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28/11/2019

Commercio e sfruttamento: un libro denuncia

Il Tirreno - Alfredo Faetti

Anche due casi maremmani nel volume "Consumati: siamo uomini o merci?" di Marco Ferri e Francesco Iacovone grosseto
Alfredo Faettigrosseto. La protagonista di questa storia ha 44 anni e ha vissuto a Scarlino. È vedova e, dopo il decesso del marito, nel 2015, è costretta a rimboccarsi le maniche a trovare lavoro per mantenere lei e il figlio. Trova un posto part time come collaboratrice di un'azienda di fiorentina di profumi, che aveva conosciuto quando abitava all'Isola d'Elba. Le propongono un periodo di prova a 700-800 euro al mese. Poco dopo, però, trova un'altra occasione con un'agenzia francese di design con la prospettiva di un contratto indeterminato. La donna è tentata, parla con l'azienda di profumi con cui aveva un ottimo rapporto e intraprende la nuova avventura. Solo che pochi mesi dopo le arriva la lettera di licenziamento, perché forse quello non era il suo ambiente.L'assunzione era legata, spiega nel libro "Consumati: siamo uomini o merci?", agli incentivi del Jobs act e che sul licenziamento non aveva alcun diritto da fare valere. Il saggio contiene una raccolta di storie simili, che voglio rappresentare quello che gli autori definiscono «lo sfruttamento dei dipendenti nel mondo del commercio e in particolar modo della grande distribuzione».Il libro porta le firme Marco Ferri, fondatore dell'agenzia di comunicazione Consorzio Creativi, e di Francesco Iacovone, sindacalista dei Cobas, ed è stato presentato ieri in Provincia a Grosseto proprio su iniziativa del sindacato. E nelle sue pagine troviamo anche altre testimonianze maremmane. «Un macellaio di 56 che lavorava tra Follonica e Gavorrano ad un certo punto ha dovuto subire degli interventi chirurgici alle spalle, che gli impediscono di svolgere il lavoro che portato avanti per 36 anni per la stessa azienda - spiega Graziella Barazzuoli, portavoce Cobas lavoro privato Grosseto - Ora vive un limbo, perché la malattia è scaduta ma l'azienda non può pagargli più lo stipendio. È diventato un peso».«La stragrande dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione nel nostro Paese ha stipendi nettamente inferiori a quelli dei colleghi europei», dice Ferri, presente alla presentazione.Questione di normative, come dice Domenico Teramo, portavoce nazionale Cobas. «Lo sfruttamento nella grande distribuzione si concretizza con il sistema degli appalti - dice - Nella minaccia di non rinnovare l'appalto, oppure nell'affidare gli appalti a cooperative che poi non rispettano le regole del lavoro e neanche pagano le tasse».La presentazione a Grosseto arriva nel cuore della settimana del Black Friday, rivolta agli sconti. Un'occasione perfetta per poter denunciare i contenuti cari ai Cobas. E in attesa che il legislatore metta in essere norme che tutelino maggiormente questi lavoratori, anche noi consumatori possiamo fare la nostra parte. Esattamente come facciamo con la provenienza e i trattamenti di un prodotto, dovremmo fare altrettanta attenzione sulla qualità del lavoro che lo ha portato sullo scaffale. «Dovremmo così riuscire a capire se lo sconto che ci viene offerto grava sulle spalle del lavoratore che è stato sottopagato», dice Ferri. --