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09/04/2021

«Confronto con il mercato per abbassare le tariffe»

Corriere Adriatico

L'assessore falconarese Clemente Rossi: «I nostri cittadini i più tartassati»
L'ANALISI
FALCONARA Domani i Comuni dell'Anconetano si incontreranno per l'ennesima assemblea d'ambito sulla gestione unica del servizio rifiuti. Sarà la prima riunione, come ricorda l'assessore comunale di Falconara Clemente Rossi, dopo l'approvazione, da parte del Consiglio Comunale di Falconara di due mozioni. La prima boccia l'attuale Piano d'Ambito finché dallo stesso non sarà stralciata l'ipotesi di realizzare un biodigestore in zona Saline. «Anche se si tratta del territorio comunale di Ancona, il sito si trova a ridosso dell'abitato di Castelferretti - ricorda Rossi - che subirebbe anche tutto il traffico veicolare derivante da questa ulteriore attività di trattamento rifiuti».
La gara-ponte
L'altra mozione apre alla possibilità di indire, in attesa dell'affidamento unico, una gara ponte per poter coniugare la tutela dei lavoratori attualmente in servizio con tariffe migliori per falconaresi, «sottoposti dal 2007 sottoposti alle condizioni capestro del contratto di servizio stipulato dall'allora centrosinistra al governo cittadino con il Cam (l'ex municipalizzata falconarese)». «Marche Multiservizi - ricorda l'assessore - ha ereditato quel contratto, pur contribuendo ad appianare gli importanti debiti maturati dal Cam mentre noi attendevamo il 2017, anno di scadenza del contratto, come manna dal cielo per variare queste condizioni vessatorie. Non lo abbiamo potuto fare perché con Ata, in vista dell'affidamento unico che doveva essere imminente, siamo stati costretti a proroghe tecniche dei contratti in essere. L'imminente, anno dopo anno, ci ha portati al 2021 con un nulla di fatto. I cittadini falconaresi, da statistica i più vessati della provincia dalla tassa sui rifiuti, avrebbero potuto avere tariffe migliori già da quattro anni. Il tempo perso? Tutto a causa della volontà testarda nel perseguire la soluzione già bocciata da Tar e Consiglio di Stato: l'affidamento in house, diretto, senza gara, a Viva Servizi, società per azioni a partecipazione totalmente pubblica».
Ciò che l'amministrazione falconarese critica «è l'atteggiamento cieco di quanti, Comuni a guida Pd con Ancona in testa, ribadiscono la bontà dell'operazione senza una doverosa comparazione con il mercato. Un aspetto che non è solo formale ma anche sostanziale, andando a leggere la normativa sugli appalti. E invece? In nessuno dei documenti che ha prodotto l'Ata è mai stata fatta una comparazione tra l'offerta economica del pubblico e ciò che esiste nel mercato. Il Partito Democratico ma anche gli stessi sindacati sembrano non voler comprendere che un'azienda pubblica o misto pubblico/privata non è buona o cattiva in quanto tale. Per costoro il pubblico è un dogma».
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