MENU
Chiudi

CON LA GESTIONE ESTERNA TAGLI E CARO-BIGLIETTI

14/03/2018

Il Secolo XIX - MAURO NOLASCHI

n L'INTERVENTO / 2
Il nostro s ì al mantenimento del servizio pubblico è motivato da una volontà di tutela dei lavoratori, ma anche degli utenti, a garanzia della valenza sociale che, ad oggi, solo il servizio pubblico può garantire, in un rapporto fra prezzo del biglietto, accessibile a tutti, e un servizio il più esaustivo possibile. Partiamo dai lavoratori. All'apertura delle buste, se si andrà a gara, scopriremo quale sia il valore definitivo e reale dell'aggiudicazione, che può contemplare un ribasso, che andrebbe a pesare sulla qualità complessiva dell'offerta. Il soggetto privato taglierà sui costi per avere un utile maggiore: e nei costi possono essere compresi anche i dipendenti. Proprio per questo, ad alto rischio saranno i posti di lavoro: in altre città, dove il servizio pubblico è stato sostituito dal subentro di un soggetto privato, a seguito di bando di gara pubblico le conseguenze si stanno pagando tutt'ora. Un esempio è Pavia: l'azienda, anziché farsi carico di tutti i dipendenti, li ha portati alle dimissioni assumendo soltanto una parte degli stessi, con un meccanismo che ha innescato una serie di ricorsi per il mancato rispetto dei parametri del bando. Le tutele, quindi, vanno "blindate" all'interno di un testo con clausole durature e specifiche. C'è, poi un'altra incognita: il nuovo codice degli appalti prevede che sia possibile esternalizzare quote di servizio sino al 30 per cento. L'azienda in subappalto andrebbe ad applicare contratti che, dal punto di vista economico e normativo, risulterebbero peggiorativi se confrontati con quelli oggi in vigore in Tpl linea. Il nostro no deciso alla gara mira anche alla tutela degli utenti: coloro che viaggiano utilizzando il servizio pubblico. Un soggetto privato, com'è ovvio che sia, mira al massimo reddito. Per questo, le linee definite in gergo "a domanda debole", ossia quelle meno frequentate, spesso concentrate nell'entroterra, potrebbero essere "tagliate" o, almeno, ridotte. Nel levante ligure, sono stati privilegiati i collegamenti Portofino-Santa Margherita, a discapito delle linee verso monte al subentro del socio privato Agi. Qui potrebbe accadere lo stesso privilegiando i collegamenti costieri, che sono maggiormente redditizi. Cos ì facendo verrebbe meno la valenza sociale, che il servizio pubblico porta con sé: le frazioni dell'entroterra sarebbero penalizzate e rischierebbero di trovarsi con un servizio ridotto, cosa che penalizzerebbe soprattutto l'utenza meno giovane. Addio a qualsiasi garanzia, poi, sul costo del biglietto. Nessuno può escludere che il nuovo gestore decida di rivisitare le tariffe per aumentare il proprio introito. Un aumento che, quindi, non è detto vada di pari passo con il potenziamento del servizio: anzi, sarebbe più probabile l'opposto. Infine, se gli stanziamenti statali venissero ridotti, dovrebbero essere compensati dall'azienda e non dovrebbero ricadere sul personale subordinato: il rischio d'impresa non deve pesare sui dipendenti.

Foto: Segretario regionale Faisa Cisal Liguria

14 Mar
Il Secolo XIX L'AGGIUDICAZIONE ENTRO IL 2018 Tpl dovr à formare un'associazione temporanea d'impresa con un soggetto privato LO SCORSO 30 dic [...]
14 Mar
Corriere Adriatico LA POLEMICAPESARO «Bando Sprar, i profughi se ne vanno finito il periodo dell'accoglienza. A guadagnarci è solo la Labirinto». [...]

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore