicano le proprie bandiere (i primi il «rafforzamento» del Codice appalti, i secondi i poteri alle stazioni appaltanti e l'aumento degli stipendi ai vigili del fuoco), Conte non ha nascosto la gestazione «sofferta» del provvedimento. Né ha negato, alla vigilia del mini-tour che lo vedrà volare in Portogallo, Spagna, Germania e Olanda («Ma non per sollecitare Sanchez e Costa a utilizzare il Mes»), la volontà di portarlo in Europa a riprova della capacità italiana di fare le riforme: «Mi vanterò di questo decreto, ma ancora di più dei risultati che confidiamo di conseguire». Eppure, nel giorno in cui Bruxelles ha stimato per l'Italia un tracollo dell'11,2% del Pil nel 2020, alla domanda se è stata realizzata un'analisi d'impatto per stimare l'effetto del Dl in termini di spesa per investimenti e di aumento della crescita, il premier è stato evasivo: «Le valutazioni sono state fatte doverosamente. Non le annuncio perché voglio portare fatti e concretezza. Una valutazione la faremo a saldo».

Difficile, secondo fonti governative, che il Dl approdi in Gazzetta prima della prossima settimana. Ma l'auspicio dell'esecutivo è di incassare un primo sì (in Senato, dove è atteso) prima della pausa estiva. Come per l'autorizzazione al nuovo scostamento di bilancio da 20 miliardi. Dopo l'emergenza «non possiamo ripristinare la normalità», ha concluso Conte, prima di ricevere Davide Casaleggio. «La normalità per l'Italia, negli ultimi anni, ha significato trotterellare sempre al di sotto della media europea. È il momento di scattare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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REUTERS


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Bilaterale a Lisbona. -->

Il saluto tra Giuseppe Conte e l'omologo portoghese Antonio Costa dopo l'incontro al Palazzetto di São Bento, la residenza del premier a Lisbona