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23/07/2020

Con l’economia ferma calano gli infortuni «Ma ancora troppi casi»

Gazzetta di Mantova

il report cisl
mantovaCalano gli infortuni nei primi cinque mesi di questo anno sospeso dal Covid. A mettere in fila i dati Inail è il segretario generale della Cisl Asse del Po, Dino Perboni: 2.147 gli infortuni rilevati da gennaio a maggio, contro i 2.418 dello stesso periodo del 2019. Stringendo il fuoco sugli incidenti mortali, il rapporto è di 5 a 7. Trend positivo ma prevedibile, associato ai mesi di lockdown durante i quali si è fermato il 51% delle attività. «Per comprendere se veramente si tratta di un'inversione di tendenza si devono attendere i prossimi mesi» osserva Perboni. A leggerci dentro, il trend non è nemmeno così positivo: «È preoccupante che con quasi tre mesi di blocco ci siano stati 5 infortuni mortali, sempre troppi, e 2.147 denunce». La fascia d'età più colpita è quella dai 40 ai 54 anni, e, allargando il fuoco dell'analisi all'intera regione, «il trend addirittura si rovescia nel settore dell'industria e dei servizi, dove gli infortuni mortali sono quasi raddoppiati, da 55 a 101». Divise per settori, le denunce segnalano un calo dell'industria (da 9.838 a 6.244) e dell'artigianato (2.927 1.844), mentre il terziaro è lievitato da 8.803 a 12.550. Complessivamente, emerge che, nonostante il lockdown, «in Lombardia da gennaio a maggio 2020 ci sono state 36.434 denunce d'infortunio contro le 31.455 del 2019. Come si spiega? È da imputare al fatto che lo stesso Covid ha prodotto numerosi infortuni sul lavoro nei settori sanitari». Insomma, il quadro suscita inquietudine e la crisi annunciata per i prossimi mesi, quando gli effetti della pandemia sui mercati si manifesteranno in tutta la loro portata, incoraggiano a vigilare. Perché spesso la fame di lavoro si traduce in meno cautele. «Le azioni di prevenzione, formazione e organizzazione dei cicli produttivi, come dei protocolli sanitari e socio-sanitari, devono essere parte integrante delle attività lavorative - incalza il segretario della Cisl Asse del Po - e occorrono una costante verifica e applicazione delle procedure e dei controlli. Inoltre, da tanto tempo chiediamo di intervenire sul sistema degli appalti, perché il ricorso al massimo ribasso porta sempre a tagliare i costi sulla sicurezza. Guai ad abbassare l'attenzione». --