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23/03/2021

Condono, scontro Letta-Salvini

Avvenire - ANGELO PICARIELLO

LA MAGGIORANZA Soddisfatto per le misure sociali, il segretario dem continua sulla linea di accreditare un partito a pieno agio nel governo Draghi Il capo del Carroccio lo stuzzica sulla cittadinanza e sulla «pace fiscale» annuncia battaglia
Il segretario dem: Lega ha tenuto in ostaggio il Cdm e non ha ricavato nulla. La replica: «Stai sereno» Il Pd ora vuole correggere la norma in Parlamento. E la maggioranza già litiga sul nuovo scostamento
P d e Lega marcano il territorio. L'occasione per rompere l'impossibile unanimismo emergenziale lo fornisce il sofferto varo del decreto Sostegni: «Mo lto bene. Interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese», commenta Enrico Letta. Ma il neosegretario insiste sulla linea che si è dato, tendente a dare riconoscibilità al suo partito. «Bene Draghi. Bene i ministri - commenta ancora, su Twitter -. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il Cdm (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini», è la stoccata diretta all'alleato meno affine, a voler usare un eufemismo, della coalizione . «C'è chi pensa allo ius soli e c'è chi pensa ad aiutare gli italiani in difficoltà con un decreto da 32 miliardi. Basta con le polemiche, Enrico stai sereno» è la replica "renziana" a stretto giro del leader leghista. «Apperò», controreplica l'ex premier per sottolineare la scarsa originalità dell'alleato-avversario. Poi, nel pomeriggio, parlando con i giornalisti dopo che la procura di Palermo ne ha chiesto il rinvio a giudizio per sequestro di persona sul caso Open Arms, Salvini rincara la dose: «Lavoro benissimo con il presidente Draghi, stiamo maturando una conoscenza personale quasi quotidiana. Anche ieri abbiamo trovato una soluzione positiva». Quanto al segretario dem, «leggo di scontri inesistenti, mi spiace che per ricordarsi di esistere ogni giorno ne deve inventare una, dal voto ai sedicenni allo ius soli, a Salvini che tiene in ostaggio un Cdm». Letta è impegnato nell'operazione speculare di accreditare il Pd come partito a pieno agio nel governo Draghi. Le parole di Letta sono naturalmente riferite al condono delle cartelle esatoriali, per rimarcare una portata considerata minimale del provvedimento rispetto alle pressioni, giudicate indebite, della Lega. E, a fronte di un tema divisivo che non piace per niente all'elettorato dem, il Pd considera ampiamente soddisfacente, invece, il risultato maturato sul piano delle tutele sociali. La proroga della cassa integrazione, il rinnovo degli ammortizzatori sociali, la proroga del blocco dei licenziamenti e, per tre mesi, del reddito di emergenza, oltre al rifinanziamento del reddito di cittadinanza, sono i risultati che rivendica al Pd il vicecapogruppo al Senato Franco Mirabelli. Inoltre, «ha voluto lo stanziamento di un miliardo per aiutare i lavoratori della cultura e dello spettacolo. Noi siamo impegnati per stare vicini a chi soffre e aiutare chi ha bisogno, Salvini preferisce agitare le sue bandierine!», scrive su Facebook. Quanto allo ius soli, andrebbe a tutelare altri «italiani in difficoltà», rimarca Matteo Orfini, che accusa Salvini di voler «negare diritti e cittadinanza» a «bambini, ragazzi, cittadini che non meritano questa umiliazione». Letta, convinto di esser riuscito, in pochi giorni, a riportare il Pd al centro del dibattito, procede spedito nel suo programma. Martedì incontrerà i gruppi di Camera e Senato. Venerdì Brando Benifei era stato riconfermato all'unanimità capodelegazione del Pd a Strasburgo dopo essersi presentato dimissionario, e non è ancora chiaro se lo stesso percorso sarà seguito dai capigruppo parlamentari Graziano Delrio e Andrea Marcucci. Mercoledì sarà invece l'esordio della nuova segreteria, e in settimana c'è anche l'intenzione di metter mano ai dossier delle singole città attese al voto amministrativo, nella quali - a partire da Roma - il segretario è impegnato a superare le incrostazioni che rendevano complicato un dialogo ad ampio raggio alla ricerca di candidature forti e con un campo largo a sostegno. Sullo sfondo, intanto, già si fa spazio il dibattito sul nuovo extradeficit annunciato da Draghi. «Non bastano 20 miliardi di cui leggo ma ne servono almeno il triplo», spinge Salvini da Palermo, indicando come priorità «pace fiscale, azzeramento del codice degli appalti e sblocco degli sfratti». Il contrario dell'agenda dem, che anzi in Parlamento proverà ad attenuare il condono di venerdì. Il nuovo debito, insomma, vedrà Pd e Lega sulle barricate.

Foto: A sinistra: Enrico Letta, segretario del Pd Sotto: il leader della Lega Matteo Salvini, ieri a Palermo / ANSA