MENU
Chiudi
03/11/2018

Concessioni con anomalie L’allarme Anac al governo

Avvenire - MAURIZIO CARUCCI

Cantone: danni ai cittadini, si facciano le gare «Divergenze significative sui lavori» tra ministero e Autostrade. Gas, un oligopolio con il 72% delle gare scadute. I gestori di aeroporti fanno ricorso contro l'Autorità
enomeni particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta delle leggi». Li segnala l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) a governo e Parlamento con un atto consegnato a Palazzo Chigi martedì scorso. Sotto la lente di Raffaele Cantone finiscono le concessioni dei comparti acqua, energia, gas, rifiuti. Oltre che di autostrade e aeroporti. Il tema delle concessioni torna al centro dell'agenda politica dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova. L'Anac aveva già in corso una serie di verifiche basate sull'incrocio tra i dati forniti dagli enti pubblici e dalle società concessionarie. Dal 17 maggio fino al 30 settembre 2017 sono pervenuti circa 6.700 moduli di censimento. In molti casi i concedenti e le concessionarie non hanno nemmeno risposto. L'atto di segnalazione indica «la necessità di un intervento per sollecitare l'affidamento tramite procedure a evidenza pubblica delle concessioni scadute». Anac chiede a governo e Parlamento di richiamare «l'attenzione dei concedenti quali soggetti naturalmente preposti alle verifiche sui concessionari» e sollecita gli enti pubblici «a rivisitare le convenzioni di concessione in essere». Nella distribuzione del gas, per esempio, Anac osserva che molti concessionari-gestori mostrano una «singolare dislocazione fisica tra la sede legale e quella degli enti locali titolari delle concessioni»: una "migrazione" che non appare «riconducibile solo a un aspetto di politica aziendale». Ciò è collegato a «un numero relativamente contenuto» di gestori che «realizza il servizio per un numero elevato di enti locali». Questo «sembra determinare una sorta di dumping », ossia un «rovesciamento delle norme sulla concorrenza», perché pochi grandi gruppi, «determinando alcuni monopoli di fatto», rischiano «di incidere indirettamente sulle tariffe». Nell'atto di segnalazione sui concessionari emerge che su 5.142 concessioni in corso di validità, 3.728 (72%) sono scadute. Anac non esclude che percentuali analoghe possano esserci anche negli altri comparti. Circa le concessioni autostradali il focus è sulla quota di lavori da affidare all'esterno e i vincoli stabiliti dal Codice appalti. Ci sono «incongruenze» e «divergenze» tra i dati economici comunicati dal ministero delle Infrastrutture (Mit) e quelli comunicati invece dalle società concessionarie, che tendono a «sottostimare gli adempimenti a loro carico». E «il massimo scollamento dei dati esaminati si è verificato per Autostrade per l'Italia». I titolari di concessioni sono obbligati a esternalizzare l'80% dei nuovi contratti e possono eseguire direttamente tramite imprese controllate solo il 20% dei lavori. Per il comparto autostradale, la proporzione è del 40% di lavori "in house" e il restante 60 tramite gara. Tra Mit e Aspi c'è una «divergenza sintomatica della tendenza del concessionario a sottostimare gli adempimenti a suo carico». Se questo è il quadro generale, «tra i soggetti che hanno dato luogo alle incongruenze più vistose spiccano i concessionari autostradali (nel complesso 28). E, appunto, il massimo scollamento nei dati esaminati si è verificato con riferimento a quelli dichiarati dal concessionario Aspi e dal concedente Mit». Per Anac «non si può escludere una diversa interpretazione delle voci degli investimenti», ma neppure «la volontà del concessionario di non fornire questi dati». Particolarmente «complessa», infine, è stata l'attività di monitoraggio dei concessionari aeroportuali. Solo alcuni gestori hanno inviato il modulo «parzialmente compilato». I concessionari dei più grandi scali hanno addirittura presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro la stessa Anac: chiedono l'annullamento delle note giunte dall'Autorità. Ora dovrà esprimersi il Consiglio di Stato. Mentre per il ministro Danilo Toninelli Anac conferma che sulle autostrade «lo Stato aveva abdicato». «Ora le cose stanno cambiando - conclude- . Lo Stato sta tornando a fare lo Stato».

Foto: Raffaele Cantone

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore