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22/06/2021

Comuni, Regioni e il ” buco nero ” : Recovery Splash

Il Fatto Quotidiano - Antonello Caporale

COME SEMPRE
A PAG. 17 Su quanti mani è stata poggiata la lastra di travertino con il nome sbagliato dell ' ex presidente Ciampi? Oltre lo scalpellino, quanti occhi (gli addetti alla toponomastica del comune di Roma e del servizio del Cerimoniale) hanno visto e non hanno corretto l ' errore (Azelio an ziché Azeglio) prima che l ' e vento (l ' intitolazione di uno slargo) fi nisse sepolto dall ' imbarazzo? La vicenda romanaè simboloperfetto del grado di irresponsabilità di cui la burocrazia dà prova - nell ' al to come nel basso della sua struttura - ed è il termometro di quale avventuroso cammino stiamo progettando nella messa a rete (a terra!) dei 209 miliardi del Recovery. Un fiume di danaro, una piena mai vista che dall ' imbuto na zionale defluirà impetuosa - da questa estate e per i prossimi sei anni - nelle scodelle bucherellate di Regioni e comuni,i soggetti attuatori del grande piano di ripresa e resilienza. Ad oggi sono 1083 i municipi in dissesto o pre-dissesto su un totale di 8389. Uno su otto. Il default è la certificazione di un malgoverno che spesso attraversa più mandati elettorali, coinvolge un nugolo di sindaci e assessori anche di parti politiche avverse, poggia le sue credenziali su opere faraoniche, investimenti poi rubricati come non sostenibili, mozziconi di appalti convertiti incontroversie infinite, per non dire di quelli truccati o gonfiati. Finora lo Stato ha coperto con oltre undici miliardi di euro (dal governo Monti in avanti) le voragini che via via si sono fattepiù estesee - complice ilCo vid - ora sono al livello di una mo struosa frana che incombe. Gli appalti finiti spiaggiati nella inconcludenza documentano l ' in capacità dell ' amministrazione a far fronte ai suoi doveri. Questo è il cappello sotto al quale la palingenesi curiosamente sembra già nelle cose, miracoloso e istantaneo effetto collaterale dell ' età di Mario Draghi. La vicenda giudiziaria di Lodi, i cui esiti sono stati al centro della cronaca, nasce per esempio proprio dalla necessità del sindaco Uggetti (arrestato, condannato in primo grado per turbativa d ' asta e poi assolto in appello) di porre una toppa al buco di bilancio provocato da un azzardo che il suo predecessore, l ' attuale ministro della Difesa Lorenzo Guerini, decise: costruire un grande impianto sportivo con tre enormi piscine. Due avevano retto ai costi della gestione. La terza no. Cinquecentomila euro di perdita il primo anno. Trecentomila il secondo. Una cifra che da sola, se il comune non avesse potuta coprirla con un mutuo, rischiava di bruciare il bilancio comunale. Da qui la toppa (affidamento anche di questa a un privato) peggiore del buco come poi si è visto. E fino all ' anno scorso solo di debiti fuori bilancio, uscite cioè non previste né iscritte a ruolo (e parliamo solodi una partedel deficit complessivo), i comuni italiani ne avevano per due miliardi e mezzo. Un mare di fatture non saldate. Da sud a nord ci sono città metropolitane in coma finanziario e con una burocrazia ormai collassata, sfarinata, senza cuore e senza testa. NAPOLI, PER ESEMPIO, come potrà gestire le somme che pure le verranno associate inqualità di capitale del Mezzogiorno se i suoi uffici non riescono più a far di conto, i suoi tecnici a governare i progetti, i suoi ragionieri atenere corrette le entrate e uscite? Buco miliardario sotto al Vesuvio - veleggiamo nel conto triste di tutti i debiti accumulati al di là dei tre miliardi e cinquecento milioni di euro - e mar mellata di decreti ingiuntivi notificati al palazzo del Comune. E sotto l ' Etna, con Catania, centro ne vralgico della Sicilia, c ' è un altro pezzo di Stato in agonia. Centinaia di milioni dieuro. Ilpontesullo Stretto, oggi di nuovo di moda, dovrebbe vedere l ' atti va partecipazione delle due città chiamate a sorreggerlo: Reggio Calabria e Messina, ambedue in odore di default .E Foggia, Pescara, Terni, Lecce, Alessandria, Brindisi e gli altri mille luoghi e casi di finanzia allegra? Che si fa con questi municipi? Si commissaria mezzo Paese? E con chi? Quali sono le energie vitali, i sostituti degni, i commissari ad act a ? La centralizzazione delle opere, e il suo monitoraggio, lo smistamento delle risorse, il rendiconto quotidiano di ciò che si fa e di quanto resta da fare, costringe palazzo Chigi ad arruolare 550 manager e 24 mila contrattisti destinati ai ministeri centrali per irrobustire la struttura operativa. Ma al primo giro di boa, il concorso per l ' assunzio ne a tempo di 2800 figure specializzate nella contrattualis tica e nella ragioneria, il primo spla sh : la metà dei posti messi a bando è andata deserta e il ministero della Pubblica amministrazione si è trovato costretto a rinnovare l ' avviso pubbli co. Chi guiderà, gestirà, controllerà l ' altra Italia se lo stesso ministro Renato Brunetta ha iniziato ad alzare bandiera bianca: " Temo che non troveremo decine di migliaia di professionisti " , ha detto. Chi re gistrerà in Calabria, che ha il 70 per cento dei comuni in crisi finanziaria, il flusso del denaro in arrivo? Un nuovo generale Figliuolo? E quanti Figliuolo servirebbero? DUNQUE: RECOVERY FUND o Recove ry splash ? Nel decreto semplificazioni, accantonata per fortuna la norma suicida dell ' affi damento dei lavori al massimo ribasso, è stato reintrodotta la possibilità di costruire con il cosiddetto appalto integrato. La pubblica amministrazione può affidare la progettazione alla stessa ditta che si aggiudica l ' appalto. La storia di questo particolare affidamento, che ripone straordinaria fiducianella correttezza dell ' appaltatore, intro dotto e poi revocato più di una volta, è che in questo modo i lavori invece cheessere piùspediti crudelmente rallentavano e lo Stato, invece che padrone dell ' opera, dive niva ostaggio dell ' appaltatore, al quale aveva appunto delegato con la progettazione ogni controllo. Subiva continue richieste di variazioni, conseguenti aggiornamenti dei prezzi, lievitazione dei costi e allungamento dei tempi. L ' appal to integrato fu abolito nel 1993 con Mani pulite, poi reintrodotto dal governo Berlusconi, poi di nuovo abolito da quello Renzi. Oggi si riesuma ciò che abbiamo seppellito fidando nella dea bendata. Come se il Recovery fosse una mistura miracolosa, dose straordinaria di fede nelle meraviglie del mondo che verrà. © RIPRODUZIONE RISERVATA
A P PA LTO I N T EG R ATO, IL RITORNO ABOLITO NEL ' 9 3, reintrodotto da Berlusconi, cassato da Renzi, oggi si riesuma nel dl Semplificazioni fidando nella dea bendata. Con l ' a p p a lt o integrato, la pubblica amministrazione può affidare la progettazione alla stessa ditta che si aggiudica l ' appalto. Risultato: lievitazione dei costi e allungamento dei tempi. Lo Stato, invece che padrone d e l l ' opera, diveniva ostaggio dell ' a p p a lt a t o r e , al quale aveva delegato ogni controllo

Foto: Stato centrale e enti locali Mario Draghi e la targa, coperta, in onore di Carlo Azeglio Ciampi FOTO ANSA