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27/10/2020

Concessioni, una proroga di 36 mesi per mettere ordine nel settore

ItaliaOggi - Moreno Marasco *

Proroga delle concessioni si attendeva e proroga delle concessioni alla fi ne dovrebbe essere. Almeno stando a quanto dichiarato da Marcello Minenna direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli che ha annunciato l'arrivo di una proroga di 36 mesi delle concessioni per permettere il riordino del settore giochi. Sempre che la politica si trovi d'accordo nell'inserire un apposito emendamento nella legge di bilancio. Nel frattempo però, sono già insediati al Tar Lazio i primi ricorsi contro le notifi che di distacco delle concessioni ricevute da aziende che operano legalmente nel segmento Gad (gioco a distanza), e quindi a contrasto del gioco illegale. Le notifi che sono pervenute nelle more della decisione sulla proroga e la scadenza delle concessioni, a seguito del rinvio al 2021 del bando per nuove concessioni della durata di nove anni previsto per il 2020: ecco come creare una breccia nel sistema, a tutto vantaggio della concorrenza illegale. La causa sottostante è un cortocircuito politico-legislativo. La legge di stabilità 2016 aveva previsto un bando per 120 concessioni brevi con scadenza 31/12/2022, con l'obiettivo di allineare tutte le concessioni vigenti, per garantire la partecipazione alla successiva gara, da disputarsi nel 2020. Il bando si è concluso invece nel 2019, con una durata complessiva persino inferiore a 4 anni e a parità di condizioni economiche. Non hanno partecipato le aziende titolari di concessioni con scadenza nel biennio 2020/21, perché la stessa legge di stabilità prevedeva la necessità di allineare le scadenze in vista dell'annunciato bando unico. Non avrebbe avuto neppure senso, perché si sarebbero create improduttive duplicazioni: il possesso simultaneo di più concessioni è stato persino messo in discussione, poiché il bando non era neppure adeguatamente disegnato per tale, pur legittimo, scenario. Né è ipotizzabile che una trentina di concessionari si fossero rivelati così sprovveduti da non partecipare, qualora avessero previsto ciò che sarebbe accaduto: pochissime aziende con concessioni già vigenti hanno partecipato, e peraltro ciascuna per motivazioni diverse. Se da una parte il settore prende atto positivamente della proroga, non c'è dubbio che i ricorsi già depositati saranno imperniati sul legittimo affi damento. Se alcuni operatori sono già corsi ai ripari, acquisendo, evidentemente a caro prezzo, concessioni disponibili sul mercato, non è da escluderne la partecipazione al contenzioso, anche solo per addebitare allo Stato le ingenti spese sostenute. Ci si interroga se questo cortocircuito non sia scaturito, tuttavia, dall'aver accorpato le proroghe del gioco a distanza - meri allineamenti per evitare fratture nel mercato - alle proroghe delle concessioni fi siche. Ma le due proroghe in esame hanno problematiche e fi nalità differenti, e pertanto avrebbero meritato percorsi distinti. E questo senza nulla togliere all'incresciosa situazione in cui versa il comparto fi sico, anche e soprattutto per l'impasse dovuta alla conferenza stato-regioni, dove alcune regioni potrebbero pregiudicare l'esito di legittime aggiudicazioni. L'allineamento delle scadenze delle concessioni Gad, previsto da normativa, non espone l'Adm a contenziosi, né il Mef o il governo a procedure d'infrazione, poiché non produrrebbe effetti anticoncorrenziali né distorsivi del mercato, tantomeno perdite per l'erario. Effetti, al contrario, ravvisabili nell'avvio dei procedimenti di distacco, contrariamente agli obiettivi della Pa. di limitare il dispendio di energie derivante dai ricorsi. Il Tar Lazio, ravvisando la sussistenza di presupposti di estrema gravità e urgenza, ha disposto la sospensione di tutti i provvedimenti di distacco avviati, fi ssando al 4 novembre la valutazione delle istanze cautelari da parte della camera di consiglio. Del resto la perdita della concessione fa cessare persino l'oggetto sociale dell'impresa che la subisce, con devastanti conseguenze sul piano occupazionale. A questo punto rimane da vedere cosa ne sarà dei ricorsi, in seguito all'annuncio dell'attesa proroga da parte dell'Adm. Ci si chiede tuttavia se è giusto che il ricorso alla magistratura sia l'unico rimedio al cortocircuito evidenziato, al netto di quanto appena annunciato da Minenna, che sta percorrendo tutte le strade possibili per evitare inutili contenziosi per le scadenze delle concessioni « con gravi danni per le casse dello Stato» come lui stesso ha affermato. * presidente LOGiCO