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17/02/2021

Concessioni balneari: «Tuteliamo i bagnini»

QN - Il Resto del Carlino

Concessioni balneari, a che punto siamo? «Abbiamo fatto un incontro, con la nostra e tutte le sigle sindacali di categoria, attacca Giorgio Mussoni, presidente nazionale dei bagnini di Oasi Confartigianato, un paio di settimane fa in videoconferenza con sei capi di gabinetto di tutti i dicasteri interessati». Risultato? «Io ho sottolineato, e rinnovo l'invito al nuovo governo, l'importanza di procedere con una legge quadro nazionale in materia per evitare il rischio di procedura d'infrazione, paventato a fine autunno da Bruxelles nei confronti dell'Italia. Ma soprattutto per mettere finalmente ordine nel nostro settore, da troppo tempo in attesa di una regolamentazione». Bandi sì o bandi no? «Il bando, o più correttamente la manifestazione di evidenza pubblica, va fatta, perché semplicemente è prevista dalle disposizioni europee e, come sosteniamo da sempre, è impensabile che l'Europa possa ignorare le sue stesse disposizioni». Sento che c'è un 'ma'. «Solo una considerazione se si vuole banale ovvero, nella evidenza pubblica andranno individuati alcuni imprenscindibili punti fermi, tra l'altro già perfettamente messi a fuoco nella legge Arlotti - Pizzolante, che non ha visto la luce per un soffio, e va ripresa e portata avanti: lo Stato deve mettere al riparo i concessionari che non hanno demeritato». Ricordiamo i principali 'paletti' della Arlotti - Pizzolante? «Uno: il riconoscimento della professionalità di chi ha trasformato l'arenile 'desertico' del dopoguerra in spiagge attrezzate e riferimento per i turisti. Due: il riconoscimento del valore dell'impresa, cioè dell'avviamento della stessa, e dei beni che vengono utilizzati per condurla, come del resto riconosciuto da sentenze della stessa Corte di Giustizia europea». Non crede che dall'Europa possa rispondere: 'film già visto, andiamo avanti con la procedura d'infrazione?' «Il governo dovrà spiegare a Bruxelles che si sta procedendo con la legge di riforma che non è stata fatta per la conclusione della legislatura, dopodiché è scoppiato il Covid che ha portato più avanti le scadenze'». Bruxelles contesta la proroga delle concessioni al 2033. «Ogni Stato europeo ha una normativa diversa. Il governo italiano dovrà chiedere un periodo di tempo congruo per la definizione di un quadro normativo in materia, e il varo dei bandi». Mario Gradara