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02/06/2021

Comune, serve un patto a sinistra

La Repubblica - Mario Coppeto

L'appello
Chissà perché il voto a Napoli è sempre complicato; d'altra parte cos'è che non lo è questa città meravigliosa, dannata e magicaۛ Dopo mesi di confronti politici, non sempre di buon livello, e di annunci di candidature, forse è giunto il momento di fare un po' di chiarezza e concentrarsi sui problemi della città, delle città, visto che si vota in molti luoghi dell'area metropolitana, e delle persone. La pandemia, ancora in atto con morti e contagiati, ci consegna una città impoverita oltre la soglia de l'atavica pandemia del disagio sociale. La mancanza di lavoro, aggravato dalla scomparsa di attività ed opportunità che con il boom turistico degli ultimi anni aveva iniziato a soddisfare bisogni elementari di sussistenza e dignità della persona, rappresenta una miccia accesa. Il reddito di cittadinanza ha attutito l'urto, ma ha sicuramente fatto precipitare la dignità conquistata. Le istituzioni devono fare la propria parte investendo adeguatamente per favorire la ripresa. Innanzitutto è necessario salvaguardare il tessuto produttivo esistente agendo sul contenimento dei licenziamenti e favorendo iniziative di garanzie per il lavoro; il caso Whirlpool è un esempio evidente. Il lavoro che la politica e le componenti sociali hanno davanti non è di poco conto ed occorrerà saggezza e lungimiranza per uscire dal tunnel in cui siamo precipitati.
Impoverimento, deficit, spesa pubblica, igiene e manutenzioni, disagio sociale, sono solo alcuni complessi elementi su cui ci si dovrà confrontare. La campagna elettorale dovrà tener conto dei complessi fattori in gioco e solo alzando il livello del confronto si potrà immaginare una città futura all'altezza delle attese. Recovery plan, Next Generation Ue, rappresentano una opportunità con precedenti lontani. Occorreranno competenze e dedizioni. È utile un patto trasversale tra i candidati sindaci, per la lotta comune contro il rischio di infiltrazioni camorristiche e di collusioni politiche nel sistema degli appalti per i lavori che verranno. Occorrerà siglare un accordo comune per garantire liste di candidati onesti ed immacolati; non basta la presentazione di un certificato giudiziario, occorre un patto etico robusto.
Napoli non può permettersi un altro "post terremoto".
La sinistra a cui appartengo deve provare a fare una sintesi unitaria. Da oltre 40 anni, tutto iniziò con Maurizio Valenzi nel 1975, la sinistra amministra la città ed esprime la migliore classe dirigente. La comparsa sulla scena di Gaetano Manfredi, con il patto per Napoli siglato da Conte, Letta e Speranza, cambia le carte sul tavolo di gioco. Nulla contro gli altri candidati che godono di stima e in tutti i casi di amicizia, ma occorre provare a fare sintesi immaginando soluzioni comuni. I napoletani non comprenderebbero ne auspicano che il primo turno delle elezioni del prossimo autunno si trasformino in una sorta di primarie per l'area del centro sinistra. Se ne avvantaggerebbe la destra.
Manfredi guardi all'intero mondo progressista e democratico che Napoli esprime. Avvii un confronto largo, che forse avrebbe dovuto fare prima qualcun altro, per tentare di mettere insieme le migliori energie della città e non l'ammuina ed il proliferare di liste.
Manfredi è la persona giusta perché indicata da una coalizione larga, unitaria e rappresentativa. Napoli oggi più che mai ha bisogno di coesione tra le forze provenienti dalla stessa storia e soprattutto in grado di costruire ponti con le istituzioni.
L'autore è capogruppo della Sinistra in Comune