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01/09/2021

Collegamenti aerei in bilico Tutto dipende da un cavillo

La Nuova Sardegna - di Salvatore Santoni

Si lavora su un tecnicismo che potrebbe aprire a un bando di emergenza il vertice sulla continuità aerea
di Salvatore SantoniwSASSARIContinuare a cliccare compulsivamente il calendario di Ita in cerca di un volo da e per l'isola a partire dal 15 ottobre non spargerà polvere magica sulla Continuità aerea. I sardi devono mettersi l'anima in pace: il futuro della mobilità è in mano ai burocrati.Sì, perché dal brainstorming in videoconferenza di ieri mattina è venuto fuori che l'unica soluzione possibile è un bando di emergenza. Cioè esattamente quello che si sapeva prima della riunione e anche all'indomani dell'uscita dell'isola dai radar della newco che sta mandando in pensione Alitalia.L'incontro. Più che un vertice sulla crisi Continuità si è trattata di una riunione tecnica tra funzionari del ministero ai Traporti, dell'assessorato regionale e dell'Europa alla quale ha partecipato anche l'assessore regionale ai Trasporti, Giorgio Todde. L'incontro era già stato programmato da tempo nell'ottica delle interlocuzioni avviate dalla Regione per chiudere il cerchio della nuova Continuità. E considerata la portata della crisi potenziale nei cieli dell'isola - divampata per l'impossibilità di prenotare biglietti di Ita dopo il 15 ottobre - si è discusso anche di come scongiurare il pericolo imminente. I partecipanti si sono aggiornati convenendo sul fatto che è necessario studiare e concordare la procedura per bene.Si ragiona. In particolare, come ha dichiarato all'Ansa lo stesso assessore Todde, «per trovare la formula giuridica più adatta che ci consenta di attivare la procedura d'urgenza». In sostanza le parti hanno preso atto della situazione impegnandosi reciprocamente a trovare una soluzione, che sia «la via più snella, semplice e veloce, tale da non creare un'interruzione dei voli in continuità». Per questo, ha continuato l'assessore, «siamo in costante contatto col ministero e la rappresentanza permanente a Bruxelles».Lo scenario. La cosa migliore che possa accadere per mettere in sicurezza la Continuità sul breve periodo è che la newco Ita partecipi alla procedura di emergenza facendosi carico della transizione verso il futuro vincitore del bando "ordinario". Anche perché la piazza non abbonda di compagnie aree, e l'isola ha bisogno come l'aria di poter volare. Ovviamente molto dipenderà dal livello di appetibilità della manifestazione di interesse. E quindi dal valore degli oneri, dalle rotte e i servizi aggiuntivi richiesti. Insomma, per avere la garanzia che la chiamata urgente piaccia, bisognerà scriverla bene e metterci soldi. Altrimenti, nella migliore delle ipotesi, i sardi resteranno almeno sei mesi senza Continuità, cioè il tempo che occorre per pubblicare il bando e avere un vincitore.Il buco. A giocare a favore del sì definitivo al bando di emergenza potrebbe esserci un dettaglio: la Continuità scade il 28 ottobre, mentre Alitalia cesserà le operazioni il 14. Questo buco di due settimane potrebbe essere la chiave di volta per cavillare un po' tanto da convincere l'Europa ad allungare la vita della Continuità fino all'assegnazione del nuovo bando. Un testo di cui però nessuno, al di fuori della stanza dei bottoni, ha cognizione. E il mistero, in questa fase delicata per i trasporti e la mobilità dei sardi, non sta giocando a favore della Regione. Anzi, alimenta l'irritazione di parti sociali e di qualcuno - pochissimi a dire al vero - tra i banchi dell'opposizione in consiglio regionale.Il bando. Sul bando non si sa granché. Sembra pronto da tempo ma evidentemente qualcosa si è inceppato nelle interlocuzioni precedenti. Non si conoscono le clausole che hanno ottenuto il benestare e nemmeno quelle che, invece, hanno rallentato la contrattazione. Una cosa è chiara: senza il nullaosta dell'Europa sul bando, non esiste alcuna procedura di emergenza o proroga. Già l'ultima volta Bruxelles si è dimostrata infastidita a derogare, e anche l'Antitrust si è dimostrata allergica. Inoltre il bando dovrebbe essere costruito grazie alla certificazione del dimensionamento del modello e la politica tariffaria, cioè un'analisi di mercato commissionata dalla Regione a un advisor. Il documento però è blindatissimo, tant'è che ci sono richieste di accesso fatte da consiglieri regionali che sono state respinte.