scarica l'app
MENU
Chiudi
01/10/2019

Consiglio, in aula è bagarre sul taser

Eco di Bergamo

È terminata in protesta - con la Lega a sollevare cartelli in aula - la lunga sessione del Consiglio comunale di ieri sera. Oggetto della bagarre, il taser, l'arma a impulso elettrico la cui dotazione alla polizia locale è stata al centro di due ordini del giorno contrapposti da riflessioni di carattere medico e normativo: per la minoranza - le cui posizioni sono state supportate da Stefano Rovetta (Lega) con interventi favorevoli di Luca Nosari (Bergamo Ideale), Gianfranco Ceci (Forza Italia), Giacomo Stucchi, Filippo Bianchi e Alessandro Carrara (tutti e tre della Lega) - uno strumento «innocuo e utile a rendere più sicura l'attività degli operatori delle forze di polizia locale, per immobilizzare ed evitare un contatto diretto con i soggetti». Contraria invece alla sperimentazione la maggioranza rappresentata dal capogruppo Pd Massimiliano Serra-appoggiato dagli interventi di Roberto Cremaschi (Ambiente partecipazione e futuro), Simone Paganoni (Patto per Bergamo), Denise Nespoli (Lista Gori) e Alessandro De Bernardis (Pd): «Si tratta di uno strumento potenzialmente mortale che porta con sè rischi cardiaci oltre che di traumi da impatto; inoltre non è supportato da un quadro normativo a livello nazionale e non ne conosciamo le conseguenze giuridiche». Tutti d'accordo invece sulla possibilità di dotare la polizia locale di bastoni distanziatori per evitare il contatto diretto tra gli agenti e i soggetti fermati. Non basta però quest'ultima voce condivisa a fermare la minoranza che, alla bocciatura del taser - venti i voti favorevoli all'ordine del giorno di Serra - rispondono sollevando in aria articoli di giornale recanti notizie di aggressioni subite dagli agenti. Il vicesindaco nonché assessore alla sicurezza Sergio Gandi replica rassicurando sulla situazione di Bergamo: «Scegliamo una soluzione giusta per la nostra città, dove ci sono situazioni che possono essere affrontate con altri modi e non con le armi, finché lo strumento non darà piena garanzia di essere inattaccabile rimarrò perplesso sulla sua introduzione, soprattutto circa la responsabilità sia penale che di carattere civile». Giacomo Stucchi della Lega ha quindi chiesto (invano) di poter votare l'ordine del giorno per parti separate, così la minoranza si è rifiutata di procedere al voto. Villaggio Sposi, battuta d'arresto

Un altro colpo di scena è arrivato dalla sospensione della convenzione per la gestione del centro sportivo al Villaggio degli Sposi tra Comune e Raggruppamento temporaneo d'imprese. Proprio come si temeva dopo la lunga e problematica quarta Commissione, il punto contro cui si sono scagliate le minoranze riguarda la procedura per la convenzione: sotto la lente d'ingrandimento la forte attenzione all'aspetto sociale del progetto, che prevede l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate per gestire gli spazi verdi del quartiere. «Ci sono perplessità sulla procedura e sulla modalità d'appalto - ha attaccato Stefano Rovetta -, inoltre si prevede un servizio relativo al verde che, rapportato agli anni per i quali la convenzione verrà poi sottoscritta (20) supera di gran lunga gli importi per i quali è necessario ricorrere a una gara d'appalto pubblico, quindi chiedo una sospensiva e consiglio di richiedere un parere all'Anac». Dopo tre quarti d'ora di sospensione del Consiglio, Serra ha preso la parola per la maggioranza: «Accogliamo la proposta di rinviare la delibera, perché impone un approfondimento su norme che esulano dalle competenze dei consiglieri». • Marina Belotti