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04/03/2021

Confindustria , piano di alleanza Lega – Pd – FI – Iv

Il Fatto Quotidiano - Wanda Marra

LE " LARGHE IMPRESE "
A PAG. 6 - 7 Erano i giorni caotici delle consultazioni del 2018, quando Sergio Mattarella meditava di dare un pre-incarico a deputato Giancarlo Giorgetti, esponente della parte " mo de rata " d el Carroccio, legato all ' E u r op a anche attraverso il rapporto personale con Mario Draghi. Dopo due anni e mezzo e due governi, Giorgetti è una figura centrale nell ' esec utivo dell ' ex presidente della Bce. Dato non secondario nella ricomposizione del quadro politico in atto: il progetto implicito di chi questo esecutivo lo ha voluto è anche quello di privilegiare gli aspetti meno radicali delle forze politiche. Se Matteo Renzi sta defilato, ma non fa certo mistero del suo rapporto con Matteo Salvini e i Cinque Stelle sono totalmente assorbiti dal tentativo di trovare uno sbocco alla loro crisi interna, la Lega tende a prendersi tutto lo spazio politico (di lotta e di governo) a disposizione. Con il Pd che arranca alla ricerca non solo della sua " identità " , ma pure di un rapporto con il Carroccio che porti qualche vantaggio. IL DIALOGO AVVIENE s e co n d o due filoni. Il primo (ma anche il più superficiale per le dinamiche complessive) è quello tra il segretario dem, Nicola Zingaretti e Salvini. I due si sono incontrati il 15 febbraio, a giuramento del governo appena avvenuto. E hanno messo in campo una sorta di patto di non accoltellarsi alle spalle reciprocamente. Entrambi sono fuori dal governo, entrambi in questa fase rappresentano la linea " per dente " all ' interno dei loro partiti. Zinga ha spinto fino alla fine sul Conte o voto, Salvini ha dovuto rimangiarsi sovranismo e anti-europeismo. C ' è però un dialogo molto più profondo e costante. Giorgetti e Luigi Zaia, governatore del Veneto, da sempre parlano con i presidenti di Regione del Pd. Tanto che sono mesi che sotto traccia alcuni zingarettiani raccontano di un progetto targato Confindustria per portare Stefano Bonaccini alla guida del Pd e Zaia a quella della Lega. Non è certo passata inosservata la richiesta di riaprire i ristoranti anche a cena da parte del governatore dell ' Emi lia Romagna, in contemporanea con quella della Lega. Con l ' esecutivo Draghi i canali, poi, di comunicazione si sono evidentemente moltiplicati. C ' è un dialogo costante dei sindaci con i ministri leghisti. Per esempio, Dario Nardella, primo cittadino di Firenze, ha già iniziato una interlocuzione con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. " Non c ' è nessuna voglia di contiguità politica con la Lega, si tratta di una collaborazione is tituzionale " , ci tiene a chiarire lui. Che però già si è fatto notare per aver proposto modifiche al codice degli appalti. Certo, la Lega ne propone la cancellazione, mentre lui sui limita a chiedere la sospensione delle norme che non sono previste dalle direttive comunitarie in materia di appalti. ALCUNE co nv ergenze tematiche che guardano a mondi simili ci sono. Se la Lega propone il " modello G enova " per tutte le opere pubbliche importanti, la maggior parte dei sindaci del Pd comunque crede che per alcune la figura del sindaco-commissario sia necessaria. Declinare il rapporto tra due partiti antagonisti per definizione non è semplice. Anche se a livello parlamentare, dem e leghisti hanno sempre collaborato, soprattutto sui temi fiscali ed economici. Per esempio, sulla semplificazione del sistema fiscale e sulla necessità di rimodulare l ' Irpef, per renderla davvero un ' imposta progressiva. Due proposte simili sono state presentate sulla riforma tributaria. Non solo. Anche se i dem si sono sempre detti contrari ai condoni, la Rottamazione 1 e 2, così come la v o l u ntary disclosure sono stati fatti da governi Pd. OGGI, soprattutto tra i dem, si nega una ricerca di collaborazione politica con il Carroccio, che vada oltre l ' esigenza di u n ' organizzazione a livello di governo e di lavoro nelle Commissioni. Ma negli anni passati c ' erano anche parlamentari del partito " d e d i c at i " anche ad avere rapporti con il Carroccio. Primo su tutti Daniele Marantelli. Perché poi il tema non è solo guardare al Nord imprenditor i a l e , m a a n c h e a quello più disagiato. Ieri nel Pd c ' è stata l ' e n ne s im a puntata della sagra del congresso (che per ora parrebbe fissato definitivamente al 2023) con un ' assemblea di Base Riformista. Ragionava il coordinatore, Alessandro Alfieri: " Non possiamo lasciare alla Lega il tema della crescita che serve ad allargare la torta per sanare le diseguaglianze sociali che sono cresciute con il Covid " . I percorsi si moltiplicano.
Strane intese Gianc arlo Giorgetti, Stefano Bonaccini e Mario Draghi. Sotto, Susanna Ceccardi LA PRESSE /ANSA