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29/06/2019

Comune come feudo arrestato il sindaco

Il Mattino

Il primo cittadino di Trentola Ducenta e i suoi seguaci «punivano» gli avversari
L'INCHIESTA
Mary Liguori
Il sindaco fa il dirigente comunale, il poliziotto viene nominato «giustiziere» e tutore della legge per l'intera città, il dipendente del municipio ragiona come un signorotto, pianifica le vendette contro quelli che si sono battuti per la fazione politica opposta al «suo» sindaco. Trentola Ducenta, paesone alle porte di Aversa con tutte le potenzialità per assumere le sembianze di una cittadina evoluta, è ferma alle logiche di un feudo. Questa volta, sul registro degli indagati finiscono tutti eccetto i camorristi. Se anche nelle intercettazioni qualcuna delle vittime parla di «intimidazione in stile casalese», dei clan nell'ordinanza non c'è traccia. C'è, piuttosto, una mentalità incancrenita che evoca scenari da faida medievale. L'entourage del sindaco colpisce con mezzi illeciti usando la macchina della legalità. Quella del Comune. È agli arresti il sindaco Andrea Sagliocco, eletto un anno fa che, per festeggiare, appese al balcone del municipio uno striscione inneggiante la legalità. Si è dimesso già ieri. Il Comune finisce di nuovo al centro delle cronache giudiziarie. A meno di tre anni da quando la Dda disarticolò un pezzo del clan Zagaria che aveva messo le mani nel Comune, per far crescere quella che, secondo due sentenze, è «la creatura commerciale del boss Michele Zagaria»: il centro commerciale Jambo. Tutt'ora commissariato, è stato ampliato, scrive la Dda, dai dirigenti del Comune su richiesta dei Casalesi. Tale era l'influenza del boss che ben due sindaci avrebbero ricevuto il suo dettato. E avrebbero fatto aprire lo svincolo della superstrada proprio dentro l'area del Jambo, cosicché chi arriva a Trentola Ducenta non può far a meno di accedere al centro commerciale. Tre anni fa, quando scattò la retata, era sindaco Michele Griffo, tutt'ora sotto processo. Scappò, la notte degli arresti, per andarsi a costituire nove giorni dopo.
LA RETATA
Ieri, di arresti ce ne sono stati due. Oltre al sindaco in carica, è finito ai domiciliari l'avvocato Saverio Griffo, consigliori del primo cittadino che, senza incarichi in Comune e non si sa a quale titolo, parla e agisce a nome dell'amministrazione. Le misure eseguite dai carabinieri di Aversa, diretti dal tenente colonnello Donato D'Amato, sono state spiccate dal gip Antonino Santoro su richiesta dalla procura di Napoli Nord, in capo a Francesco Greco. Tra le persone raggiunte dal divieto di dimora ci sono i principali dirigenti comunali: Mauro Felaco, responsabile dell'Area urbanistica, Elena Bassolino, Lavori pubblici, Agostino Fabozzi dell'Utc. E poi ci sono il consigliere di maggioranza Nicola Zagaria e il poliziotto Giuseppe Melucci, in servizio aNapoli, nominato di Sagliocco «tutore della sicurezza in paese». Dovranno invece andare a firmare dai carabinieri, ogni giorno, gli imprenditori Saverio Fabozzi, Salvatore De Marco, Luigi Letizia, Salvatore Mazzara, Giovanni Addario, Aurelio Costanzo, il poliziotto Luigi Lorvenni e l'impiegato del Comune Raffaele De Caprio. Rispondono a vario titolo di corruzione, concussione, falso, illeciti relativi agli affidamenti diretti e alla violazione del codice degli appalti. E tutti, ritiene il gip, hanno agito come «sgherri» del sindaco per accontentare gli imprenditori amici e punire i nemici. Il Comune nega permessi a chi ha le carte in regola per ottenerli, blocca un cantiere edile, ferma l'inaugurazione di un supermercato perché sono attività di persone che hanno votato per l'avversario di Sagliocco, Michele Apicella, battuto al ballottaggio. S'arriva a produrre documentazioni false per vendetta, che certificano abusi edilizi inesistenti e, nello stesso tempo, si affidano servizi, come le luminarie di Natale e la comunicazione, agli «amici». Tutto, secondo i pm, risponde alla logica del clientelismo. Ma è miserrimo il tornaconto. Qualche posto di lavoro, un cesto natalizio dal valore di mille euro scarsi. L'analisi del gip è pesantissima. «L'amministrazione non deve funzionare. Se funzionasse, non ci sarebbero occasioni per piegare la cosa pubblica e utilità private».
LA BONIFICA DELLE MICROSPIE
Agli atti c'è anche la storia di un elettricista che trova una cimice nella presa della corrente nell'ufficio del sindaco e Sagliocco che chiama il poliziotto amico per far «bonificare» l'ambiente. Tentativo maldestramente mancato a leggere ciò che i pm sono riusciti comunque a intercettare. Come quel messaggio su Whatsapp del 25 giugno 2018 in cui Agostino Fabozzi scrive a Sagliocco: «Auguri Andrea Noi siamo nati vincenti ricorda non voglio prigionieri ne contatti con il nemico». Il dipendente comunale ha schierato la figlia ventenne in una delle liste a supporto di Sagliocco e la ragazza è risultata la più votata.
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