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07/10/2021

Concorsi pilotati, anche due prof pavesi nell’inchiesta sull’infettivologo Galli

La Provincia Pavese - Maria Fiore

L'accusa: Vittorio Bellotti e Gianguglielmo Zehender (con altri 31) avrebbero favorito alcuni candidati all'Università di Milano indaga la procura
Maria Fiore/PAVIAConcorsi di medicina truccati. Bandi realizzati su misura, cuciti addosso come un "medaglione", per usare il termine dei magistrati, per far vincere i ricercatori favoriti. Un sistema, secondo l'accusa, messo in piedi all'Università di Milano e che avrebbe coinvolto docenti - anche di altri Atenei - e gli stessi candidati. Tra i 33 indagati c'è l'infettivologo del Sacco Massimo Galli, tra le voci e i volti più noti durante la gestione della pandemia. Ma l'inchiesta tocca anche Pavia.due docenti indagatiIeri mattina i carabinieri del Nas di Milano si sono presentati nell'ufficio dell'Ateneo pavese di Vittorio Luciano Bellotti, con un ordine di esibizione di documenti. Bellotti, 64 anni, è docente ordinario del Dipartimento di Medicina Molecolare a Pavia.Indagato anche l'infettivologo pavese Giangugliemo Zehender, 61 anni, residente a Roncaro e collaboratore di Galli al Sacco di Milano. E insieme a Galli è finito nel mirino della procura di Milano per il concorso per un posto da professore di ruolo all'Università Statale di Milano, bandito il 24 aprile del 2020 e assegnato il 22 settembre dello stesso anno proprio a Zehender. Galli si sarebbe attivato, assieme al collega Francesco Auxilia, per far vincere l'infettivologo pavese allontanando «altri potenziali candidati e predisponendo un bando che potesse esaltarne il curriculum». Il bando sarebbe stato ritagliato, quindi, sul profilo del vincitore «facendo predisporre un "medaglione" che potesse favorirlo». il ruolo della commissione Bellotti è stato raggiunto dalla notizia dell'avviso di garanzia mentre si trovava a Londra per lavoro. Il docente pavese ha contattato l'avvocato Fabrizio Gnocchi, per un incontro che sarà necessario a chiarire meglio le accuse della procura. Bellotti finisce nell'indagine come componente della commissione di selezione per un posto di ricercatore a tempo determinato all'Università statale di Milano. Il bando riguardava un contratto per tre anni nel campo delle Biotecnologie mediche e Medicina Traslazionale. Per i pm milanesi (l'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e diretta dai pm Furno e Scalas) Bellotti avrebbe dato il suo contributo a realizzare il piano di favorire una candidata già prescelta, Elena Chiricozzi (non indagata), poi risultata vincitrice. Un'altra candidata per quel posto, Roberta Ottria (indagata), secondo l'accusa si sarebbe ritirata prima della fase finale in virtù di un accordo con altri indagati. gli altri docenti L'inchiesta, che tocca anche docenti dell'Università la Sapienza di Roma, Torino e Palermo, riguarda circa 30 concorsi. Le accuse dei magistrati di Milano sono, a vario titolo, turbata libertà degli incanti e falso, ma ad alcuni indagati, tra cui Galli, viene contestata anche l'associazione per delinquere. La Procura di Milano nei mesi scorsi aveva presentato all'ufficio del Gip una richiesta di misura cautelare , ma dato che pendeva da circa 9 mesi senza decisione da parte del giudice, i pm hanno deciso di revocarla. L'indagine fu avviata nel marzo 2018, dopo le segnalazioni di presunte irregolarità nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso alla facoltà di Medicina e Odontoiatria della Statale. Alcuni studenti, a quanto pare anche di Pavia, raccontarono agli inquirenti che una persona li aveva avvicinati chiedendogli dei soldi per superare il test di sbarramento per accedere alla Facoltà di Odontoiatria alla Statale. Da questo filone l'indagine si è allargata.le accuse a galliMassimo Galli finisce nell'indagine per tre bandi. Il primo è del giugno 2019 quando Galli, come presidente della commissione giudicatrice per un posto di professore nel dipartimento di scienze Biomediche del Sacco, avrebbe condizionato la procedura per penalizzare un candidato (Massimo Puoti, direttore di struttura complessa di malattie infettive del Niguarda) attraverso criteri di valutazione dei punteggi che a febbraio 2020 avrebbero favorito il candidato poi risultato vincente, Agostino Riva, uno dei ricercatori che lavorano a stretto contatto con il professore. Per l'accusa, con uno schema analogo Galli avrebbe turbato la procedura di selezione nell'aprile 2020 per l'assunzione a tempo determinato di quattro dirigenti biologici all'ospedale Sacco. Infine, avrebbe condizionato anche un concorso per un posto di professore universitario di ruolo di prima fascia alla Statale. --