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13/04/2021

Concessi i domiciliari a Luigia Dolce dopo la confessione

Il Messaggero

IL GIP COLANTONIO ACCOGLIE L'ISTANZA DELL'AVVOCATO LA MORGIA, RESPINTA QUELLA DI MATTUCCI CHE PERDE L'INCARICO
GLI ALTRI ARRESTATI
E' uscita dal carcere Luigia Dolce, la coordinatrice della cooperativa sociale La Rondine di Lanciano, arrestata martedì scorso insieme al presidente della stessa cooperativa, Domenico Mattucci e al direttore del Dipartimento di Salute mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, suicidatosi poche ore dopo essere stato rinchiuso nel penitenziario di Vasto. Ieri mattina il gip Nicola Colantonio ha accolto l'istanza presentata dal legale della donna, Augusto La Morgia, disponendo gli arresti domiciliari e nel pomeriggio Dolce è tornata a casa. Colantonio ha valutato positivamente l'atteggiamento collaborativo mostrato dall'indagata. Nella sua ordinanza, infatti, il giudice rileva che le esigenze cautelari «possono dirsi allo stato attenuate, in considerazione dell'integrale confessione resa in sede di interrogatorio di garanzia». Al centro della vicenda l'appalto da 11 milioni di euro per la gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, che con le proroghe sarebbe arrivato a superare i 17 milioni. Per assicurarsi l'aggiudicazione della gara - secondo quanto ricostruito dai pm Anna Benigni e Luca Sciarretta - Mattucci avrebbe pagato tangenti a Trotta, con Dolce che avrebbe agito da intermediaria. Circostanze confermate dalla donna in sede di interrogatorio.
«Ha confermato integralmente - si legge nell'ordinanza del gip - che aveva fatto, in più circostanze, da tramite, per conto del corruttore Mattucci, consegnando reiteratamente somme di danaro ingenti (almeno 50mila euro ed orologi di pregio di marca Rolex) in favore del funzionario corrotto Trotta Sabatino, con lo scopo di alterare la gara di appalto cui era interessato il consorzio La Rondine». Dolce ha anche riferito che «sussistevano interessi illeciti del Mattucci e del Trotta, per alterare rapporti economici e gare di appalti pubblici, a Lanciano e Viterbo, sempre in favore degli enti gestiti da Mattucci». E ha aggiunto che Mattucci e Trotta «avevano svariati rapporti con soggetti di vertice dell'apparato tecnico-politico-amministrativo, che gestivano la sanità pubblica, cui i predetti si rivolgevano ripetutamente per ottenere benefici illeciti per le attività imprenditoriali» di Mattucci. Dichiarazioni che, inevitabilmente, indurranno la Procura ad estendere il raggio delle indagini e che già nei prossimi giorni potrebbero produrre ulteriori sviluppi.
Resta in carcere, nel frattempo, Domenico Mattucci, che venerdì scorso ha scelto di non rispondere ai giudici. Di conseguenza il gip ha respinto l'istanza presentata dal suo legale, Giuliano Milia, ritenendo che non siano venute in meno le esigenze di custodia cautelare in carcere. Lo stesso Mattucci ieri è stato sollevato dal suo incarico di presidente della cooperativa. Al suo posto è stato nominato Alberto Giuliani, che ora dovrà gestire una fase delicata. I circa 650 lavoratori della cooperativa sono scioccati e preoccupati per il proprio futuro occupazionale.
Stefano Buda
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