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22/09/2018

«Con le FS salveremo l’ex Breda»*

Corriere di Bologna

Intervista al vicepremier Di Maio: «Non siamo contro il mondo produttivo. Noi stiamo con chi crea ricchezza e tutela il lavoro»
di Simone Casalini In missione istituzionale in Cina, il vicepremier Luigi Di Maio parla delle sfide nei territori. Le relazioni con gli imprenditori, soprattutto nel Nord più produttivo e ricco, la necessità di contendere il bacino elettorale alla Lega, la crisi dell'ex Breda (Industria Italiana Autobus), sono tutte questione aperte. Nei prossimi giorni lei inizierà una serie di incontri che la porteranno anche al Nord. In Emilia, ma anche Veneto e Trentino-Alto Adige, c'è molta attesa nella classe imprenditoriale. Chi incontrerà e quali proposte avanzerà agli imprenditori dei nostri territori? «Voglio tornare quanto prima dai numerosissimi imprenditori e dalle associazioni di categoria che ho incontrato prima e durante la campagna elettorale. Con loro abbiamo avviato dialoghi che già nelle prime settimane di questo governo sono diventati progetti operativi. Incontrerò anche gli imprenditori che non ho mai avuto il piacere di conoscere e che mi hanno invitato a visitare le loro realtà, le tante piccole e medie imprese che, come ho ribadito durante il mio viaggio in Cina, volto a promuovere il nostro Made in Italy e ad allargare gli orizzonti dei nostri rapporti commerciali, sono la colonna vertebrale del Paese. L'obiettivo è mantenere un dialogo costante con il mondo delle imprese. Aiutare i nostri imprenditori significa mettere in campo azioni mirate che puntino alla sburocratizzazione e alla semplificazione. Sì, perché c'è stato un periodo, in Italia, in cui per combattere la corruzione si sono complicate le leggi. Questo ovviamente ha reso la vita delle nostre imprese impossibile, facendo scappare gli investitori. Vogliamo voltare pagina con il passato e lo faremo a partire dal pacchetto "decertificazione" che eliminerà una serie di certificazioni inutili, e dalla semplificazione che riguarderà il codice degli appalti e le 140 leggi incomprensibili sul lavoro che riuniremo in un testo unico. Puntiamo a investimenti per creare crescita, non deflazione. Per le fasce sociali più deboli, invece, il reddito di cittadinanza resta la nostra priorità. E tengo a ribadirlo: si tratta di una vera e propria misura strutturale, non assistenziale, che produrrà effetti positivi per l'economia sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta. Consentirà di professionalizzare i lavoratori attualmente inattivi così da reinserirli nel mondo del lavoro». Alle ultime elezioni, quelle del 4 marzo, il Movimento 5 stelle ha ricevuto un forte apprezzamento al centro e al Sud. Nel Nord ha prevalso la coalizione di centrodestra e la Lega. Il risultato è stato comunque incentivante: 27,5% in Emilia-Romagna (26,2% nella circoscrizione di Bologna), il 25% in Veneto, il 19,5% in Trentino-Alto Adige. Come pensa di poter incrementare il consenso in questi territori? «Siamo l'unica forza politica ad avere ottenuto un cons e n s o a m p i o e o m o g e n e o ovunque e, al di là delle fisiologiche fluttuazioni nelle varie regioni, siamo cresciuti anche nel Nord Italia. L'aumento dei voti rispetto alle scorse politiche proprio in regioni come l'Emilia-Romagna, il Veneto e il Trentino-Alto Adige segna un trend positivo per il M5S che tuttora ris c o n t r i a m o i n c o n t r a n d o cittadini e imprenditori. Il nostro obiettivo, a livello locale e nazionale, è continuare a dare risposte concrete, mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale. Sembra un fatto straordinario mentre per noi è la normalità. Con il governo del cambiamento la difesa dei diritti dei lavoratori si sposa con il sostegno alle imprese, realtà che finalmente trovano uno Stato amico e non vessatore». Il Decreto Dignità, che porta la sua firma, ha ricevuto molte critiche dalle associazioni imprenditoriali di queste regioni. Poi gli imprenditori hanno teso una mano al governo impregnato nella legge finanziaria. Che cosa