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24/01/2019

Consulenze «superflue» Consip nei guai

Il Tempo - Valeria Di Corrado

Indaga la Corte dei Conti
a pagina 3 • Per anni, per curare il contenzioso amministrativo scaturito dalle gare d'appalto bandite da Consip, i vertici della principale centrale di committenza pubblica hanno affidato «in via diretta e continuativa» una pioggia di consulenze esterne sempre agli stessi quattro avvocati, pur avendo a disposizione una trentina di legali interni con idoneo titolo di abilitazione. Per la Procura della Corte dei conti del Lazio questi affidamenti, avvenuti «in mancanza di una procedura selettiva concorsuale, appaiono del tutto irregolari, arbitrari e non sorretti da adeguata motivazione». Il danno erariale, che coincide con l'ammontare degli incarichi conferiti, è stato calcolato dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza in oltre 4,3 milioni di euro. Il vice procuratore Massimo Lasalvia ha notificato un invito a dedurre nei confronti di 14 persone, prima di decidere se portarli a processo davanti ai giudici contabili. Nell'elenco spiccano i due ex amministratori delegati di Consip, Domenico Casalino (in carica da luglio 2012 a giugno 2015) e Luigi Marroni (in carica da giugno 2015 a giugno 2017), l'attuale ad Cristiano Cannarsa, l'ex presidente Luigi Ferrara e l'attuale presidente Roberto Basso (subentrato al primo a giugno 2017). Marroni è il «grande accusatore» da cui è partita l'inchiesta penale sulla fuga di notizie relativa a un'indagine che mirava a svelare le pressioni esercitate sui vertici di Consip per favorire l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo. Inchiesta che ora rischia di portare a processo l'ex ministro Luca Lotti e l'ex comandante dei carabinieri Tullio Del Sette. Tra gli indagati, per cui ora la Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, c'erano anche Casalino e Ferrara, oltre a Tiziano Renzi. Le indagini condotte dalla Finanza, su delega dei p m contabili, hanno dimostrato che le consulenze affidate dal 2015 al 2017 ai soliti quattro avvocati «risultavano, per rilevanza numerica ed economica, esorbitanti, anche in considerazione dell'esistenza presso la Consip spa di una struttura denominata: Direzione legale e societario, con un organico di 49 unità». L'iter amministrativo adottato nella scelta di questi professionisti, tra cui compare anche Alberto Bianchi (difensore dell'expremier Matteo Renzi), conferma che non è stato verificato se all'interno dell'amministrazione ci fossero risorse idonee a svolgere questi incarichi; né tanto meno è stata espletata una procedura selettiva, «preferendo optare per una nomina di tipo personalistico e fiduciario». Eppure già il vecchio Codice degli appalti pubblici, in vigore imo al 18 aprile 2016, prevedeva che nell'affidamento dei servizi legali venissero rispettati i principi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento. Quindi, Consip spa avrebbe dovuto predisporre un invito pubblico, acquisire almeno 5 offerte, svolgere una valutazione comparativa e motivare la scelta. Limiti più stingenti sono derivati dall'entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici, che ha di fatto escluso la possibilità di procedere ad affidamenti fiduciari. Ne consegue che, dal 19 aprile 2016, tali incarichi sono stati adottati «in violazione di legge», quindi, con dolo. In più di una seduta del consiglio di amministrazione si è discusso della necessità di costituire u n ufficio legale interno, per ridurre il costo del contenzioso, senza però adottare mai «concrete iniziative idonee a realizzare quanto più volte auspicato». «Appare quindi chiaro conclude il pm - che gli amministratori erano tutti ben consapevoli dell'irregolarità in cui erano incorsi, e tuttavia, anziché incaricare o affiancare l'avvocature interna, ovvero scegliere di adottare procedure più trasparenti attraverso l'adozione di un albo aperto dei legali esterni, silimitavano a prendere atto della problematica, continuando a reiterare le precedenti condotte». Soltanto a partire dal2017 è stata ampliata la rosa dei difensori esterni, con la scelta di altri dieci legali, sempre senza una vera selezione. Fino a quel momento, infatti, oltre il 90% degli incarichi veniva affidato esclusivamente a cinque avvocati.

Foto: Incarichi Per anni affidati sempre agli stessi 4 avvocati poi dal 2017 le consulenze sono diventate quattordici Accanto, l'ex ad Consip Luigi Marroni in carica da giugno 2015 a giugno 2017