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06/10/2021

“Concorso pilotato” Ex rettore e prof, sono nove i rinviati a giudizio

La Repubblica - Luca Serranò

L'inchiesta
A processo anche Pierluigi Stefano e l'ex dg di Careggi Monica Calamai
a pagina 9 Tutti a processo. Si chiude così l'udienza preliminare scaturita dall'inchiesta sul bando per associato di cardiochirurgia di Careggi. Venne assegnato, secondo le accuse, al professor Pierluigi Stefano su input dei vertici dell'azienda ospedaliera e dell'università, in accordo con una rete di professori universitari. Accogliendo la richiesta del pubblico ministero Luca Tescaroli, il gup di Firenze ha rinviato a giudizio lo stesso Stefano, l'ex rettore Luigi Dei e la ex Dg di Careggi, Monica Calamai. Con loro nomi noti della sanità toscana come l'ex prorettore Paolo Bechi, il direttore del dipartimento oncologico e primario dell'urologia oncologica, Marco Carini, l'ex direttore del dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell'Università di Firenze Corrado Poggesi e il professor Niccolò Marchionni, direttore del dipartimento cardiovascolare e primario della cardiologia di Careggi. Stessa sorte, infine, anche i membri della commissione che aggiudicò il bando, i professori Roberto Di Bartolomeo di Bologna ed Andrea Maria D'Armini di Pavia. I reati contestati, a vario titolo, sono abuso di ufficio e tentata concussione. A far partire le indagini era stato un esposto presentato dall'avvocato Niccolò Lombardi Sernesi per conto del medico "sconfitto" nel concorso, il professor Sandro Gelsomino, ex cardiochirurgo di Careggi e ora ordinario all'Università di Maastricht; il caso era finito anche al Tar, che però aveva dichiarato legittima l'assegnazione. Le indagini della squadra mobile di Firenze hanno ricostruito i presunti accordi sottobanco per favorire Stefano -tra i chirurghi più apprezzati in Italia e non solo- a scapito della concorrenza. Una nomina che sarebbe stata voluta dal "sistema", come affermato da Marchionni in una conversazione finita agli atti dell'inchiesta. Centrale sembra essere anche il ruolo di Calamai, protagonista anche dell'altra indagine - con lei anche Dei, Bechi, Marchionni, Carini e Poggesi- che nel marzo scorso ha terremotato l'ateneo fiorentino, e in cui si ipotizza proprio l'esistenza di un "sistema" che avrebbe manipolato almeno una quindicina di bandi. Scrive il pm nell'atto di conclusione indagini, riguardo il ruolo della ex Dg nell'assegnazione del bando di cardiochirurgia: «Promuoveva il progetto di unificazione della cardiochirurgia universitaria con quella ospedaliera assicurando il finanziamento, facendo pressioni e sostenendo unitamente a Dei il primario ospedaliero Stefano per il ruolo di professore associato del dipartimento di medicina sperimentale e clinica di Unifi». Riguardo il chirurgo, secondo il pm avrebbe direttamente partecipato «alla redazione del bando, individuando i requisiti per i candidati e i criteri di valutazione che avrebbe dovuto adottare la commissione esaminatrice nel selezionare i candidati, nonché attivandosi per ricordali alla commissione e indicando preventivamente ai commissari il candidato che volevano vincitore a prescindere da ogni valutazione di merito». Le accuse riguardano anche la tentata concussione nei confronti di un altro cardiochirurgo in servizio a Firenze, che avrebbe subito pressioni da alcuni degli indagati per citare come coautore delle proprie pubblicazioni lo stesso Stefano per gonfiarne il curriculum e aiutarlo a vincere il bando. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Bagattini, Sigfrido Fenyes, Francesco Maresca, Mario Taddeucci Sassolini e Gaetano Viciconte.