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05/02/2021

Consorzi sospetti e lavori bloccati: denuncia dell’Usl all’Anticorruzione

Il Gazzettino

Lm Group e Ebg Group, fermati da interdittive antimafia, si sono alternati nell'appalto per la gestione del verde
LA SEGNALAZIONE
TREVISO «Oltre a essere intervenuti sull'appalto, risolvendo l'accordo e cambiando interlocutori, abbiamo segnalato il caso all'Anac (Autorità nazionale anticorruzione ndr). Siamo consapevoli che ci sia qualcosa da chiarire. Adesso sarà l'autorità a fare tutti gli approfondimenti del caso». Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl 2, alza una barriera protettiva attorno all'azienda sanitaria. Per due volte, nel giro di pochi mesi, i consorzi stabili entrati nell'appalto per la manutenzione del verde attorno all'ospedale di Castelfranco e nelle proprietà dell'Usl del distretto di Asolo (lavori per 182mila euro complessivi), sono stati oggetti di interdittive antimafia firmate dalle prefetture: prima quella di Bologna, poi di Treviso.
I CAMBI
Nel primo caso a dover chiudere ogni rapporto con l'Usl è stato il Consorzio Stabile Ebg Group, bloccato dal prefetto bolognese perché un paio di imprese inserite nella sua rete potrebbero avere dei contatti con persone vicine all'ndragheta; nel secondo caso invece a essere bloccato è stato il Consorzio Lm Group, oggetto di interdittiva perché riconducibile a Ebg Group e, entrambi, collegabili con la famiglia Messina. Nell'appalto in questione, ottenuto materialmente da una cooperativa castellana che ha dovuto appoggiarsi a un soggetto più grande per avere le credenziali adatte a partecipare al bando, i due consorzi si sono dati il cambio. Quando la prefettura bolognese ha bloccato Ebg è subentrato, accanto alla cooperativa, il consorzio Lm Group, a sua volta impallinata dall'interdittiva di fine dicembre. Nessun provvedimento è in vece stato preso contro la cooperativa.
IL PANORAMA
Difficile pensare a una coincidenza: due consorzi vicini che si alternano in uno stesso appalto ed entrambi fermati perché ritenuti in qualche modo influenzabili da organizzazioni mafiose. Chi si occupa di queste cose assicura che non si tratta di casualità, ma di meccanismi ben oliati per non lasciare per strada nulla, nemmeno un appalto da 180mila euro che è davvero poca cosa rispetto a lavori milionari che consorzi di questo calibro sono in grado di portarsi a casa. Da qui è nato il sospetto di Benazzi, che ha deciso di mettere tutto nelle mani delle autorità competenti: «Per quanto ci riguarda - ribadisce - segnaliamo sempre ogni cosa alla Prefettura. In questo caso ci siamo rivolti anche all'Anac, la massima autorità in materia, Dobbiamo stare molto attenti perché, in questo periodo, abbiamo in corso lavori importanti». Il direttore generale non nasconde la propria preoccupazione: «Sono sempre preoccupato in casi come questi - ammette - per fortuna i nostri uffici sono molto attenti. Facciamo di tutto per evitare trappole». L'Usl ha in ballo partite non da poco. Basti pensare ai milioni in ballo con la Cittadella della Salute. «In questo caso i bandi vinti dalle Ati, le associazioni temporanee d'impresa, non ci preoccupano - osserva - per partecipare le verifiche antimafia sono così capillari da fugare ogni dubbio su chi arriva in gara. Ma poi ci sono i sub-appalti. E lì dobbiamo adoperare la lente d'ingrandimento per capire che società stanno entrando nei cantieri. E chiediamo continuamente verifiche alla Prefettura».
A CA' SUGANA
Intanto in Comune il sindaco Mario Conte ha avviato la realizzazione del Tavolo per la Sicurezza, il super team di esperti che avrà il compito aumentare i controlli sulle aziende che parteciperanno agli appalti previsti da qui a fine mandato: «Avevamo già in mente di realizzare un gruppo di questo genere - ammette il sindaco - ma quanto accaduto con il cantiere delle scuole elementari Don Milani (gestito da Lm Group e adesso fermo ndr) ci ha convinto ad accelerare i tempi. Penso a una squadra di professionisti, specializzati in questo tipo di operazioni di verifica, che possa da un lato formare i nostri dipendenti e dall'altro aiutare materialmente nei controlli antimafia, che sono complicati e richiedono grandi capacità e conoscenze». L'urgenza di dotarsi di un simile strumento è spiegata con i progetti in via di concretizzazione e con la concreta prospettiva che a Ca' Sugana, attraverso il Recovery Fund, Bonus 110% e fondi UE, siano in arrivo consistenti risorse economiche da tradurre per la maggior parte in opere pubbliche e servizi alla città. Una montagna di denaro sicuramente da gestire, ma anche da tutelare e difendere.
Paolo Calia
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