scarica l'app
MENU
Chiudi
15/06/2019

Consulenza e bufera «Giornalista indagato» La difesa: «È fango»

QN - Il Resto del Carlino

ATTACCO DOPO LE POLEMICHE
UNA CONSULENZA da 20mila euro (il bando si è chiuso il 15 maggio ed è stato pubblicato lo scorso 7 giugno) presso le strutture speciali dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna affidata dalla consigliera regionale Pd, Ottavia Soncini, al giornalista Nicola Fangareggi finisce nella bufera. Ad attaccare è il MoVimento 5Stelle che prende come riferimento «le false fatturazioni nell'inchiesta Octopus che vede coinvolto Fangareggi e tra gli altri pure Marco Gibertini, condannato in abbreviato a 9 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo Aemilia». Il capogruppo regionale pentastellato Andrea Bertani chiosa: «Se dal punto di vista formale è tutto lecito, ed auguriamo al giornalista Fangareggi di poter dimostrare la sua estraneità dall'inchiesta che lo vede coinvolto, sul piano dell'opportunità politica la consigliera e vice presidente della Regione Ottavia Soncini riteniamo debba considerare questi elementi che poniamo alla sua attenzione per ogni valutazione del caso». LA REPLICA del legale difensore di Fangareggi, Giulio Cesare Bonazzi (foto), non si fa attendere: «Il M5s ha volutamente e vergognosamente accostato il nome di Fangareggi a quello di Gibertini. Senza neanche conoscere la vicenda giudiziaria. Così per il solo gusto di gettare fango sulle persone per bene. Mi corre l'obbligo di riferire, quale difensore di Fangareggi, che lo stesso è stato accusato proprio da Gibertini di avere emesso una fattura relativa a operazioni inesistenti. Quel Gibertini che aveva chiesto denaro in cambio del silenzio. Una vera estorsione dinnanzi alla quale il Fangareggi non aveva ceduto e che aveva invece segnalato quando aveva chiesto di essere sentito in Procura. La commercialista del mio assistito ha confermato la bontà della fattura incriminata. Non vi è nulla di cui, oggi, Fangareggi debba temere. Se ne faccia una ragione il M5s».