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30/08/2018

CONCESSIONI SCADUTE E PROROGATE D’UFFICIO

Panorama - Gianni Pintus

Le concessioni autostradali scadute rendono ogni giorno 1,1 milioni di euro che dovrebbero ritornare nelle tasche degli italiani grazie a pedaggi più bassi e invece restano nei i bilanci dei concessionari. Sono cinque le autostrade delle quali è scaduta la concessione e che vengono gestite in una sorta di prorogatio: Autostrada del Brennero, Autovie Venete, Ativa, Torino-Piacenza e Ligure-Toscana. Le prime due sono controllate da una ragnatela di partecipazioni di Regioni e Comuni mentre Torino-Piacenza e Ligure-Toscana appartengono all'impero dei Gavio. Ativa che controlla la tangenziale di Torino e l'autostrada che dal capoluogo piemontese porta a Ivrea è invece l'unico nastro d'asfalto «grillino» perché governato dall'alleanza tra Chiara Appendino, presidente della ex Provincia di Torino adesso diventata Città metropolitana, e il gruppo Mattioda. Nel caso di Brennero e Venete, scadute nel 2014, la strada che ha impedito di mettere a gara le concessioni è lastricata di favori alle amministrazioni locali e soprattutto all'altoatesina Svp. La To-Piacenza è scaduta nel 2017 e al ministero non c'è traccia della gara per scegliere chi dovrà gestirla nonostante il nuovo codice degli appalti stabilisca che debba essere pronta due anni prima della scadenza. Questa regola calza alla perfezione per la Ligure-Toscana che scadrà a metà 2019: anche in questo caso inutile cercare una bozza di gara. Diverso il caso dell'Ativa scaduta nel 2016. I governi di centrosinistra volevano indire un'unica gara per la To-Piacenza e Ativa che avrebbe favorito Gavio mettendo in un angolo la Appendino e i suoi alleati. Ora, con Di Maio e Toninelli, la situazione è un po' diversa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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