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05/03/2019

Congelata la consegna delle case popolari «Ma ne assegneremo 100 entro la fine 2019»

Il Tirreno - Francesco Turchi

Appena 7 quelle affidate in 3 mesi con oltre 130 alloggi vuoti L'assessora: «Rallentati dalla burocrazia, ecco tutti i cantieri» i nodi del settore immobiliare
PISA. Cento case popolari saranno assegnate entro la fine dell'anno. È la promessa dell'assessora pisana Gianna Gambaccini di fronte ai numeri snocciolati dall'Unione inquilini. Che, fotografando il quadro della situazione immobiliare nel comune di Pisa (articolo in basso), punta i riflettori anche sullo stallo delle assegnazioni di alloggi Erp.Il bando è del 2016, una prima graduatoria era stata pubblicata nell'aprile scorso, ma era sbagliata. E così è stata rielaborata e ripubblicata sette mesi più tardi, con 825 nuclei ammessi (e centocinquanta esclusi). Dal 1° dicembre scorso, però, sono state consegnate le chiavi ad appena sette famiglie. E nel frattempo, su un totale di 2.930 alloggi, circa 130 di proprietà dell'ente restano vuoti. «Effettivamente - spiega l'assessora - le assegnazioni negli ultimi tre mesi sono state poche, c'è stato un rallentamento dovuto a motivi burocratici. Ma entro la fine dell'anno consegneremo un centinaio di alloggi». E spiega il piano messo a punto dall'amministrazione comunale: «Sono in corso gli interventi di ristrutturazione di cinquantasei appartamenti, che saranno ultimati a breve. Contiamo, di conseguenza, di procedere con la consegna tra i mesi di aprile e maggio». Nel frattempo partiranno i lavori che riguardano altri cinquantuno alloggi: «Si tratta di case popolari - spiega Gambaccini - che sarebbero già disponibili con la procedura dell'autorecupero». In pratica necessitano di piccoli interventi, di importo inferiore ai cinquemila euro. Se l'inquilino si fa carico di questa spesa e si occupa dei lavori, può entrarci anche subito. Poi la spesa gli viene restituita, scalandola dall'affitto mensile.«Ma questa opzione non ha riscosso particolare successo. È sempre stato così a Pisa, anche in passato. Probabilmente perché le famiglie che si trovano in graduatoria, vivono in una condizione di indigenza tale da trovare grosse difficoltà anche a reperire i cinquemila euro necessari per effettuare questi piccoli interventi. Per questo motivo - aggiunge Gambaccini - abbiamo deciso di intervenire direttamente come Comune, effettuando i lavori necessari, probabilmente nel secondo semestre del 2019, per poi procedere all'assegnazione. A quel punto resteranno una ventina di alloggi vuoti, per i quali dovremo trovare le risorse». Tornando sulle procedure-lumaca degli ultimi mesi - con appena sette assegnazioni - l'assessora alle politiche abitative puntualizza che «le verifiche necessarie prima di consegnare le chiavi, possono dilatare i tempi. Il bando risale al 2016 e nel frattempo le condizioni economiche di un nucleo familiare possono anche essere mutate: in quel caso cambia la posizione in graduatoria; e poi - per quanto riguarda gli stranieri - va verificata anche la non possidenza di beni all'estero».Infine, sui quasi sette mesi "persi" tra l'aprile e il novembre del 2018 prima della pubblicazione della graduatoria corretta relativa al bando del 2016, Gambaccini spiega che «c'è stato un problema nel database, che non riguardava soltanto il nostro Comune e che causava degli errori. Ed è stato quindi necessario rifarla». -Francesco Turchi BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI