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25/05/2021

Come sciogliere la burocrazia

La Repubblica - Francesco Manacorda

Il commento
Si può sciogliere delicatamente e con pazienza la matassa della burocrazia italiana? Si può mano a mano fare chiarezza e ripulire stratificazioni di leggi che si sono accumulate in decenni, disboscare la giungla di norme inapplicabili o inapplicate? E si può farlo adesso, quando tra meno di due mesi - se tutto andrà secondo i programmi - arriveranno in Italia i primi fondi del Next Generation Eu? ● a pagina 29 Si pu? sciogliere delicatamente e con pazienza la matassa della burocrazia italiana? Si pu? mano a mano fare chiarezza e ripulire stratificazioni di leggi che si sono accumulate in decenni, disboscare la giungla di norme inapplicabili o inapplicate? E si pu? farlo adesso, quando tra meno di due mesi ? se tutto andr? secondo i programmi ? arriveranno in Italia i primi fondi del Next Generation Eu? La risposta a tutte queste tre domande ? con ogni probabilit? un no. Quello dell?amministrazione pubblica e del suo rapporto con i cittadini e le imprese appare oggi un filo talmente annodato su s? stesso che la possibile soluzione per risolvere una condizione che sfocia nella patologia pi? spesso di quanto stia nella fisiologia appare quella di tagliarlo come un nodo gordiano. E questo ancor pi? in vista delle scadenze del Recovery Plan, dove i fondi vanno spesi con tempi e modalit? precisi e rendicontati puntualmente a Bruxelles, prima che ne arrivino altri.
Alcune misure prese dal governo, come si leggono nella bozza del Decreto Semplificazioni che la prossima settimana dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri, sembrano dunque intenzionate a tagliare i nodi, invece che a scioglierli delicatamente. Ma come sempre, quando si impugna uno strumento affilato il rischio ? quello di fare danni, anche senza volerlo.
L?esempio pi? lampante ? quello del limite dei lavori in appalto che possono essere dati in subappalto. Sparisce l?attuale soglia massima del 40% del valore dei lavori e, anche se secondo il Decreto Semplificazioni non si potr? mai arrivare a dare un?opera completamente in subappalto, non viene pi? fissato un limite. Se a questo si unisce l?innalzamento del limite a cui si possono assegnare appalti senza gara e l?introduzione del criterio del massimo ribasso per l?aggiudicazione dei lavori, ? facile comprendere la forte reazione dei sindacati contro il Decreto e le fibrillazioni che anche in queste ore attraversano la componente di sinistra della maggioranza. Temono che la mancanza di regole apra la strada ad abusi e all?espansione della criminalit? nel settore. Ed ? facile che nella maggioranza ci sia qualche malumore anche per come il ministro della Cultura, il pd Dario Franceschini, ? riuscito a schivare la lama del governo per le ?sue? Soprintendenze.
Ma anche riporre il coltello e non muoversi, o provare come tante volte si ? fatto ad afferrare un bandolo della matassa burocratica per accorgersi che gli effetti sono quasi nulli, ha un costo. Il costo dell?inerzia si misura prima di tutto con il rischio di non vedersi attribuire una o pi? tranche dei fondi del Next Generation Eu e in secondo luogo con l?effetto che il mancato arrivo di quei soldi impedisca all?economia italiana di ripartire con un grande piano di opere pubbliche, freni le possibilit? di crescita e in ultima istanza prolunghi la crisi che molte imprese stanno vivendo da oltre un anno. Una crisi, ? bene ricordarlo, che alimenta anch?essa la diffusione di comportamenti devianti, l?aumento dell?usura, l?ingresso della criminalit? organizzata ricca di liquidit?, in attivit? commerciali e produttive che potrebbero essere cedute a prezzo di saldo.
Fermi non conviene stare, dunque. La cautela da utilizzare mentre si tagliano i nodi della burocrazia, per?, deve essere rafforzata. Serve attenzione a monte, per dare anche ai piccoli comuni gli strumenti per fare le gare d?appalto in maniera efficace e il pi? possibile a prova di abusi. E servono controlli a monte: agli oltre 200 morti sul lavoro che un?Italia seppur in movimento lento ha registrato nei primi cinque mesi dell?anno ? la maggioranza proprio nei cantieri ? fa riscontro un altro numero; quello di migliaia di ispettori del lavoro che mancano per fare controlli efficaci.
Proprio il Recovery Plan prevede di assumerne altri duemila, che difficilmente per? basteranno a modificare la situazione in modo radicale. E che dire della giustizia amministrativa? Di fronte ai ricorsi che con ogni probabilit? scatteranno sulla mole di appalti in arrivo, anch?essa dovr? trovare nuovi metodi e tempi pi? rapidi.
Regolare prima, controllare poi, con l?obiettivo di andare s? spediti sulla strada della ricostruzione del Paese, ma senza che il verbo semplificare faccia rima con abusare. Da questo punto di vista anche la digitalizzazione pu? aiutare nelle procedure e nei controlli. L?uso delle banche dati, che ad esempio sta dando strumenti efficaci all?Agenzia delle Entrate nella lotta all?evasione fiscale, pu? essere utilizzato in misura maggiore e in modo migliore anche nel settore delle opere pubbliche. Se si tagliasse solo un nodo senza rivolgere l?attenzione ad altri aspetti del sistema amministrativo che non funzionano non si farebbe un buon servizio al Paese. Non ? una scusa per non risolvere problemi annosi, ma un invito a provare a risolverne di pi?.