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14/11/2019

“Con le infrastrutture, salviamo il settore delle costruzioni”

La Repubblica - Fabrizio Cerignale

L'appello dei sindacati
Da giugno 2018 a giugno 2019, in Liguria, il comparto delle costruzioni ha perso 2050 imprese, circa 10 mila posti di lavoro, passando da 44 mila addetti a 34 mila, in pratica il doppio degli esuberi chiesti da Arcelor Mittal per l'ex Ilva, numeri drammatici, inferiori a quelli della grande crisi del 2013/14, che potrebbero essere mitigati, se non addirittura azzerati, se fossero realizzate le grandi opere che interessano il territorio ligure, dalla Gronda al completamento del Terzo Valico, dal nodo di San Benigno, al waterfront, fino all'Aurelia Bis nel savonese e nello spezzino. Parte da questo dato il grido d'allarme dei sindacati di settore, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, che hanno annunciato a Genova, come in altre 100 città italiane, la mobilitazione per il prossimo 15 novembre. Uno sciopero per chiedere al governo di mettere in campo una politica industriale adeguata, che parta proprio dalle infrastrutture, per abbracciare altri temi, come la messa in sicurezza del territorio, un impegno più forte sulla legalità, una riforma del Codice degli Appalti. Tra le soluzioni proposte dai sindacati anche quella di una clausola sociale per tutti i lavoratori disoccupati del comporto, n collaborazione con gli enti locali sotto la regia della Prefettura, «Una clausola che già è stata applicata - spiegano i sindacati - in due grandi cantieri, Terzo Valico e Nodo Ferroviario». Le medie e grandi opere ferme al palo, inoltre, bloccano interi settori dell'economia, sottolineano, perché l'apertura di un cantiere non aiuta solo il comparto delle costruzioni, che è quello che ha più pagato la crisi, ma porta con sé un indotto che coinvolge anche tutti gli altri comparti. «Scendiamo in piazza perché il tempo è scaduto - concludono i segretari di categoria - bisogna completare le opere infrastrutturali per far uscire la Liguria dall'isolamento e dare nuovo slancio al Porto e all'economia.
Ma bisogna anche proseguire tutte le opere contro il dissesto idrogeologico per mettere in sicurezza i cittadini».

Foto: kA lavoro Un cantiere del Terzo Valico