scarica l'app
MENU
Chiudi
11/01/2019

Commissari di gara esterni, rinvio al 15/4

ItaliaOggi - Andrea Mascolini

Rinvio di tre mesi, al 15 aprile 2019, dell'obbligo di nomina dei commissari di gara esterni alla stazione appaltante per l'aggiudicazione dei contratti di appalto pubblico. Lo slittamento della scadenza del 15 gennaio è stato disposto dall'Autorità nazionale anticorruzione mercoledì sera, con un comunicato pubblicato sul proprio sito. La data del 15 gennaio era stata prevista in un Comunicato Anac del 18 luglio 2018 a valle delle linee guida n. 5 e della defi nizione dei requisiti per l'iscrizione, tramite un apposto sistema informatico, sull'elenco tenuto dalla stessa Anac e già attivo dal 10 settembre 2018. Nel comunicato fi rmato dal presidente Raffaele Cantone l'Autorità rende noto che ad oggi «il numero di iscritti nelle diverse sottosezioni dell'Albo ammonta a circa 2.100, di cui solo la metà estraibili per commissioni esterne alle amministrazioni aggiudicatrici». Un numero basso, ma preoccupa che non tutte le professionalità risultino adeguatamente coperte; infatti «numerose sottosezioni (circa il 30%) risultano completamente prive di esperti iscritti, altre (circa il 40%) con un numero di esperti molto ridotto (meno di 10)». Anche in ragione di questi elementi e tenuto conto ddel previsto numero di gare bandite annualmente che richiedono la nomina di commissari esterni (su un totale di 120.000, qualche decina di migliaia saranno aggiudicate con l'offerta economicamente più vantaggiosa), l'Autorità prende atto che «allo stato, il numero degli esperti iscritti all'Albo non consente di soddisfare le richieste stimate in relazione al numero di gare previste». Ma il comunicato fa cenno anche ad una rilevante motivazione che suggerisce il rinvio e cioè l'incerto quadro normativo (alla luce delle imminenti modifi che al codice dei contratti che saranno veicolate sul decreto semplifi cazioni) che quindi «non sembra consentire la possibilità di nominare i commissari con modalità diverse da quelle descritte all'art. 77 per i casi di assenza e/o carenza di esperti». Da qui la scelta di differire di tre mesi la scadenza «per evitare ricadute sul mercato degli appalti», cioè un possibile blocco delle attività delle stazioni appaltanti. Il comunicato chiude annunciando che «le criticità evidenziate saranno oggetto di segnalazione al Governo e al Parlamento da parte dell'Autorità». A breve si vedrà se l'intero meccanismo, più volte avversato dalle amministrazioni, reggerà sotto la spinta delle semplifi cazioni volute dal governo, con tutte le evidenti ricadute in termini di trasparenza e buon andamento dell'azione amministrativa.