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20/06/2019

Container in aeroporto, nuova sconfitta di Spinelli nella guerra dei terminal

Il Secolo XIX

bocciato il ricorso presentato contro i rivali di derrick, che occupano le aree con un accordo senza gara
Marco Grasso Nella guerra dei moli - combattuta a colpi di colpi di scena e cause milionarie Aldo Spinelli viene sconfitto una seconda volta, questa volta sull'assegnazione delle aree concesse dall'Aeroporto di Genova ai "rivali" di Derrick, società partecipata dai terminalisti concorrenti Giulio Schenone (a sua volta azionista e direttore di Sech) e Luigi Negri. L'accusa era la mancanza di evidenza pubblica, ma per i giudici amministrativi l'Aeroporto di Genova non è propriamente un soggetto pubblico (sebbene sia partecipato da due enti pubblici, al 60% dall'Autorità portuale, e al 25% dalla Camera di Commercio) e, dunque, perseguendo «finalità commerciali» in «regime di concorrenza», poteva assegnare quelle aree (utilizzate come deposito di container vuoti, un utilizzo definito dagli stessi giudici «eccentrico» per una zona aeroportuale) con una «negoziazione». Alcuni mesi fa il Tar aveva già imposto a Spinelli di lasciare le aree ex Ilva, occupate con un accordo (annullato perché avvenuto senza gara) siglato dopo essere stato costretto a lasciare posto alla costruzione delle nuove aree degli Erzelli. La controffensiva di Spinelli non si era fatta attendere: un controricorso proprio contro Derrick (società partecipata al 51% dalla Contrepair di Filippo Dellepiane e al 49% da Bolzaneto Container Terminal, joint venture tra le holding di Giulio Schenone e Luigi Negri), ovvero la società che ha mandato a carte quarantotto l'intesa sulle aree di Cornigliano. Il senso dell'azione di Spinelli era sostanzialmente speculare al procedimento precedente: anche Derrick, che sulle aree di Cornigliano aveva lamentato un'assegnazione senza gara, ha ottenuto un simile trattamento "di favore", secondo gli avvocati Andrea D'Angelo, Giovanni ed Emanuele Gerbi; ovvero il contratto di subconcessione di una fetta di terminal aeroportuale (una sorta di subaffitto: le aree sono demaniali, l'Aeroporto di Genova ne ha la concessione e ne aveva dato una parte in sub-concessione a Derrick). Il fatto che i passaggi siano due, cioè che l'azione legale non riguardi una concessione ma una subconcessione, complica non poco le cose, premettono i giudici, che sottolineano come la «questione sia decisamente più complessa»: «In una subconcessione un soggetto può rivestire natura meramente privata , nel caso in cui una società non abbia alcun "legame" con la pubblica amministrazione sotto il profilo funzionale e organizzativo». Ed è proprio questo il piano su cui il tribunale amministrativo dà torto a Spinelli: l'Aeroporto di Genova non può essere considerato un organismo pubblico, ma piuttosto «un soggetto che agisce in un mercato, quello dei servizi aeroportuali, di natura marcatamente economica e concorrenziale, senza essere beneficiario di misure pubbliche tali da preservarlo dal rischio d'impresa». Ergo, non rientra in questo caso nell'obbligo previsto dal codice degli appalti: Aeroporto di Genova non era tenuto a bandire una gara pubblica. E non è rilevante che la Regione e il Comune si siano spesi per la proroga di quell'intesa se «la soluzione adottata non risulta essere stata imposta ad Aeroporto di Genova». Nella sostanza, Aldo Spinelli perde un nuovo round di una guerra in cui sono in gioco milioni di euro di traffici portuali e concessioni. Ma le contese sulle aree sono tutt'altro che finite. E Spinelli stesso, in alcune occasioni, ha minacciato rivalse milionarie nei confronti degli enti pubblici se fosse costretto a lasciare le aree senza un'alternativa per i suoi container.

Foto: A sinistra le aree oggetto della contesa, a destra in alto Aldo e Spinelli e sopra Giulio Schenone