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19/01/2021

«Comuni, riservate appalti alle imprese locali»

Il Giornale di Vicenza

COSTRUTTORI DI CONFINDUSTRIA. La legge permette di riservare delle quote, specie per interventi che favoriscono la vicinanza dell'azienda
Schiavo: «Ci sono pareri di Itaca e del Ministero: ci aspettiamo che vari inviti siano riservati ai nostri»
Affidare gli appalti alle imprese locali. È una scelta che «comporta numerosi effetti positivi - sottolinea in una nota Confindustria Vicenza - non solo per le "ricadute economiche positive e conseguente rilancio dell'economia del territorio", ma anche perché favorisce il rispetto delle "misure di contenimento dell'emergenza sanitaria riducendo gli spostamenti, sulle difficoltà logistiche ed organizzative"». È quanto viene affermato infatti in un documento ufficiale dell'Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (Itaca) che fa riferimento all'applicazione di quella parte del decreto legge "Semplificazioni" in cui si invita a favorire le imprese localizzate nel territorio nel quale si esegue l'appalto.«In base a queste indicazioni operative che si aggiungono ad un analogo parere del Ministero delle Infrastrutture dello scorso novembre - sottolinea quindi una nota degli Industriali berici - la sezione Costruttori edili e impianti di Confindustria Vicenza ha inviato una lettera ai sindaci del Vicentino e alle stazioni appaltanti della provincia per invitare il territorio a sostenere le aziende locali».«Sono indicazioni che, nel contesto dell'attuale situazione emergenziale che si protrarrà almeno per tutto il 2021 - afferma Luigi Schiavo, presidente della sezione - assumono un particolare rilievo in quanto danno un solido fondamento giuridico alla tutela delle piccole e medie imprese del territorio che stanno subendo le conseguenze più gravi della pandemia in corso».Chiaramente ci sono dei limiti a questa interpretazione che si intende, scrive Itaca, «per i contratti aventi un valore non rilevante rispetto alla soglia di interesse comunitario (oltre 5 milioni di euro, ndr), per i quali, quindi, tenuto conto della natura dell'appalto - ad esempio lavori, servizi di manutenzione, e altri servizi in cui assumono rilevanza i costi organizzativi legati allo spostamento e alla distanza territoriale - la distanza dal luogo di esecuzione inciderebbe sulle spese generali in modo significativo, la distanza della sede legale o operativa dell'impresa assume una rilevanza essenziale».«Per tale ragione - aggiunge Schiavo - confido che le stazioni appaltanti della provincia vogliano disporre che una quota di inviti alle procedure di gara sia riservata alle imprese aventi sede nella provincia di Vicenza, in misura proporzionata all'importo delle opere da affidare».Analoga posizione, come noto, è stata presa anche da Confartigianato Vicenza, che dopo aver interloquito con i Comuni chiedendo ad esempio di dare attenzione alle imprese beriche nell'affidamento diretto dei lavori sotto i 150 mila euro. E Confartigianato ha anche fatto sapere: «Con estrema trasparenza renderemo pubblico un sistematico monitoraggio delle azioni che ogni amministrazione andrà ad attuare con lo scopo di analizzare il livello di applicazione delle nuove disposizioni e la loro ricadute sulle imprese». © RIPRODUZIONE RISERVATA