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18/06/2020

«Concorso truccato a Palazzo Chiericati» Tre vanno a processo

Corriere del Veneto - Benedetta Centin

L'allora direttore Villa, la presidente della commissione e la stessa vincitrice del bando in aula da settembre
VICENZA A processo da metà settembre per il concorso ai Musei civici che, secondo l'accusa, sarebbe stato «truccato» per favorire una persona su tutte. Così ha deciso ieri pomeriggio il giudice Barbara Maria Trenti che ha rinviato a giudizio Giovanni Carlo Federico Villa, già direttore onorario dei Musei, Loretta Simoni, allora dirigente del settore Cultura di Palazzo Trissino e presidente della commissione d'esame, oltre alla vincitrice del bando Chiara Signorini che per la procura sarebbe stata favorita in modo determinante con domande che le sarebbero state sottoposte per tempo e che sarebbe state studiate in base alle sue specifiche competenze ed esperienze. Per i tre imputati (difesi rispettivamente dagli avvocati Daniele Accebbi, Enrico Ambrosetti e Marco Dal Ben) il dibattimento davanti al tribunale collegiale sarà l'occasione per fare chiarezza su quanto accaduto, per dimostrare, come sostengono, che hanno agito in modo corretto e respingere con forza le accuse. Abuso d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio in concorso i reati contestati loro. Al centro dell'inchiesta del pubblico ministero Hans Roderich Blattner c'è il bando di concorso per titoli ed esami indetto nel 2017 dal Comune di Vicenza (conclusosi a giugno 2018), per un posto da istruttore direttivo dei Musei civici. Un concorso però che sarebbe stato «cucito» addosso a una delle candidate. Stando a quanto imputato, Villa e Simoni avrebbero fornito a Signorini «informazioni in ordine al contenuto delle prove di concorso, al suo andamento e ai modi e tempi del suo svolgimento». Informazioni trasmesse via telefono e chat, ma anche tramite mail e, sempre secondo l'accusa, anche in alcuni incontri «nell'imminenza delle prove». Allora ad aggiudicarsi il concorso era stata appunto Signorini con 90 punti. Dal curriculum risultava che aveva già avuto una collaborazione con il Chiericati e che aveva lavorato a lungo anche con Villa alla Fondazione Roi, in particolare dal 2011 al 2016. Fondazione della quale lo storico d'arte e museologo era componente del consiglio di amministrazione. Di qui il sospetto di un possibile conflitto di interessi: Villa faceva parte infatti come esperto assieme a Cinzia Milan della commissione d'esame presieduta da Loretta Simoni (la quale avrebbe collaborato a sua volta con la Roi) che aveva proclamato vincitrice Signorini (detto che nessuno dei membri della commissione aveva percepito compensi, come annotato nella determina). Il pm Blattner aveva aggiunto il nome della ricercatrice sulla copertina del corposo fascicolo dopo la conclusione degli accertamenti da parte della guardia di finanza - che aveva fatto alcuni accessi negli uffici comunali per reperire documentazione - e l'esito della consulenza tecnica delegata su pc e telefoni dei tre, sul contenuto di mail e telefonini passati accuratamente al setaccio.

La vicenda

● Giovanni Carlo Federico Villa, Loretta Simoni e Chiara Signorini rispondono di abuso d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio in concorso. La procura li accusa di aver pilotato il bando per un posto da istruttore direttivo dei Musei civici per far vincere Signorini. Tutti e tre affermano di essersi comportati correttamente