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12/10/2021

Concorrenza al centro

ItaliaOggi - IACOPO BURIANI

L'intervento del presidente dell'Authority Roberto Rustichelli
Sfruttare l'opportunità del post pandemia
Centralità alla concorrenza. E' quanto richiesto da Roberto Rustichelli, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella presentazione della relazione annuale sull'attività svolta dall'authority nel 2020 tenutasi a palazzo Giustiniani a Roma il 29 settembre scorso. Secondo l'autorità la ricostruzione post pandemica è un'occasione irripetibile per dare al paese le strutture necessarie per realizzare un sistema produttivo efficiente e per superare le sue antiche fragilità. Queste ultime sono costituite, in primo luogo, dalla corruzione, che nonostante le attività di contrasto affligge ancora il settore degli appalti pubblici, con un impatto maggiore nelle procedure di gara e minore, invece, negli affidamenti diretti. Le occasioni di corruzione si moltiplicano anche a causa dell'elefantiasi normativa che caratterizza il codice dei contratti pubblici e costituisce, d'altra parte, un freno agli investimenti. Il timore quindi è che l'Italia non riesca a tradurre in investimenti ed infrastrutture le ingenti risorse previste dal recovery plan. Per riuscirci, ricorda Rustichelli, è prima di tutto necessario un cambiamento culturale che abbandoni la tendenza all'ipertrofia normativa in favore della consapevolezza che il funzionamento del mercato richiede poche regole, chiare e proporzionate. Proprio per questo nei mesi scorsi l'Autorità ha presentato al Governo ed al Parlamento una serie di proposte per promuovere un sistema più favorevole alla libera iniziativa delle imprese e quindi più concorrenziale. Infatti proprio il deficit di concorrenza che si registra in diversi settori, primo tra tutti quello dei servizi professionali, oltre al basso livello di investimenti e innovazione, spiegano l'ampio divario tra il sistema produttivo italiano e quello dei paesi più evoluti dell'Unione europea. Deve, pertanto, essere accolta con favore la centralità assunta dalle politiche di concorrenza in seno al nuovo governo. Il premier Mario Draghi infatti ha riportato al centro dell'azione di governo il tema della legge annuale per la concorrenza ed il mercato che, nelle precedenti esperienze governative era stato sostanzialmente dimenticato. A tal proposito, il presidente nazionale Lapet Roberto Falcone esprime «piena condivisione dell'iniziativa anche perché da sempre la Lapet ritiene che la concorrenza tra professionisti, quando fondata sulle competenze e non sulla protezione delle riserve, sia utile a migliorare la qualità dei servizi resi ai clienti». Tuttavia, anche in questa esperienza di governo l'affermazione della concorrenza incontra diversi ostacoli: si pensi all'ingiustificata restrizione dei professionisti che possono accedere al ruolo di esperto indipendente nella nuova procedura di composizione negoziata della crisi d'impresa, o alle restrizioni introdotte al procedimento di costituzione online delle srl. L'oblio sulla concorrenza era infatti calato fin dall'inizio della legislatura, nonostante la legge n.99 del 2009 avesse previsto l'adozione di un provvedimento a tutela e stimolo della concorrenza, da approvvarsi con cadenza annuale. Invero, finora, l'unica legge annuale per il mercato e la concorrenza è stata approvata nel 2017 ed ha richiesto un iter di quasi tre anni. Ora però, la rinnovata centralità del tema in esame e l'adozione della relativa legge annuale diventa l'occasione per misurare la resistenza delle attuali riserve ai parametri del test di proporzionalità, adottato con il decreto legislativo n.142 del 16 ottobre 2020, e per procedere a rimuovere tutte quelle che non superano detto test. Falcone auspica che «la visione europeista di Draghi, peraltro la stessa della Lapet da tempi non sospetti, sia di stimolo al legislatore per mettere mano alle riserve» (vedi altro articolo nella pagina). Il riferimento è, innanzitutto, alla rimozione di quelle relative all'apposizione del visto di conformità ed al patrocinio avanti alle commissioni tributarie, che dovrebbero poter essere esercitate anche dai tributaristi qualificati e certificati ai sensi della legge n.4/2013. «Un passo in avanti in questo senso si è avuto con la sottoscrizione dell'accordo tra il Ministro Renato Brunetta ed Assoprofessioni, alla quale la Lapet aderisce, che ha consentito anche ai professionisti di cui alla legge n.4/2013 di candidarsi per ottenere gli incarichi di supporto alla pubblica amministrazione per l'attuazione del Pnrr» ricorda Falcone.

Foto: Roberto Falcone


Foto: A cura dell'Ufficio Stampa della Associazione nazionale tributaristi Lapet Associazione legalmente riconosciuta Sede nazionale: via Sergio I 32 - 00165 Roma Tel. 06-6371274 Fax 06-39638983 www.iltributarista.it info@iltributarista.it