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04/10/2019

Concesio, appalti e lotti illeciti In 11 verso lo sconto di pena

Corriere della Sera - M. Rod.

L'inchiesta
Erano finiti al centro di una maxi inchiesta (condotta dal pm Ambrogio Cassiani) che aveva investito il comune di Concesio nella scorsa prima vera, accusati a vario titolo di aver aggiudicato e realizzato - tra il 2017 e il 2018 - oltre una ventina di commesse senza rispettare la normativa degli appalti pubblici. Dal servizio di sgombero neve alla sistemazione delle scuole, dai lavori di manutenzione stradale agli impianti elettrici negli uffici del municipio, fino alla riqualificazione del centro sportivo.

In manette (ai domiciliari) era finito il responsabile del settore tecnico, Riccardo Gardoni. In una ventina finirono nel registro degli indagati, iscritti a vario titolo anche per corruzione, falso in atto pubblico, abuso o omissione d'ufficio e turbata libertà di scelta del contraente: tra loro anche il sindaco, Stefano Retali, e cinque assessori, altre a una serie di imprenditori e persino il parroco - avrebbe indebitamente percepito oltre 44 mila euro di contributi alla parrocchia per la gestione indebita di carta e ferro conferiti dai volontari dell'oratorio in una discarica abusiva realizzata da altri. In udienza preliminare davanti al gup, Alberto Pavan, su 24 indagati in 11 hanno chiesto e ottenuto di essere processati con il rito abbreviato (che sarà discusso il prossimo 6 febbraio), compreso primo cittadino, amministratori locali, sacerdote e alcuni imprenditori. Per gli altri 12, invece, le parti si esprimeranno sulla richiesta di rinvio a giudizio il 17 ottobre. Le decisioni dovrebbero confluire nell'udienza del prossimo anno. Una la richiesta di patteggiamento, da parte di un imprenditore edile.


Secondo gli inquirenti a svolgere i lavori erano sempre le stesse poche aziende «amiche». Prima eseguivano le opere, poi Gardoni firmava le determine di aggiudicazione: a lavori conclusi. Un «sistema» collaudato che prevedeva sostanzialmente l'aggiudicazione diretta degli incarichi (anche per importi superiori ai 40 mila euro) senza una gara d'appalto, «privando quindi le ditte di settore della possibilità di concorrere».


Sotto la lente anche alcune lottizzazioni abusive, sempre in capo a Gardoni.


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