vorrebbe dire alle imprese dei territori più produttivi del Paese? «Il decreto Dignità non è contro le imprese, è una misura che mette un freno alla deriva dell'utilizzo dei contratti a tempo determinato. I contratti di un giorno, una settimana o di qualche mese mortificano i lavoratori, ma nemmeno aiutano le imprese. Quelle che realmente inves t o n o s u i l a vo r a t o r i n o n avranno problemi a uniformarsi alla nuova normativa. Voglio sottolineare che questo governo è ben consapevole dell'importanza del mondo imprenditoriale per lo sviluppo del Paese. Opereremo anche sul costo del lavoro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Ho apprezzato l'apertura del presidente Zoppas, della Confindustria veneta, noi siamo pronti a confrontarci, come abbiamo sempre fatto con tutti. Ribadisco che non siamo contro l'imprese, siamo per chi cresce e genera ricchezza tutelando il lavoro». A proposito di imprese, qui a Bologna prosegue la situazione di profonda difficoltà dell'ex Breda. Si è parlato di una soluzione pubblica. Lei si è messo in gioco su questo fronte, quale strategia pensa di promuovere per portare l'azienda fuori dalla crisi? «Stiamo lavorando senza s o s t a p e r s a l va re l a I I A . È un'azienda che ha commesse per la costruzione di mille auto b u s . L a m a n i fe s t a z i o n e d'interesse di Fs tramite la sua controllata Busitalia, arrivata la scorsa settimana, è uno spiraglio concreto per garantire un futuro a un'azienda che già i n p a s s a to h a r i ce v u to u n grande aiuto dal ministero. Noi vogliamo salvare l'azienda. Ce la faremo». La riforma del credito cooperativo avanza tra mille titubanze. Il ministro Fraccaro aveva chiesto un azzeramento della riforma - il Trentino con Ccb è una delle due capogruppo nazionale, ma anche in Emilia il sistema è importante-, ma così non è stato. « S i a m o i n te r ve n u t i co n modifiche puntuali che hanno rivisto a fondo l'impianto complessivo della riforma. La nostra scelta di fissare la quota di capitale detenuta dalle Bcc appartenenti al gruppo in misura almeno pari al 60% rafforza la partecipazione sociale degli istituti territoriali. Abbiamo inoltre fatto salvo il principio che la capogruppo debba agire nel rispetto del carattere localistico e mutualistico delle banche di credito cooperativo. Abbiamo voluto difendere l'autonomia delle Bcc da una riforma che avrebbe avuto un impatto pesantissimo su realtà di credito importanti per i nostri territori e di conseguenza sui loro tipici clienti, le famiglie e le piccole e medie imprese. Grazie al governo del cambiamento i cittadini possono continuare a contare sull'autenticità del sistema di credito cooperativo». L'aumento dei voti rispetto alle scorse Politiche proprio in regioni come l'EmiliaRomagna segna un trend positivo per il M5S oglio tornare quanto prima dai numerosissimi imprenditori e dalle associazioni di categoria che ho incontrato prima e durante la campagna elettorale C'è stato un periodo, in Italia, in cui per combattere la corruzione si sono complicate le leggi: con il pacchetto decertificazione che stiamo approntando puntiamo a semplificare la vita alle aziende
IA è un'azienda che ha commesse per la costruzione di mille autobus La manifestazione d'interesse di Fs tramite Busitalia è uno spiraglio concreto

La vicenda

● L'attuale crisi della ex Breda risale al 2004 quando con i tagli ai fondi per il trasporto pubblico sono crollate le commesse di autobus ● Dieci anni dopo, arriva l'accordo per la nascita di Industria Italiana Autobus, nata dalla fusione della ex Breda di Bologna con la ex Irisbus di Avellino Ma l'azienda non decolla mai dal punto di vista industriale, nonostante le commesse di enti pubblici ● Lo scorso 10 settembre al Mise erano stati dati 30 giorni di tempo per avviare lo studio di un nuovo assetto societario, con l'interessamento di Busitalia, società delle Fs, e riaprire le linee di credito grazie all'impegno di Invitalia, Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del ministero dell'Economia

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