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16/06/2019

Comune, più di 600 dipendenti senza bibite fresche

Corriere dell'Umbria

Mancano i distributori di snack e bevande per colpa della burocrazia. E a nulla sono serviti solleciti e petizioni
La Uil lancia una proposta In attesa della gara d'appalto che non viene ancora bandita il gruppo d'acquisto solidale del sindacato si fa avanti per tamponare la situazione
di Antonio Mosca TERNI • Restano a secco gli oltre 600 dipendenti e le migliaia di cittadini che ogni giorno frequentano palazzo Spada e gli altri edifici comunali. Il problema riguarda la mancanza di macchinette distributrici di snack, caffè e bevande fresche, generi molto richiesti soprattutto in questo periodo dell'anno. Ma la burocrazia non sente ragioni e neppure i disagi causati dall'afa. Con il risultato che, come segnala la Uil, non si riesce ancora a bandire una gara d'appalto per affidare il servizio. La questione si trascina da tre anni, ma senza mai arrivare a una soluzione. E i disagi, oltre a palazzo Spada, coinvolgono anche altri uffici come il "Pentagono" a corso del Popolo, ma anche palazzo Pierfelici, l'ex Foresteria, i servizi cimiteriali, l'anagrafe, i servizi tecnici e scolastici, la palazzina di piazza San Francesco e le tante altre sedi, anche periferiche, come quelle delle ex circoscrizioni Nord, Est e Sud. Senza contare i danni alle casse comunali che dalla macchinette distributrici di bevande ricaverebbero comunque degli introiti. Si ha così il paradosso - fa notare la Uil - di "un'amministrazione che annaspa per trovare i soldi, ma poi perde le occasioni concrete per incamerare risorse. E non si riesce a capire l'inerzia dell'amministrazione al riguardo". "A parole si parla tanto di un nuovo modo di governare, ma sembra che sia la inefficienza di sempre - dichiara Gino Venturi, segretario provinciale della Uil con l'incapacità di risolvere anche problemi semplici come questo". E pensare che già nel 2017 i lavoratori presentarono all'amministrazione civica una petizione con oltre 300 sottoscrizioni raccolte in poche ore. Ma non ci fu niente da fare. La Uil-Fpl sollecitò più volte l'amministrazione civica e già 2 anni fa presentò una proposta per tamponare l'emergenza, in attesa che la burocrazia risolvesse definitivamente la questione. Una proposta che non avrebbe minimamente interferito su quelle che devono essere corrette procedure amministrative per l'assegnazione della gara stessa. In pratica il sindacato aveva messo a disposizione il proprio gruppo di acquisto solidale che per spirito di servizio in una situazione di grave difficoltà era in grado oltre a fornire l'acqua fresca anche di provvedere alla distribuzione di caffe, merendine e bevande. In pochi giorni il gruppo di acquisto sarebbe in grado anche adesso di fornire gli uffici di distributori automatici di bottigliette di acqua fresca. E senza alcun ricarico e a prezzo di costo. L'intento è quello di affrontare l'emergenza anche se l'obiettivo fondamentale è quello che si risolva definitivamente, e in tempi rapidi, la questione attraverso una gara d'appalto. Intanto sono passati due anni e la proposta è stata cestinata senza neppure essere esaminata. "E' imperdonabile che - aggiunge Venturi - dopo tanti solleciti non ci siano ancora i distributori di bevande negli uffici del Comune. La Uil-Fpl chiede che siano appurate le responsabilità e presi i conseguenti provvedimenti. Invece di fare la solita demagogia sul "merito" sarebbe ora che si applicassero concretamente delle vere politiche meritocratiche e soprattutto che si iniziassero a risolvere i problemi di tutti i giorni".

Foto: Palazzo Spada


Foto: Il problema della mancanza di distributori di bevande fresche riguarda tutte le sedi comunali e la Uil attacca l'amministrazione civica