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05/02/2020

Con l’Art bonus raccolti 12 milioni per 45 interventi

Eco di Bergamo - Lucia Ferrajoli

Mecenati L'agevolazione introdotta nel 2014 funziona e fa bene alla cultura Al teatro Donizetti la parte del leone, tra i beneficiari anche festival e musei
L'Art bonus funziona e fa bene al territorio. Lo dimostrano i dati diffusi dal Ministero per i beni e le attività culturali: in tutta Italia dalla sua introduzione con il decreto legge 83/2014 più di 13.800 mecenati hanno erogato 417 milioni di euro destinati a oltre 1.770 beneficiari per la realizzazione di 3.500 interventi.

Nella Bergamasca il provvedimento, che consente un credito di imposta pari al 65 per cento dell'importo donato, ha consentito di raccogliere 12 milioni di euro per finanziare 45 interventi. Tra le erogazioni più sostanziose, quella per il teatro Donizetti, che ha ricevuto oltre 8,5 milioni di euro per l'intervento di ristrutturazione in corso (costo 18 milioni), peraltro il primo in assoluto registrato sul sito di Art bonus. Importanti anche le erogazioni liberali a favore della Galleria d'arte moderna e contemporanea, 466.500 euro a fronte degli 800 mila euro necessari per la valorizzazione del suo patrimonio, e della Casa della Musica (ex stazione ferroviaria) di Nembro con 350 mila euro.

Delle opportunità dell'Art bonus si è parlato ieri in un convegno organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Bergamo e dal Teatro tascabile di Bergamo. «Non ci occupiamo solo di freddi numeri - ha esordito il presidente dell'ordine Simona Bonomelli - ma ci sforziamo di essere vicini al territorio anche nella valorizzazione delle risorse culturali».

L'Art bonus si è ormai affermato come strumento fondamentale di sostegno del patrimonio culturale da parte di cittadini e imprese. «Le cifre raccolte a favore di musei, monumenti, siti archeologici e fondazioni lirico-sinfoniche sparse in tutta la Penisola ci riportano ai fasti dei grandi mecenati», ha sottolineato Roberto Mazzoleni, consigliere dell'ordine e delegato della Commissione enti non commerciali e no profit, che ha moderato il convegno al quale hanno partecipato Maurizio Postal, consigliere nazionale dell'Ordine dei commercialisti, Stefano Lania di Confindustria Bergamo, Roberto Vavassori di Brembo Spa, azienda mecenate di Art bonus, la referente del Mibact Carolina Botti e il direttore della Scuola di fundraising di Roma Massimo Coen Cagli.

L'identikit dei donatori

Volendo tracciare un identikit dei nuovi mecenati, in prima linea ci sono i privati cittadini (quasi il 60 per cento), benché abbiano ovviamente un maggiore peso economico le donazioni di enti e imprese (oltre 372 milioni di euro), con le regioni del Nord ai primi posti e la Lombardia in vetta con 149.566.730 euro raccolti nel solo 2019.

L'Art bonus prevede contributi non solo per i beni culturali, ma anche a sostegno delle fondazioni lirico-sinfoniche, dei teatri di tradizione, dei festival e dei centri di produzione teatrale e di danza. E infatti nel solo 2019 il Donizetti Opera Festival ha beneficiato di erogazioni da privati per 336 mila euro, il Festival pianistico di Bergamo e Brescia ha ottenuto quasi 300 mila euro, il Festival Danza Estate 5.700 euro, l'Accademia Carrara 3.400 euro per il restauro conservativo della «Natività» di Lorenzo di Credi. Fra i beneficiari bergamaschi di Art bonus c'è anche il monastero del Carmine in Città Alta: per il restauro della Sala Capitolare e della Sala Renzo Vescovi sono stati donati 177.500 euro a fronte di un intervento da 250 mila euro. Ma il progetto è di più ampio respiro. «Con l'accordo siglato nel 2018 fra Ttb e Comune per il recupero del Carmine Bergamo è la prima città in Italia in cui si è attivato il partenariato speciale pubblico-privato istituito ai sensi dell'art. 151 del decreto 50/2016», ha spiegato la responsabile organizzativa del Ttb, Emanuela Presciani. Con l'affidamento degli spazi per 20 anni al Ttb è previsto il restauro del piano terra del monastero con la realizzazione di una biblioteca specialistica per fondi teatrali, una sala teatrale con foyer e sala prove, una foresteria, spazi espositivi e una proposta culturale e multidisciplinare di qualità. «Il decreto del 2016 ha introdotto un grande cambiamento - ha sottolineato l'assessore comunale alla Cultura Nadia Ghisalberti -: la possibilità di applicare anche ai beni culturali le procedure semplificate previste dal nuovo Codice degli appalti. Una norma innovativa nel coinvolgimento dei privati che, unita ai benefici fiscali dell'Art bonus, è rivoluzionaria».