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24/01/2019

Confartigianato, richiesta per gli appalti

Il Messaggero

L'APPELLO
Per risollevare le imprese edili della Provincia di Terni, chi è sopravvissuto alla tremenda crisi che ha falcidiato il settore, «servono appalti e assegnazioni di lavori ed opere pubbliche a chilometro zero, facendo lavorare aziende del posto».
La proposta, per certi versi dirompente, la lancia Confartigianato che spiega come si apra oggi «una possibilità concreta per poter favorire questa soluzione». «La legge di Bilancio 2019 semplifica le normative degli appalti afferma il Direttore Michele Medori consentendo, in vari casi, che possano non essere affidati secondo le procedure ordinarie di gara, ma attraverso affidamento diretto, ampliando la soglia da 40 mila a 150 mila euro. Si tratta di una misura molto importante per poter sostenere e valorizzare le imprese locali».
«Non solo: è stato approvato il Decreto del Ministero dell'Interno che assegna ai piccoli Comuni fino a 20 mila abitanti, che sono ben 31 nella nostra Provincia, risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, a partire da 40 mila Euro per Comuni fino a 2 mila abitanti - prosegue Medori - Linfa necessaria per nuove opere pubbliche destinate alla messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale; una misura, dunque, molto importante per il rilancio degli investimenti locali».
Una proposta dirompente nella sua semplicità perchè la giunta Di Girolamo è caduta anche sotto i colpi dell'inchiesta Spada, che hanno messo nel mirino gli affidamenti diretti degli appaltti.
«I problemi della giunta precedente sono stati causati dalla reiterazione degli appalti ad affidamento diretto. E comunque chi governa la città deve assumersi delle responsabilità. D'altra parte anche per gli affidamenti diretti ci sono delle regole precise».
«Il comparto dell'Edilizia, settore portante della nostra economia e trainante per altri comparti altrettanto importanti (dall'impiantistica, al commercio di materiali edili, alle professioni e terziario etc), che nella nostra Provincia ha perso circa 2500 posti di lavoro negli anni di crisi, ha necessità - conclude il Direttore Medori - di uno shock per recuperare le posizioni perse».

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