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07/09/2018

Conte apre al consorzio pubblico-privato Sul tavolo il decreto con le nuove regole

Il Gazzettino

OGGI IL VERTICE CON TOTI PER BATTEZZARE L'ASSE TRA AUTOSTRADE E FINCANTIERI. ANCORA TENSIONE TRA AISCAT E IL MINISTRO TONINELLI
IL PROGETTO ROMA La rinazionalizzazione della concessione di Autostrade per l'Italia? Per il premier Giuseppe Conte, «non è l'unica risposta». Perché «non possiamo escludere - dice - che si faccia una nuova gara». Così per la prima volta il governo apre implicitamente allo schema del consorzio pubblico-privato con Fincantieriper il piano di demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi di Genova. Un dossier dai tempi stretti che non a caso farà i primi passi già oggi, come anticipato dal Messaggero , nel corso del tavolo convocato presso la Regione Liguria tra il governatore Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci, l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, e l'architetto Renzo Piano. Battezzato il consorzio di base, si parlerà subito delle prime tappe per la demolizione che partirà subito dopo il dissequestro dei luoghi interessati dal crollo. Intanto il tema della rinazionalizzazione, ora più lontana, ieri ha sfiorato anche Piazza Affari. Lo sa bene il titolo Atlantia (che controlla Aspi) che sulle parole di Conte ha recuperato di colpo il 5,5% dopo essere stata sospesaal rialzo. IL PROVVEDIMENTO In effetti, si tratta di un nodo non da poco da sciogliere visto che sulla concessione di Autostrade per l'Italia e la ricostruzione del ponte di Genova si stanno confrontando proprio in queste ore le due anime del governo in vista del "Decreto Genova" atteso probabilmente già per la prossima settimana in Consiglio dei ministri. Da una parte ci sono i M5S e il ministero delle Infrastrutture guidato dal cinquestelle Danilo Toninelli che vogliono la revoca immediata della concessione ad Aspi, tramite decreto legge, affidando subito dopo la ricostruzione del ponte a un soggetto pubblico. Una strada complicata da battere, dai tempi lunghi, che rischia di essere ancora più stretta dopo il pasticcio della polemica sulle «pressioni» ricevute dal ministro da parte di Aiscat (l'associazione dei concessionari di Autostrade) affinchè non rivelasse - è la versione di Toninelli - i contenuti della concessione su Autostrade. Di nuovo ieri l'Aiscat ha smentito qualunque pressing o diffida ricordando che la lettera era stata inviata a marzo 2018, per tutt'altri motivi, quando era ancora in sella Graziano Del Rio. «La diffida valeva prima e dopo il mio arrivo al ministero», ha ribattuto un Toninelli decisamente imbarazzato spostando per l'ennesima volta il tiro sulla «scandalosa convenzione» concessa ad Autostrade. Anche questo episodio fa presagire che alla fine prevarrà l'altra anima del governo, quella richiamata ieri dalle parole di Conte e sostenuta dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega), che insieme ai tecnici di Palazzo Ghigi vorrebbe invece una norma che consenta subito di avviare la ricostruzione del Ponte in deroga al Codice appalti. LA ZONA NO TAX Certo, la regia rimarrebbe in capo ad Aspi (come da convenzione vigente) nell'ambito del "consorzio", ma proseguirebbe comunque nel frattempo la procedura di revoca secondo la convenzione Aspi, valutandone costi e benefici anche dopo l'accertamento delle responsabilità del crollo. In realtà non esistono ancora bozze del decreto, ma la strada alternativa a cui sta lavorando Palazzo Chigi, in linea con quanto suggerito dal governatore Toti, è quella di approvare subito un decreto che in deroga al Codice appalti consenta di varare rapidamente il progetto e affidare i lavori senza gara. Nel dettaglio, sarebbe sempre Aspi a fare da pivot nell'appalto e a pagare i costi, come da convenzione vigente, nell'ambito di un consorzio di imprese, pubbliche e private, con un ruolo di prima linea per Fincantieri. Non solo. Nel Decreto Genova. ci sarebbe anche la previsione di una banca dati unica delle opere, con i dati relativi ai collaudi, che diventeranno obbligatori per i concessionari. C'è poi il rafforzamento della struttura di vigilanza del ministero dei Trasporti. Per cittadini e imprese, l'ipotesi di una zona no tax . Roberta Amoruso

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