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05/03/2020

«Concorso regolare e il candidato migliore era il prof. Lazzini»

Il Tirreno - P.B

Accusato di aver costruito il bando ad hoc, il docente Marchi cita il Consiglio di Stato: conferma la correttezza delle procedure veleni universitari
lucca. «Il Consiglio di Stato ha confermato che il bando e il concorso non presentavano irregolarità. E che il vincitore aveva tutti i titoli per ottenere il posto da ordinario».Il professor Luciano Marchi, 71 anni, di Lucca, ordinario di Economia Aziendale, in pensione da poco, nell'attesa dell'udienza preliminare in cui sarà esaminata la richiesta di rinvio a giudizio della Procura nei suoi confronti, puntualizza una serie di passaggi che a livello amministrativo sostiene gli diano ragione. I fatti sono gli stessi. L'accusa della Procura è quella di aver definito i requisiti ad hoc per un candidato, il professor Simone Lazzini, a scapito dell'altra concorrente, la ricercatrice Giulia Romano, 41enne, di Livorno. Il reato è di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Un bando si misura, secondo Procura e parte offesa. Un concorso regolare come confermato dal Consiglio di Stato, replicano il docente e il suo legale, l'avvocato Andrea Da Prato.«Il Consiglio di Stato, in esito al procedimento adito dalla stessa Giulia Romano, ha stabilito la piena legittimità del bando perché conforme allo schema normativo - afferma il docente -. Lo stesso Consiglio di Stato, adito dal professor Lazzini, con sentenza del 25 febbraio scorso, ha stabilito la bontà dei lavori della seconda commissione di concorso, di fatto ratificando il giudizio che riconosceva la maggiore maturità scientifica e didattica del professore associato Lazzini rispetto all'allora ricercatrice Romano».Il professor Marchi tiene a far sapere che dalle sentenze dei giudici amministrativi «si evince una realtà storica ben diversa da quella prospettata dalla dottoressa Romano».«Tutti i componenti del consiglio di dipartimento di Economia e Management e del consiglio di amministrazione si sono trovati d'accordo sui requisiti che il candidato avrebbe dovuto possedere per ricoprire il ruolo di professore ordinario di Economia aziendale e dunque sui requisiti - ribadisce -. Il consiglio di amministrazione ha, inoltre, individuato ex ante i componenti della commissione di concorso all'interno di una lista proposta dal consiglio di dipartimento».Aggiunge l'avvocato Da Prato: «I tre membri della prima commissione - di cui il professor Marchi faceva parte - compreso da un ordinario esterno all'ateneo, hanno riconosciuto unanimemente la maggiore bravura scientifica e didattica del professore associato Lazzini rispetto alla ricercatrice Romano. Identico giudizio, in termini sostanziali, è stato espresso dalla seconda commissione insediata in seguito ai ricorsi della dottoressa Romano, organo che ha svolto i propri lavori a stretto contatto con l'ufficio legale dell'ateneo. Il decreto del rettore (peraltro del nuovo rettore, insediatosi) che ha invalidato il giudizio e i lavori di questa commissione, è stato infine spazzato via dalla recente sentenza del Consiglio di Stato sopra citata, con il risultato che è divenuto definitivo e può dirsi giudicato ed intangibile il giudizio espresso dalla commissione sulla maggior bravura scientifica e didattica del professor Lazzini».Prosegue il docente: «La ricaduta pratica è che l'ateneo dovrà, ed avrebbe già dovuto, assegnare a questi il posto di ordinario, di cui peraltro vi era (e tutt'ora vi è) fabbisogno, causando gravi ritardi che hanno di fatto comportato il blocco per il dipartimento di nuove assunzioni, con grave pregiudizio per ateneo e iscritti. Sul piano più soggettivo, ma anche in una discussione certo di più basso livello, quasi di corte possiamo dire che le procedure di legge, i regolamenti dell'Università di Pisa, la magistratura e gli organi di ateneo e dipartimento, arrivano oggi tutti al medesimo risultato: il migliore tra i due candidati è Simone Lazzini». --P.B