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29/09/2021

Consip, Tiziano Renzi a giudizio per traffico di influenze

Corriere della Sera - Fulvio Fiano

Per il padre dell'ex premier cade l'accusa di turbativa d'asta. In abbreviato un anno a Denis Verdini
roma Cade la concussione, resta il traffico di influenze e per alcune posizioni la turbativa d'asta e la tentata estorsione e corruzione. È il verdetto dell'udienza preliminare in uno dei filoni principali della maxi inchiesta sul caso Consip con il quale il gup Annalisa Marzano, accogliendo la richiesta del pm Mario Palazzi, rinvia a giudizio Tiziano Renzi, Italo Bocchino, Alfredo Romeo e Carlo Russo e condanna a un anno in abbreviato (pena sospesa) l'ex coordinato del Pdl Denis Verdini (turbativa d'asta), l'ex parlamentare del suo stesso gruppo Ignazio Abrignani e l'imprenditore Ezio Bigotti. Sono gli esponenti dei due gruppi che si sarebbero contesi con mezzi illeciti due mega appalti banditi da Consip, coinvolgendo, la citazione è da un atto dell'inchiesta, «i più alti livelli politici». Luigi Marroni, all'epoca amministratore delegato della stazione appaltante della pubblica amministrazione, si è costituito parte civile.

Andando nel dettaglio, il padre dell'ex premier e segretario di Italia viva, Matteo Renzi, sarà processato a partire dal 16 novembre per traffico di influenze illecite ma viene prosciolto (con Russo e l'ex dirigente Consip Francesco Licci) dall'accusa di turbativa d'asta e da altri episodi di traffico di influenze. Dal suo stesso reato dovranno difendersi l'imprenditore Romeo e l'ex parlamentare di Alleanza Nazionale, Bocchino. Romeo risponde anche di turbativa d'asta e corruzione mentre il giudice ritiene sussistenti gli elementi per processare Russo per tentata estorsione. Assolti in abbreviato l'ex ad di Consip, Domenico Casalino, e quello di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi. Con Verdini, stesso reato e pena, vengono condannati l'imprenditore Ezio Bigotti e l'ex parlamentare Ignazio Abrignani. Per questi tre la Procura aveva chiesto l'assoluzione e ne viene invece anche disposta l'incapacità a trattare con la pubblica amministrazione per la durata della pena.


Al centro delle indagini nate nel 2016 ci sono due gare bandite all'epoca dalla centrale appalti della p.a. La mega commessa Fm4 da 2,7 miliardi e quella da alcune decine di milioni per i servizi di pulizia di Grandi Stazioni per i quali concorrevano il gruppo Romeo e Bigotti. In una prima fase la Procura aveva sollecitato l'archiviazione per tutte le posizioni. Richiesta in buona parte respinta nel febbraio del 2020 dal gip Gaspare Sturzo che aveva anzi disposto nuove indagini su Tiziano Renzi e l'iscrizione nel registro degli indagati di Verdini, Abrignani e Bigotti. Lo scorso ottobre, infine, la chiusura indagini.


Come si legge nel relativo avviso agli indagati, Renzi senior, secondo l'accusa, avrebbe agito d'accordo con l'imprenditore Russo che, «sfruttando relazioni esistenti con l'allora amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni», lo avrebbe istigato «al compimento di atti contrari al proprio ufficio», ossia «a intervenire sulla commissione aggiudicatrice della gara Fm4». Caduta, come detto, l'ipotesi dello scambio in cui Russo avrebbe ottenuto da Romeo anche denaro in nero per sé e per Renzi. Manovre simili per «turbare» la gara, riconosce la sentenza di ieri, ha compiuto il trio Verdini-Abrignani-Bigotti, assolto però dalla concussione.


L'avvocato di Renzi, Federico Bagattini, esprime «grande soddisfazione per tre assoluzioni su quattro capi di imputazione. Aspettiamo con fiducia il dibattimento».


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I fatti

Nell'ambito dell'inchiesta Consip è stato rinviato
a giudizio
il padre di Matteo Renzi, Tiziano:
dovrà rispondere
di traffico
di influenze

Condannati a un anno,
con rito abbreviato,
l'ex senatore Denis Verdini, l'imprenditore Ezio Bigotti
e l'ex deputato del Pdl Ignazio Abrignani


Foto:

A processo

Tiziano
Renzi, 70
anni, padre
dell'ex premier Matteo, è stato rinviato
a giudizio