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02/03/2019

Conte con Di Maio per il No Ma Tria: ” Serve una legge… “

Il Fatto Quotidiano - LUCA DE CAROLIS

Il ministro sa che alle Camere i sì sono maggioranza; M5S vuole prendere tempo
Èe sarà no al Tav. Nonostante il Matteo Salvini che alzerà il prezzo, chissà di quanto. E anche se il ministro dell ' Economia Giovanni Tria continua a spingere per l ' opera, auspicando " u n ' evoluzione positiva " , ed è un altro dito nell ' occhio a Luigi Di Maio, che lo aveva rimproverato a tu per tu martedì scorso ( " basta dichiarazioni, sulla Torino-Lione vale il contratto di governo " ). Ma la linea del M5S resta quella, difendere l ' ultima bandiera, sopravvissuta a mille cambiamenti e giravolte: altrimenti il gruppo parlamentare esploderebbe e la base al Nord diventerebbe un formicaio impazzito. COSÌ DI MAIO , il capo politico, fa trapelare per la milionesima volta che non si cederà mai alla Lega. E Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio che spesso va in un ' altra direzione, cioè quella del Quirinale, in mattinata si allinea e smentisce aperture al mini Tav. Ed è una mossa invocata anche da alcuni parlamentari, insospettiti dai giornali che parlavano di un premier aperto a mediazioni, in nome della ragione di governo. Ma Palazzo Chigi nega tutto, precisando anche che il supplemento di analisi costi-benefici " l ' aveva chiesto il Mit " . E la sostanza finale è che il premier e il suo vice a 5Stelle fanno asse, più o meno differito, più o meno spontaneo. Ben sapendo però che per fermare davvero il Tav serve una legge, così da disapplicare l ' ac cordo tra Italia e Francia sull ' opera. Ma ad oggi i numeri per approvarla in Parlamento non esistono. E allora l ' obiettivo è guadagnare tempo, spostando la rogna dopo le Europee di maggio. Ma non potrà essere indolore. Perché la prossima settimana va trovato un punto di caduta con il Carroccio. Prima del Cda dell ' 11 marzo di Telt, la società che deve costruire il Tav, e che si riunirà per indire i bandi per i lavori. O almeno vorrebbe farlo, perché c ' è un ostacolo, ossia l ' articolo 16 de ll ' accordo italo-francese sull ' opera, in base al quale mancherebbero le condizioni per l ' avvio dei bandi (come spiegato nell ' articolo qui accanto). E quella norma potrebbe essere l ' appiglio che il Movimento cercava. Ma la politica spesso prova a ignorare anche quanto scritte nero su bianco. Ergo , l ' ennesimo tavolo con Salvini sarà complicato, dopo che il vertice di mercoledì con Conte e Di Maio " è andato male " come ammettono dal governo. E gli stessi 5Stelle non sanno ancora con quale linea presentarsi. Mentre la strategia di comunicazione è chiara, ricordare sempre e ovunque che il M5S vuole aprire tutti i cantieri possibili, a patto di fermare quello della Torino-Lione. " Anche perché in Italia crollano i ponti, mentre questa fantomatica mini Tav sembra solo un modo per fare confusione " mor de il sottosegretario Mattia Fantinati. Per questo si ripete che c ' è l ' ur genza di cambiare il codice degli appalti. E il premier scrive a Repubbli ca per rivendicare un piano di 11 miliardi in tre anni per la messa in sicurezza del territorio. Mentre il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli sbarra ancora la porta al Tav: " Ribadisco profondamente, come M5S, il nostro no senza pregiudizio " . E lo scandisce dal cantiere per la ricostruzione di un ponte, in Brianza, nelle stesse ore in cui il Pd annuncia per lui una mozione di sfiducia per. Ma nel Movimento pensano ad altro. OVVERO AL TRIA che insiste ancora sulla Torino-Lione da Versailles, a margine del Forum economico italo-francese. " Ci sono posizioni differenti nel governo ma credo che ci sarà un ' evoluzione positiva " , sostiene il ministro. Quasi sulfureo, nel ricordare che " c ' è una legge su questo e per cambiare ci sarebbe bisogno di un ' altra legge, ma non credo sarà così " . Sillabe che fanno indiretta sponda con quelle del ministro dei Trasporti di Parigi, Elisabeth Borne: " Per l ' Italia è venuto il momento di confermare che vogliono la Torino-Lione, senza una decisione rapida si perderanno i fondi " . I 5Stelle non gradiscono, affatto. Ma scelgono di non rispondere, per non alimentare l ' immagine di un governo lacerato. " Tanto alla fine Tria dovrà riallinearsi " è l ' opinione diffusa. O la speranza. Ci sono p os i z i o n i d i ffe re n t i nel governo, ma credo che ci sarà u n ' e voluzione p os i t i va C ' è una legge, per c a m b i a re ne servirà u n ' al t ra GIOVANNI TRIA