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17/08/2021

«Con più burocrazia bisogna prevedere l’impossibile»

Corriere della Sera - A. Rin.

L'esperto
Battuello (Piazza dei Mestieri): una piccola associazione fa prima a chiedere soldi a un'azienda Servono competenze di rendicontazione e amministrazione, capacità di segreteria, tutor ed esperti
« Non hanno tutti i torti», ammette Mauro Battuello a proposito di chi si lamenta dell'ufficio complicazioni affari semplici con i bandi del Terzo settore. Lui invece ha proprio un team in Piazza dei Mestieri che si occupa di sbrogliare quella matassa, essendo responsabile dei progetti speciali. «Di gare ne escono tante, anche il crowdfunding sta prendendo piede, una cosa non esclude l'altra: con l'aumento della burocrazia connessa ai bandi, uno deve essere strutturato a prevedere l'impossibile».

Per esempio?


«Nel 2018 la Presidenza del Consiglio ha emesso un bando approvato dopo due anni. In questo periodo le persone svantaggiate individuate han cambiato lavoro e per quelle che dovranno sostituirle abbiamo dovuto rimandare tutta la modulistica. Questa enorme distanza tra presentazione dei progetti e loro approvazione complica molto la vita».


Che competenze servono per affrontare un bando di finanziamento?


«Di rendicontazione e di amministrazione per descrivere il progetto, visto che parliamo di budget, tasse, quietanze e fatture. Poi una buona capacità di segreteria: se devi inserire dati anagrafici di stranieri, serve una segretaria che ne tenga. Infine le persone per il progetto: tutor ed esperti di attività».


Molti progetti si fanno in partenariato con altri enti o associazioni.


«Sì, quindi se sei capofila devi gestirli. Insomma è una bella "impresina". Noi siamo cresciuti perché si fa sinergia. Alcuni bandi impongono una rotazione tra persone che vi lavorano, ma se un professionista esterno lavora bene, che senso ha cambiarlo?».


Quante persone nel suo ufficio lavorano alla compilazione dei bandi?


«Quattro-cinque, che aumentano quando si affrontano temi specifici: per esempio nel caso fosse richiesta un'attività sportiva tendente all'inclusione, dovrei chiamare un esperto di sport. È la natura del bando che condiziona la scelta delle persone».


Come lavorate?


«Per la progettazione bisogna avere buone idee, metterle giù e lavorare su piattaforme diverse. La si presenta rendendo l'idea, descrivendo contesto, beneficiari e regole. Prima o poi sul sito dell'istituzione che ha promosso il bando esce l'esito: se il progetto è finanziato comincia l'attuazione, ma prima di avere il finanziamento bisogna produrre una fideiussione, altrimenti niente anticipo. Solo dopo si selezionano le persone da impiegare».


Come avviene il finanziamento?


«Il progetto vale 100? Ti danno il 40% come acconto e quando spendi tutto, documentando con quietanza, fatture, F24, ti danno la seconda tranche. Se uno è strutturato, gestisce tutto. Ma una piccola associazione fa fatica, ecco perché forse fa prima a farsi dare i soldi da un privato».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è

Mauro Battuello, responsabile progetti speciali
di Piazza
dei Mestieri