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08/04/2021

COMPLIANCE AZIENDALE INTEGRATA E ISTITUTI PREMIALI PER UNA NUOVA CULTURA DI IMPRESA

Harvard Business Review Italia

META LA RIVISTA DEI CONSULENTI DI MANAGEMEI
Il presente contributo nasce dalla opportunità di una riflessione a cui le aziende sono più che mai chiamate nell'attuale periodo di crisi economica per testare, consolidare, recuperare il proprio comportamento virtuoso nel governo dell'impresa con presidi strategici improntati allo sviluppo di una cultura fondata su principi etici, oltre che legali. Volendo trovare un filo conduttore ai nuovi scenari a cui si sta andando incontro, non possiamo fare a meno di individuare nella Compliance Aziendale Integrata il trait d'union tra il Rating di Impresa, il Rating di Legalità e il Rating ESG di Sostenibilità, quali istituti premiali della nuova cultura di impresa volti a misurare da diverse prospettive la reputazione degli operatori economici che volontariamente vi si sottopongono e che tendono a generare comportamenti virtuosi per il raggiungimento del ed. "successo sostenibile". Una importante conferma di quanto precede viene fornita dalla recente pubblicazione sul sito della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato della delibera n. 28361 del 28 luglio 2020 (Bollettino n. 41 del 19 ottobre 2020 - G.U. n. 259 del 19 ottobre 2020) con cui è stato adottato il nuovo Regolamento attuativo del Rating di Legalità per le imprese, da intendersi come indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità e come istituto premiale, al fine di garantire alle stesse l'esonero da responsabilità e l'accesso a una serie di importanti benefici e vantaggi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e gli Istituti di Credito per il conseguimento di finanziamenti pubblici e bancari o per l'aggiudicazione di appalti. Il che vuol dire la presenza di una governance integra in cui i soggetti apicali non sono stati condannati in sede penale per determinati reati presupposto sanzionati nel D.lgs. 231/2001, tra cui quelli legati al tema della sicurezza sul lavoro, ambientali e corruttivi. Il conseguimento del Rating di Legalità dà il via anche al percorso virtuoso a cui le aziende devono oggi tendere e che ha come traguardo l'ottenimento del Rating ESG "Environmental, Social e Governance"fortemente rilanciato nel mondo istituzionale e a livello mondiale (si pensi ad esempio ai 17 Obiettivi dell'Agenda 2030), afferendo a quella sfera di corretti comportamenti in campo ambientale, sociale e di business che le aziende sono chiamate a osservare nei rapporti con gli stakeholder. Obiettivo, dunque, la valorizzazione degli operatori economici che si distinguono sotto il profilo della Compliance Aziendale Integrata, ai quali viene riconosciuta la completa fruibilità dei benefici astrattamente disponibili, collegati al rilascio della attestazione relativa ai Rating in argomento. Vasto l'intervento strategico del Compliance Manager che vede spaziare la sua attività dai Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo volti a prevenire la responsabilità amministrativa degli Enti di cui al Digs. 231/2001, alla conformità alla normativa per la prevenzione dei rischi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e ai rischi ambientali, al Codice degli Appalti, all'Anticorruzione (L.190/2012 e UNI ISO 37001:2016), al GDPR - Regolamento UE 679/16, all'Antiriciclaggio AML, alle Linee Guida A.N.A.C., alla Disclosure non finanziaria e Bilancio di Sostenibilità (CSR), al Whistleblowing solo per citare alcuni ambiti. Policy, procedure, manuali, istruzioni operative, Sistemi Integrati di Controllo Interno, Codici di Comportamento, Codici Etici, MOGC 231, Sistemi di Segnalazione - Whistleblowing, Job Description Sistemi di controlli contabili-amministrativi, Tool dedicati per la gestione del processo di valutazione dei rischi ecc...assurgono a strumenti imprescindibili per il Compliance Manager. Un vero e proprio Compliance Management System di cui è in fase di pubblicazione la nuova ISO 37301 volta al perseguimento della ed. Due Diligence Defense e cioè della esimente in sede penale grazie alla adozione di un sistema articolato di componenti basato sul principio del miglioramento continuo perché gravi sarebbero le conseguenze della mancanza di una attenta Compliance Integrata, quali il danno al set valoriale a cui si è ispirata l'Azienda, il venir meno di garanzie per i Clienti e i Fornitori nella supply chain, il detrimento della reputazione aziendale nei confronti dei clienti privati, la mancanza di mantenimento e/o miglioramento continuo della Brand Reputation. Di tutta evidenza allora come la trasversalità e il grave impatto dei rischi di impresa alla cui prevenzione il Board è chiamato fanno si che le aziende, siano esse PMI o multinazionali, a partecipazione privata o pubblica 0 in controllo pubblico, debbano correre ai ripari andando a rivedere i propri assetti organizzativi e di Governance con la istituzione centralizzata e/o il rafforzamento dei presidi di Compliance aziendale in una ottica del tutto nuova che lasci alle spalle la sola tradizionale accezione di conformità alla norma e al regolamento interni ed esterni e traguardi verso una mindset revolution. Le regole da sole non bastano a garantire il buon governo, perché accanto a esse vanno previsti adeguati meccanismi per la verifica del loro rispetto come patrimonio comune per il perseguimento di obiettivi gestionali in linea con il riconoscimento e con la tutela degli interessi degli stakeholder. Regole, controlli della performance e analisi e gestione dei rischi aziendali in ottica preventiva non bastano ad assicurare creazione di valore, essendo necessaria una vision integrata, improntata a quell'insieme di principi caratterizzanti la cultura aziendale. 1 risultati aziendali allora non più letti in chiave di 'profitto', ma di 'valore', inteso come capacità di generare continuamente nuove risorse. In conclusione, ciò che occorre è agire per la creazione di un sistema di Governance basato su scambi informativi tra diverse funzioni e organi aziendali, oggi più che mai "vasi comunicanti", in cui contaminazione di conoscenze e competenze costituiscano lo strumento per la creazione di un patrimonio conoscitivo di tutta la comunità aziendale. Prescindere dall'ottenimento di questi importati indicatori vanifica il riposizionamento strategico nel mercato. Aw. Clara Cairoli Consigliere APCO Senior Legai Counsel Legal Manager Governance Risk & Compliance