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13/06/2020

Conte: «Ecco il piano per gli Stati generali Opere per 120 miliardi»

La Nuova Ferrara - Francesca Schianchi

Domani il via a Roma: «Non sarà solo una sfilata, poi vedrò l'opposizione» Oggi il premier dai pm: «Anche ora non farei la zona rossa a Bergamo»
Francesca Schianchi / romaAlla vigilia dell'interrogatorio con i pm di Bergamo e degli Stati generali annunciati con orgoglio e avviati con difficoltà, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ostenta sicurezza sull'appuntamento giudiziario - «ho agito in scienza e coscienza» - e si mostra soddisfatto degli incontri che prenderanno il via domani a Villa Pamphili: «Dobbiamo proporre un piano di rilancio per il Paese con riforme di ampio respiro». Diviso in dieci capitoli, spazierà dalle infrastrutture - con il proposito di implementare l'Alta velocità da Genova a Roma - all'ambiente (con un miliardo di euro da investire in un milione di alberi) al piano Industria 4.0 Plus, dedicato alle aziende attive nell'intelligenza artificiale. Fino alla temporanea sospensione del Codice degli appalti, per consentire di far partire subito e in velocità bandi di gara. Ne parla con soddisfazione, con una punta di malcelato nervosismo verso chi, anche nella sua maggioranza, vede nell'appuntamento di domani più immagine che sostanza: «Non sarà una sfilata né una passerella». Tra un incontro coi capigruppo di maggioranza e il Consiglio dei ministri, in una chiacchierata a più riprese con un gruppo di giornalisti spazia dal Ponte sullo Stretto al Mes all'ipotesi «folle» di fondare un suo partito.Presidente, oggi sarà sentito come testimone sul caso delle zone rosse nella bergamasca. Teme un'indagine?«Non lo temo affatto, ho agito in scienza e coscienza. Mi sono reso subito disponibile, doverosamente, per informare il pm di tutte le circostanze di mia conoscenza».Tornando indietro la farebbe la zona rossa?«No, perché ho agito in scienza e coscienza».Domani gli Stati generali, perché questi incontri?«Questa crisi ha creato grande sofferenza, ma abbiamo il dovere di tramutarla in opportunità. Dobbiamo programmare un rilancio del Paese con riforme di ampio respiro da cui nascerà poi il contenuto del Recovery plan nazionale: progetti d'investimento che chiederemo all'Europa di finanziare con il Recovery Fund».Quando presenterà il Recovery Plan nazionale?«A settembre. Ma non possiamo ridurci all'ultimo per non perdere i fondi europei: se non ci mettiamo subito all'opera rischiamo di compilare un po' di documenti all'ultimo senza una reale prospettiva di tradursi in investimenti finanziati con fondi europei. Stiamo lavorando al piano coi ministri, ora lo vogliamo condividere con le parti sociali e le forze migliori del Paese. Abbiamo una grande responsabilità che non sarà offerta ad altri governi: un tesoretto che dobbiamo spendere con uno sforzo collettivo di condivisione».Sulle risorse per le infrastrutture circolano cifre diverse, quante sono effettivamente stanziate?«Abbiamo stanziato circa 120 miliardi in più anni. Ci sono soldi per coprire vari livelli di avanzamento delle opere». C'è un'infrastruttura in particolare che pensa di inserire in questo piano?«Un obiettivo concreto è la Roma-Pescara: è impensabile viaggiare in 4 ore quando in auto ci vogliono al massimo due ore. E poi la Roma-Ancona. Dobbiamo fare la doppia linea per il Sud, l'Adriatica da Pescara. E bisogna potenziare la rete ferroviaria in Sicilia. Molti progetti sono già in cantiere, come l'Alta velocità Milano-Venezia. A me piacerebbe molto anche la Jonica, da Reggio Calabria a Taranto: dobbiamo progettare una rete ferroviaria pubblica anche se non c'è convenienza dal punto di vista della remunerazione».Il Ponte sullo Stretto si farà?«La questione si porrà se e quando avremo completato le infrastrutture in Calabria e in Sicilia».È favorevole all'idea?«Io sono favorevole a tutto ciò che è ragionevole economicamente e fa il bene del Paese. Parlarne oggi è una fuga in avanti; domani di fronte a infrastrutture pronte diventa una necessità ragionarci».Come si concluderà la partita su Autostrade?«Abbiamo fatto riunioni con le forze politiche per sintetizzare le posizioni. Se non la settimana prossima, nel giro di un paio di settimane decideremo».Intanto lavorate agli Stati generali, ma è sicuro che ci sia condivisione nel governo? Nella maggioranza ci sono state perplessità sull'iniziativa. Qualcuno l'ha vista come una fuga in avanti.«Non lo è, e in ogni caso la situazione del Paese è tale che questa iniziativa è davvero urgente, è necessario farla in modo condiviso e coinvolgente».Era necessario pubblicizzarla così? Non bastava un normale incontro a Palazzo Chigi con le parti sociali?«Non è normale il periodo che stiamo vivendo, non è normale un Recovery Plan da 170 miliardi, quindi richiede una modalità non ordinaria».Le opposizioni hanno rifiutato il suo invito.«Le opposizioni hanno rifiutato un invito che nascondeva un riguardo particolare: avevo previsto un intero pomeriggio per loro prima dell'inizio dei lavori. Mi è stato detto che non va bene la sede ma sono incorsi in un infortunio: Villa Pamphili è una sede istituzionale in cui sono stati incontrati tanti capi di Stato». Conta di poter far cambiare idea almeno a una parte del centrodestra?«Prendo atto della loro scelta. Ma all'esito del confronto con le parti sociali, tornerò a proporre un incontro confidando che abbiano maturato una posizione diversa».Il Piano di rilancio con o senza i 36 miliardi del Mes cambia, non le pare?«Ci sarà un momento in cui ci confronteremo sull'eventualità se convenga o meno all'Italia attivare altri strumenti di finanziamento come il Mes».Convenienza di che tipo? I soldi sono tanti e i tassi addirittura negativi...«Ci sono dichiarazioni che hanno un impatto europeo. Rispondo così: ci sarà un momento in cui analizzeremo in dettaglio tutti i regolamenti, le modalità e i tempi di restituzione, e sarà quello il momento di confrontarci in Parlamento e fare le valutazioni finali».A luglio?«Ragionevolmente. Questo momento è prematuro».Su Ilva cosa pensate di fare?«Approfondiremo la proposta di Arcelor Mittal, ma ci sono delle criticità».La famiglia Regeni si aspettava azioni più conseguenti dal governo italiano.«Le azioni del governo italiano sono conseguenti, nella misura in cui sempre e comunque e ancora nell'ultima telefonata (con il presidente Al Sisi, ndr) ho sempre messo Regeni al centro delle mie richieste. E sarà sempre così fino a quando avremo la verità».Ma bloccherà la vendita di navi all'Egitto?«Fatemi parlare prima con la Commissione d'inchiesta che mi ha convocato».Lei prevede un grande piano di rilancio, ma la maggioranza è compatta per seguirla? Ogni giorno arrivano spifferi di governissimi o altri inquilini a Palazzo Chigi.«E secondo lei io posso leggere tutti i nomi, tutte le fantasie che escono ogni giorno?».Presidente, lei è pronto a fare il suo partito?«Io sono qui non per interessi personali, per coltivare un mio partito e favorire amici e conoscenti, ma per questo servizio. Un incarico che ha assunto un rilievo gravoso per l'emergenza. Sarebbe folle dedicare anche solo un millesimo di energia a questi pensieri». --© RIPRODUZIONE RISERVATA