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23/06/2020

Concorso a Careggi,rettore indagato «Da parte mia massima correttezza»

Corriere Fiorentino

Cronache
Dei è accusato di abuso d'ufficio nell'inchiesta sulla cattedra vinta dal cardiochirurgo Stefàno La denuncia dello sconfitto Coinvolte altre 5 persone, tra cui l'ex prorettore Bechi e l'ex dg Calamai Tutto è partito dall'esposto del medico che ha perso la gara
«Ho ricevuto un avviso di garanzia per il concorso per professore associato in cardiochirurgia». Ad annunciarlo è Luigi Dei, rettore dell'Università di Firenze con una nota di poche righe. «Ho messo a disposizione tutta la documentazione richiesta e assicurato la massima collaborazione agli inquirenti. Sono sereno di aver agito con la mass i m a c o r r e t te z z a d e l l a procedure». Ieri mattina Dei ha consegnato atti e file agli investigatori della squadra mobile, coordinati dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, il pm che a Roma ha firmato l'inchiesta su Mafia capitale. Il Magnifico rettore, difeso dall'avvocato Sigfrido Feynes, è indagato per abuso d'ufficio: avrebbe commesso irregolarità nel concorso universitario per la cattedra di cardiochirurgia a Firenze, che si aggiudicò, nel dicembre 2018, Pierluigi Stefàno, chirurgo di fama internazionale. Insieme a lui, sarebbero indagate per tentata concussione, almeno altre sei persone: oltre a Stefàno, l'ex direttore generale MoLuigi Dei Pierluigi Stefàno nica Calamai, l'ormai in pensione prorettore Paolo Bechi, il direttore del dipartimento oncologico e primario dell'urologia oncologica Marco Carini, Corrado Poggesi, direttore del dipartimento di medicina sperimentale dell'Ateneo fiorentino e il professor Niccolò Marchionni, direttore del dipartimento cardiovascolare e primario di cardiologia. I sei, tra il 2015 e il 2016, avrebbero tentato prima del concorso, di esercitare pressioni in due occasioni su un associato di chirurgia cardiaca al dipartimento di Medicina sperimentale perché condividesse le pubblicazioni e la firma con Stefàno. Un trucco - ritiene la Procura - per accrescere il curriculum del cardiochirurgo. A far partire l'inchiesta un esposto firmato da Sandro Gelsomino, ex cardiochirurgo di Careggi e ora professore ordinario all'Università di Maastricht, unico concorrente per quello stesso ruolo. In quella denuncia, sosteneva che il bando escludeva chiunque abbia prestato servizio negli ultimi 3 anni all'Ateneo fiorentino. Per questo Stefàno non doveva essere candidato al ruolo di associato. Sempre Gelsomino ha presentato un ricorso al Tar. Ma mentre l'indagine penale sta andando avanti per accertare la regolarità di quel concorso, i giudici amministrativi, in primo grado, hanno affermato la legittimità dell'aggiudicazione della cattedra a Stefàno. Non c'è stata nessuna violazione della legge Gelmini, varata contro il familismo nelle università italiane. E soprattutto - ha stabilito il Tar nel novembre scorso - nessuna infrazione della norma che prevede la riserva di una quota a chi non abbia già prestato servizio nell'ultimo triennio in Ateneo anche come ricercatore. Valentina Marotta © RIPRODUZIONE RISERVATA