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17/06/2020

Conte ci riprova con le opposizioni «Nessuna patrimoniale all’orizzonte»

Avvenire - ANGELO PICARIELLO

Gli Stati Generali CONFRONTO
«A fine incontri formulerò un nuovo invito Altrimenti sarebbe un'idea di democrazia un po' strana». Elezioni, «buona idea» i seggi fuori dalle scuole Ma Salvini, Meloni e Tajani alzano un muro
Roma S piace molto che l'opposizione non abbia raccolto l'invito» agli Stati generali. Giuseppe Conte ci riprova: «Alle opposizioni dico: "partecipate, non vi contaminerete, non è questa la logica, possiamo avere differenze di idee"», tende la mano, il premier, a Villa Pamphilj. Non cogliere quest'occasione di confronto vorrebbe dire «rendere la democrazia italiana un po' singolare. Vogliono scegliere loro il luogo? Ci mettiamo d'accordo», ma «disertare è singolare agli occhi del mondo». L'invito però trova di fronte un muro. Matteo Salvini, impegnato in Lombardia e Veneto, chiude: «Produttori e lavoratori chiedono una cassa integrazione pagata puntualmente, infrastrutture, soldi veri in banca. C'è una proposta della Lega di sospensione del codice appalti sul "modello Genova" su cui sfidiamo Conte. Vengano in Parlamento, non in villa, a dire sì o no», taglia corto il leader della Lega. Anche Giorgia Meloni respinge al mittente l'invito venuto «dalla sfarzosa passerella di Villa Pamphili» , mentre poi Conte «chiede e ottiene di sottrarsi al dibattito in Parlamento", lamenta la leader di Fdi. «La sua ipocrisia non è più tollerabile. Invece di continuare a invitare l'opposizione ai suoi eventi in villa, legga gli emendamenti che abbiamo presentato in Parlamento, e si esprima sul merito invece di fare chiacchiere da salotto». E neanche Forza Italia si differenzia: «Non abbiamo mai rifiutato il confronto», premette il vicepresidente Antonio Tajani. Ma «è singolare che il governo dice di voler collaborare ma bocci tutte le nostre proposte e risolva ogni dibattito con voti di fiducia. Speriamo che cambi», e l'unico spiraglio lasciato aperto. La giornata vive soprattutto dell'intervento di Vittorio Colao. Si era parlato di un mezzo gelo calato fra Palazzo Chigi e il capo della Task force, di visioni diverse. Si era inserito anche Matteo Salvini nella - ipotetica contesa, mostrando interesse per alcune proposte del piano. Ma Conte sgombra il campo, definendo il piano Colao «un'ottima base per elaborare il piano di rilancio». Altro fronte polemico, col neo-presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che lamenta di non aver ricevuto un «piano ben dettagliato» dal governo. «Ben venga il piano di Confindustria, stempera Conte, replicando sul filo del sarcasmo: «La battuta che avevo fatto a Confindustria, che non si presenti solo con un piano di taglio delle tasse, ha avuto effetto». In collegamento è intervenuto anche un componente di peso della task force, Enrico Giovannini. Presenti fisicamente agli incontri, invece, i tre leader sindacali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Non è tenero il segretario della Cgil: «Un progetto di cambiamento del paese deve mettere al centro la persona e il lavoro, i diritti, la giustizia sociale e un modello fondato sul rispetto dell'ambiente, sulla salute e la sicurezza delle persone», avverte. «Il governo avrà noi al suo fianco se segue questa strada; se dovesse ascoltare altre sirene avremo altri atteggiamenti», spiega Landini, con chiaro riferimento all'impostazione del piano Colao, ritenuta troppo liberista, sollecitando «protocolli su temi concreti». Maggiore disponibilità dalla Cisl: «Il nostro giudizio è positivo - dice Furlan - ma siamo anche molto realisti»- Ora bisogna «rompere ogni indugio per realizzare un patto sociale forte. E non solo perché l'Europa ci chiede grandi riforme e grandi investimenti, ma perché lo dobbiamo alle future generazioni». Conte prende sul serio la proposta del Pd di risparamiare le scuole per il voto di settembre: «Con la ministra Lamorgese cercheremo da subito soluzioni alternative». E boccia come «clamorosa fake news» la patrimoniale, assicurando che lavora, invece, a un piano di taglio tasse. Ma non convince né Bonomi, né tanto meno Salvini, che ironizza su un «modello Cgil e Venezuela». Ma Conte insiste: «Vi assicuro che dopo che termineremo questa settimana insisterò testardamente per avere un confronto con i rappresentanti delle opposizioni». Paolo GENTILONI Commissario Ue all'Economia «Ora Mes vantaggioso» «Adesso il Mes consente a Paesi come l'Italia di poter accedere a un credito da 35-37 miliardi di euro a condizioni piuttosto vantaggiose». Matteo SALVINI Segretario della Lega «Mix Cgil-Venezuela» «La scelta per il futuro è tra modello Genova e modello Cgil. Al governo c'è mix Cgil-Venezuela. Noi vorremmo mixare Bergamo e Genova». Nicola ZINGARETTI Segretario del Pd «Poi l'ora delle scelte» «Gli Stati generali sono luogo di confronto tra idee e ricette per il futuro. Poi dovrà venire il momento delle scelte, che saranno più condivise».

Il programma "Progettiamo il rilancio"

Di cosa si tratta Un programma di massima di governo riscritto dopo la pandemia che Conte propone alle parti sociali durante gli incontri a Villa Pamphili L'attuazione Le riforme sono la base della prossima legge di Bilancio 2021 e del "Recovery plan" da presentare a Bruxelles per l'accesso ai fondi europei 9 missioni divise in 51 punti Paese più digitalizzato e connesso Infrastrutture più sicure ed efficienti Economia green e transizione energetica Imprese più competitive e lavoro tutelato Sostegno alle filiere produttive Meno burocrazia nella pubblica amministrazione Investimenti in formazione e ricerca Italia più equa e inclusiva Ordinamento giuridico più moderno e attraente 5 filiere da valorizzare Turismo Automotive Patrimonio artistico e culturale Agroalimentare e pesca Siderurgia 7 riforme Codice civile Stato veloce Diritto societario Codice dello sport Giustizia Fisco e lotta all'evasione Procedure amministrazione straordinaria grandi imprese

Foto: Nella foto grande, un momento della seconda giornata degli Stati Generali Qui sopra, Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte / Ansa