scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
03/06/2021

Confucio RECOVERY FOUND PER TAGLIARE IL GAP DEL MEZZOGIORNO

La Gazzetta Del Mezzogiorno

Colui che non prevede le cose ravvicinate, si espone a infelicità ravvicinate .
66 per cento è uguale a 40 per cento? In politica sì, visto che i fondi del Recovery assegnati dall'Europa all'Italia, con la raccomandazione di riservare i due terzi al rilancio del Mezzogiorno, sono diventati un modesto 40% per il Sud, nel viaggio da Bruxelles a Roma. E secondo qualcuno dovremmo accontentarci! Ma tant'è, quelli sono i fondi assegnati e dovremo farceli bastare, anche se restano sempre insufficienti, forse anche per responsabilità del Sud, che spesso non crede in se stesso. Autorevoli editoriali denunciano costantemente sulla Gazzetta del Mezzogiorno che qualcuno tra noi non vuole lo sviluppo, smascherano i nemici interni del Sud, il patto tra poteri forti nordisti e burosauri sudisti, la " borghesia degli uffici " complice dei meridionali del " non fare niente perchè non serve " . Quelli ai quali sta bene che tutto vada male, i gattopardi, aggiungerei, gli ascari della conservazione dello statu quo, che lavorano sotto traccia per il " tanto peggio tanto meglio " , pur di non rimetterci i pochi rivoli di risorse pubbliche intercettate strada facendo. Diamo una volta per tutte servizi e spesa pubblica al Sud all'altezza del Centro Nord e mettiamolo alla prova il nostro Mezzogiorno, che intanto, in condizioni non facili, è pur sempre l'ottavo distretto manifatturiero europeo per produttività. È più facile trovare nel continente che in Italia osservatori obiettivi. In un articolo online sul quotidiano economico olandese NRC, l'inviato in Campania e Puglia nota che per decenni gli investimenti pubblici nel Sud sono rimasti indietro rispetto al Nord, ma ora c'è la possibilità di recuperare. I miliardi del Pnrr sono destinati a interventi strutturali di crescita, proprio quello di cui ha bisogno il Meridione, dove vive più di un terzo degli italiani. Il giornalista ha intervistato imprenditori e amministratori, certi che il Recovery possa risollevare il Mez zogiorno seguendo l'esempio tedesco post unificazione, sebbene la Germania abbia investito più massicciamente nell'Est di quanto l'Italia voglia fare nel Sud. Conforta che in Europa stia avanzando la consapevolezza che far ripartire il meridione d ' Italia è interesse dell'intera Comunità. Oggi si può scommettere sul Mezzogiorno, che ha l'opportunità di riagganciare il Nord con un progetto coraggioso e lungimirante. Non possiamo perdere l'occasione di ripartire bene: il di ONOFRIO INTRONA direttore Partipilo ha messo l'accento sul " come " ricostruire, tanto le infrastrutture - binari ad Alta Velocità, strade, fibra veloce digitale - che i valori e le regole: certe, trasparenti, applicabili oggettivamente, senza discrezionalità perditempo. Troviamo risposte positive nei provvedimenti che il Governo Draghi sta mettendo in campo per favorire la massima spinta al Recovery e dare una scossa al sistema, preoccupandosi di semplificare i percorsi burocratici, di velocizzare i pareri delle Soprintendenze, di snellire atti, permessi e controlli delle Amministrazioni locali, di prevedere penali per i funzionari che bloccano le procedure. Nel nuovo Decreto semplificazioni ha recepito le perplessità dei Sindacati sulle deroghe spinte al Codice degli appalti ed è apprezzabile la prudenza del premier nell'ignorare il massimo ribasso come criterio di aggiudicazione delle gare, nell'alzare al 50% il tetto dei subappalti e nel porre norme a garanzia della parità di standard di sicurezza e di trattamento salariale per i lavoratori delle aziende subappaltanti. Rassicura che la regia dell ' intero progetto di rilancio del Mezzogiorno resti in capo a Palazzo Chigi, che opererà in stretto contatto con le forze sociali, le Regioni e i Sindaci. I Comuni, soprattutto nel Sud, sono i più esposti alle pressioni e all ' infiltrazione della criminalità organizzata, come dimostra le vicende che hanno portato allo scioglimento di numerosi consigli comunali meridionali. La pandemia non deve farci perdere di vista le mafie, il cancro che affligge il nostro Paese. Il piano Next Generation EU porterà tante risorse in tempi stretti e non si può abbassare la guardia davanti agli appetiti criminali sulla spesa pubblica. È necessario adottare contrappesi che senza rallentare uno strumento d'innovazione e sviluppo garantiscano i necessari controlli e cautele. Sono quattro, cinque i provvedimenti annunciati che danno speranza, in uno col reclutamento nel Mezzogiorno dei 2800 tecnici che garantiranno il necessario supporto tecnologico e che stanno andando a ringiovanire gli organici degli enti locali, " invecchiati " dal blocco delle assunzioni e dal mancato turnover. Occorre andare avanti come un treno, all'insegna di una fiducia ben riposta, soprattutto nella buona volontà di Draghi, sempre convinti che se non parte la locomotiva del Sud, resta ferma anche l'Italia e non si muove nemmeno l'Europa.