MENU
Chiudi
09/08/2018

Conte: «In Ue a testa alta Pareggio di bilancio resta»

Avvenire - EUGENIO FATIGANTE

Le confessioni del premier: ho vaccinato mio figlio Migranti, «prima umanitari con migliaia di morti»
l presidente silenzioso che ha deciso di "aprirsi" di più lo fa convocando la stampa a Palazzo Chigi, prima della pausa estiva. Occasione per un bilancio dei primi 68 giorni di governo, in vista di una ripresa autunnale che si presenta più che mai densa d'incognite, e anche per festeggiare il compleanno (ieri Giuseppe Conte ha fatto 54 anni). Il governo del cambiamento varia anche la location : si sale alla Sala degli arazzi al piano nobile, un doppio circolo di sedie davanti alla poltroncina bianca dove si siede il professore, accanto a un tavolino tondo. Ma le novità sostanziali si fermano quasi qua. Prigioniero della logica dei rinvii, che ha rimandato alla ripresa tutte le scelte sulle questioni-chiave, il capo del governo si limita a rinnovare l'elenco dei campi d'intervento, accompagnato da proponimenti più o meno generici: la manovra «coraggiosa» («In Ue ci presenteremo a testa alta, io non ho mai chiesto un atteggiamento di favore, una concessione: andremo con un programma serio, che tuteli i nostri interessi, non per tutelare interessi di altri. Comunque dobbiamo essere realistici, non potremo fare tutto insieme», dice), Tav e Tap («Tra un po' faremo sintesi politica»), il Codice degli appalti («A settembre avremo una proposta di riforma», annuncia), Alitalia, l'«accelerazione dei processi civili», la «digitalizzazione dei servizi pubblici», il contrasto alla corruzione («I miei omologhi all'estero richiamano molto l'attenzione su questo tema», annota), ma anche gli attacchi sul web al presidente Mattarella (un «problema serio», lo definisce, confermando che andrà al Copasir). Al tirar delle somme, le cose più sfiziose il premier le dice sui vaccini, raccontando che «mio figlio ha fatto tutte le vaccinazioni d'obbligo, l'ho accompagnato io, il governo è per l'obbligo, l'autocertificazione non l'annulla, è solo un'agevolazione burocratica»; sull'Ilva, dove afferma che sulla procedura di gara ci sono delle «irregolarità» e il vicepremier Di Maio pertanto «ha dovuto procedere in autotutela, non è uno scriteriato»; e sul pareggio di bilancio in Costituzione, punto su cui dice che «c'è un dibattito, ma non sarà tolto» dalla Carta. Allo stesso modo, precisa che «non esiste un piano Savona sugli investimenti pubblici (da 50 miliardi, ndr ), ma un piano del governo in un quadro assolutamente condiviso, non ci sarà un piano A, B o C, lo dico per non alimentare voci che arrivano agli investitori esteri». Altro capitolo su cui il presidente si sofferma è quello dell'immigrazione: «I dati parlano per noi - rivendica -. Abbiamo ridotto gli sbarchi dell'8085%. Risultato positivo, ma perché significa meno rischi per i migranti che attraversano il Mediterraneo, vogliamo evitare che questo mare sia il cimitero dei migranti». Al riguardo, si lascia andare a una delle poche stilettate della conferenza: «Non siamo mai venuti meno al soccorso umanitario. Fonti indipendenti dicono che negli ultimi 15 anni ci sono stati 34mila morti, non mi pare che la politica di prima sia stata così umanitaria...». Una puntualizzazione accompagnata da un'ulteriore rivendicazione: «Ci possono dire di essere un governo di destra, anche fascista. Ognuno può avere la sua opinione, ma il fatto di aver preso di petto la questione (dell'immigrazione, ndr ) nasce dalla responsabilità di questo esecutivo, che ha prodotto un cambio di atteggiamento anche in Europa». Al riguardo, Conte racconta che alla tv ceca ha «lanciato un appello al premier Babis, chiedendogli se mostrerà come atto simbolico di accogliere un solo migrante. Lì ora - prosegue - si è aperto un dibattito. Cercherò di convincerlo a farlo, lo incontrerò in Italia a fine agosto o inizio settembre». Quanto a Consob, dove è in discussione la presidenza di Mario Nava per il suo incarico pendente nella Ue, Conte dice di attendere l'esito delle verifiche interne alla Commissione per valutare «se ci sono incompatibilità» (ma l'Autorità fa sapere che la valutazione è già stata inviata per posta certificata). Infine, la politica estera. Nelle parole del premier affiorano le perplessità su elezioni in Libia entro l'anno. E una sintonia col presidente Usa Trump, anche su un dossier delicato come le sanzioni all'Iran: «Se ci sono notizie d' intelligence Usa di una proliferazione nucleare, valuteremo una linea più rigorosa» verso Teheran, ma sempre - precisa - «con i partner Ue». Dopo un'ora abbondante di chiacchierata, durante la quale a Conte non sfugge - come d'abitudine - di ricordare per 4 volte il suo essere «un giurista», il portavoce Casalino invita tutti a spostarsi nella sala attigua per uno scambio d'auguri col presidente. E qui, lontano da telecamere e flash dei fotografi, il professor Conte mostra il suo lato ancor più socievole. E, via via, si racconta, aprendo spazi più "personali" e intimi. Racconta la sua vita a Palazzo Chigi, dove ha scelto di vivere per praticità: «Così lavoro fino a tardi, poi nel palazzo dove abito ci sono anche dei b&b, sapendo che c'era il premier si sarebbero riempiti di russi, cinesi, americani...», scherza. Racconta la limitazione della privacy («Sto sempre qua dentro, avverto ancora l'impatto mediatico della carica. L'altro giorno stavo uscendo da solo per una pausa, non ci ho pensato, sono stato subito fermato», rivela) e l'indole di un «pragmatico» che «anche nell'inquietudine» mantiene sempre l' aplomb : «Non alzo mai la voce. Non ne vedo il bisogno». Anche con i ministri?, lo pressano i giornalisti che vogliono tornare sui temi "caldi": «Lei è troppo seria, beva un altro bicchiere, la prego - è la battuta fatta a una collega -. Comunque mi comporto coi politici come con gli impiegati alla posta. Non farsi trascinare è un modo per mantenere lucidità». Poi si scivola su temi più leggeri: «Mare o montagna? Sono per la collina, sono nato in collina. Io sono così, non sono né carne né pesce...», dice mostrando autoironia. Mediazione sempre, insomma, per tenere insieme le estreme del governo, M5s e Lega. Cambiamento sì, ma senza «cambiare soltanto per cambiare». Tra una battuta e un sorriso, c'è tempo anche per ricordare che, da ragazzo, era portato più per la matematica. Poi hanno prevalso gli studi in legge. Si parla di svago e, ancora con rammarico, precisa di non aver avuto tempo «per vedere un film o leggere un libro, prima mi divertiva andare in libreria a sceglierli, ora li ordino sui cataloghi on-line». Il 15 agosto, in ogni caso, sarà nella sua Volturara Appula. Alla festicciola si unisce anche il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, uscendo dal suo ufficio. «Presidente, è ora di tornare a lavorare», scherza il leghista. Non prima di un'ultima raccomandazione, seria, di Conte ai cronisti: «Siate critici. Se non fate opposizione voi, va tutto in malora».

Conferenza stampa

L'incontro nel giorno del 54° compleanno del presidente del Consiglio. Scelte tutte rinviate sui punti-chiave, ma «faremo sintesi politica, saremo realistici» «A settembre riforma del Codice degli appalti. Irregolarità su gara Ilva, Di Maio non è scriteriato»

Il racconto di sè

Al brindisi il Conte più "privato": «A me piace la collina, io sono così, né carne né pesce... Vivo chiuso a Palazzo Chigi, non mi sono ancora abituato. Non alzo la voce». La raccomandazione ai cronisti: «Se non fate opposizione voi, va tutto in malora»


Foto: PALAZZO CHIGI Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore