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09/01/2019

Confindustria: rafforzare la portata del Dl semplificazioni

Il Sole 24 Ore - C.Fo.

REGOLE
Audizione in Senato: servono misure su appalti, energia, fisco, lavoro
Infrastrutture e costruzioni; energia e ambiente; lavoro e fisco: è in queste tre aree, secondo Confindustria, che bisognerebbe rafforzare il decreto semplificazioni all'esame del Senato, Nel corso di un'audizione presso le commissioni riunite Affari costituzionali e lavori pubblici, Confindustria (con il direttore Affari legislativi, Antonio Matonti) ha presentato diverse proposte di intervento, finalizzate ad aumentare i livelli di «competitività e produttività» del sistema economico. Sono giudicate positivamente l'eliminazione del Sistri e la sezione del Fondo di garanzia a favore delle Pmi creditrici della Pa (sebbene si proponga di estenderla all'edilizia) ma per il resto Confindustria non vede nel Dl un «vero processo di sburocratizzazione» né «un chiaro disegno di politica legislativa a sostegno della crescita».

Nel settore degli appalti pubblici si suggerisce di circoscrivere la portata del «grave illecito professionale» che così come configurato può condurre a un «improprio allargamento dei casi di esclusione». E ancora: partecipazione alle gare e continuazione dei contratti limitata alle imprese in concordato con continuità aziendale (e non a quelle in concordato liquidatorio o in liquidazione), innalzamento della soglia che qualifica la "gravità" della violazione tributaria che comporta esclusione dalle gare; snellimento dei procedimenti autorizzatori per reti tlc ed edilizia privata; revisione del ruolo del Cipe semplificandone il processo decisionale.

In tema di energia e ambiente, in cima alle proposte c'è la soluzione dei problemi sul recupero dei rifiuti, il cosiddetto "end of waste", attraverso una norma che ripristini il meccanismo delle autorizzazioni "caso per caso" sulla base della direttiva europea 851 del 2018. Tra le priorità segnalate, anche la perentorietà dei termini degli iter di autorizzazione per gli impianti delle rinnovabili e la semplificazioni delle procedure di realizzazione degli interventi di bonifica dei siti contaminati. Un capitolo a sé riguarda il lavoro: si segnala l'urgenza di correggere il cosiddetto "decreto dignità" rendendo più flessibile l'apposizione delle "causali" per i rinnovi dei contratti a termine con il rinvio alla contrattazione collettiva. Per Confindustria, poi, il Dl presenta «una grave lacuna in materia fiscale». Tra le urgenze segnalate ci sono il ripristino della disciplina di recupero dell'Iva relativa a crediti inesigibili e, in considerazione delle novità portate dalla fatturazione elettronica, il rinvio al 1° gennaio 2020 per tutti gli operatori economici dell'obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all'agenzia delle Entrate. La stessa fatturazione elettronica, è la tesi, «potrà e dovrà consentire il definitivo superamento del meccanismo dello split payment». La medesima posizione in materia di split payment è stata espressa ieri, sempre in audizione, da Rete Imprese Italia che propone interventi aggiuntivi al Dl, tra i quali «rendere realmente operativo lo sportello unico per le attività produttive attraverso un'unica piattaforma digitale» che vada oltre le differenziazioni locali.

Nella sua audizione, invece, Confprofessioni ha posto tra le priorità una correzione all' "equo compenso", per aggiungere «un espresso riferimento ai parametri previsti per la liquidazione giudiziale dei compensi professionali anche nella determinazione di quelli riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni».

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